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Redazione
Bassanonet.it
Un salto nel voto
Uscita della Polizia Locale dall’Unione Montana e suo reintegro nel Comune di Bassano. Dubbi, perplessità e anche qualche sorpresa alla tavola rotonda organizzata da Fratelli d’Italia coi sindaci dell’Unione (assente Finco) e coi sindacati
Pubblicato il 22-03-2025
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Squillino le multe, rullino i verbali.
Ormai ci siamo: giovedì prossimo 27 marzo è nuovamente convocato il consiglio comunale di Bassano del Grappa e al punto 7 dell’ordine del giorno, dopo il rinvio del consiglio precedente, è fissata la discussione per approvazione della delibera “Recesso dalla convenzione per il conferimento all’Unione Montana del Bassanese della funzione fondamentale di Polizia Municipale e Polizia Amministrativa Locale”.
Sarà un momento fatidico per la storia contemporanea del Veneto pedemontano: quella del reintegro della Polizia Locale, se il recesso dalla convenzione con l’Unione verrà approvato, nell’organico del Comune di Bassano del Grappa.
La tavola rotonda in saletta Angarano
Si consiglia di tenere comunque un sacchetto di popcorn a portata di mano perché sulla questione si profila una spaccatura all’interno della maggioranza.
Ma non è questo ancora il momento di sfruttare troppo la nostra sfera di cristallo: restate sintonizzati per le prossime puntate.
Chi pensa però che per i vigili il passaggio dall’Unione al Comune sia solamente e semplicemente una questione di cambiamento del cartellino da timbrare, si sbaglia di grosso. Perché dal punto di vista non solo operativo ma anche dell’inquadramento lavorativo sussistono diverse questioni aperte e non ancora definite, per quanto al voto decisivo in consiglio comunale manchino solamente cinque giorni.
Lo si era già capito dalle vaghe risposte della struttura comunale (“Sono tutte questioni da affrontare”) alla riunione congiunta delle commissioni consiliari Bilancio e Affari Istituzionali dello scorso 10 marzo nella sala consiliare del municipio.
E se ne è avuta conferma venerdì 21 marzo nella tavola rotonda organizzata in saletta Angarano dal coordinamento di Bassano del Grappa di Fratelli d’Italia sul tema “Polizia Locale: quale futuro?”.
All’incontro di FdI sono stati invitati i sindaci dei cinque comuni dell’Unione Montana: Bassano del Grappa, Pove del Grappa, Romano d’Ezzelino, Solagna e Valbrenta.
Presenti tutti, fatta eccezione per il sindaco di Bassano del Grappa Nicola Finco.
L’invito è stato inoltre esteso ai sindacati: sono intervenuti i delegati sindacali di CISL e CSA, quest’ultima una sigla che si rivolge al comparto delle Funzioni Locali e che è ben rappresentata all’interno del Comando di via Vittorelli.
Interessante: a organizzare il “momento di dialogo e confronto” nella prospettiva dell’uscita della Polizia Locale dall’Unione Montana del Bassanese, chiamando a raccolta i sindaci dell’Unione, non è stato un gruppo di minoranza ma un partito di maggioranza dell’amministrazione Finco.
Ma è proprio Fratelli d’Italia l’elemento attorno al quale ruota la possibile spaccatura all’interno della maggioranza al voto di giovedì prossimo in consiglio comunale.
Fatta ovviamente eccezione per il solito Gianluca Pietrosante che sul tema della Polizia Locale, rispetto al suo partito, sembra vivere in una sorta di mondo parallelo.
Ma su questo aspetto mi fermo veramente qui, perché non voglio spoilerare troppo.
“Più che un confronto, è stata una comunicazione pacata fra tutti gli attori interessati, i sindaci e i rappresentanti dei sindacati che erano presenti - afferma il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Nicola Giangregorio, riferendosi alla tavola rotonda di venerdì -. Ne è venuta fuori tutta una serie di domande.”
Giangregorio le sintetizza:
“Torniamo con Bassano? Bene. Cosa succede con le dotazioni che rimangono nell’Unione Montana? Cosa facciamo per quanto riguarda la parte economica per gli agenti, che chiaramente va a mischiarsi con quella dei dipendenti del Comune di Bassano del Grappa? Cosa facciamo se non ci dovessero essere risposte immediate dal punto di vista della dotazione e dal punto di vista economico? È tutta una serie di domande a cui non sono state date delle risposte.”
La questione delle dotazioni “che una volta che la Polizia Locale di Bassano uscirà dall’Unione Montana, rimarranno all’Unione Montana” era già venuta fuori nella seduta congiunta delle due commissioni consiliari dello scorso 10 marzo, per voce del consigliere Manuel Remonato.
Si tratta di due automezzi, quattro moto, due telelaser e giubbotti antiproiettile, acquistati dall’Unione per circa 500mila euro grazie a un contributo dalla Regione, che la Polizia Locale non potrà portarsi “a casa” una volta rientrata a busta paga del Comune di Bassano.
Va aggiunto che nella proposta di delibera che sarà votata in consiglio comunale non è prevista una risorsa di bilancio per dotare la Polizia Locale degli stessi mezzi di cui dispone attualmente in Unione.
Ma le incognite riguardano, anche e per l’appunto, proprio la busta paga.
“Noi come Fratelli d’Italia partiamo da presupposto che un servizio come quello della sicurezza deve essere tutelato anche dal punto di vista del riconoscimento economico - continua -. In questo momento non abbiamo nessuna notizia in tal senso. Quello che mi lascia perplesso, e lo dico io come coordinatore di Fratelli d’Italia, è che in una situazione del genere un sindacalista come Gianni Castellan dica “prima recediamo e poi vediamo”. Secondo lei, se Castellan facesse un discorso del genere a un suo associato, quest’ultimo rimarrebbe affiliato alla CISL? Secondo me no, perché di solito prima si fermano le bocce e poi si realizzano le situazioni e chiaramente le conseguenze.”
Arriviamo adesso, egregi lettori, al capitolo “sorprese”.
La prima riguarda la mobilità volontaria degli agenti, consentita dalla legge perché con il loro rientro il Comune di Bassano supererebbe i 250 dipendenti.
Ciò significa che gli agenti di Polizia Locale, laddove trovassero condizioni economiche più vantaggiose, potranno ottenere il trasferimento in qualsiasi altro ente locale che ne avesse l’esigenza, senza concorso e senza il nulla osta del Comune di Bassano.
“Gli agenti di Polizia Locale possono andare via senza il nulla osta - conferma Giangregorio -. Significa che se non ci sono le condizioni, che attualmente non ci sono perché non sono stabilite, se ne vanno via da un’altra parte dove hanno determinate condizioni dal punto di vista professionale e dal punto di vista economico. È normale tutto questo? Secondo noi c’è qualcosa che non va, quindi di conseguenza riteniamo che da questo punto di vista ci siano tante situazioni e tante risposte che mancano.”
La seconda sorpresa, poi, è davvero degna dell’Uovo di Pasqua, anche se siamo ancora in Quaresima.
Alla tavola rotonda è stata posta una questione su uno dei mantra del sindaco di Bassano Finco, inserito tra le motivazioni del rientro della Polizia Locale sotto il suo Comune, vale a dire la necessità di far tornare a Bassano il vigile di quartiere per un servizio “di prossimità” rivolto ai cittadini.
“Io ho fatto una domanda molto molto semplice e diretta - riferisce Giangregorio -. Ma se noi avessimo voluto avere il vigile di quartiere, avremmo potuto averlo? I sindaci mi hanno risposto: nessuno ce lo ha chiesto.”
In altre parole, nessuno ha mai chiesto al comandante della Polizia Locale di far svolgere questo ruolo nella città di Bassano.
E ricordo, per inciso, che il sindaco Nicola Finco non solo è il presidente dell’Unione Montana ma è anche l’assessore alla Sicurezza dell’Unione stessa.
Ma Finco, alla tavola rotonda di Fratelli d’Italia, non c’era.
“Dispiace che Finco, che era stato invitato, non abbia partecipato perché era un momento per confrontarsi - commenta il coordinatore bassanese di Fratelli d’Italia -. Quello che abbiamo fatto era secondo me propedeutico a un ragionamento più approfondito sulla questione e se avesse partecipato anche il sindaco di Bassano, e oltre a lui anche l’assessore, sarebbe stato un modo per mettere sul tavolo entrambe le campane. E questo non è avvenuto.”
Tutto ciò si riflette, inevitabilmente, anche sul “work in progress” per il voto in consiglio comunale di giovedì prossimo.
“Secondo noi c’è qualcosa che non va - ribadisce Nicola Giangregorio -. Quindi di conseguenza riteniamo che ci siano tante situazioni e tante risposte che mancano. Non abbiamo deciso cosa fare perché lo faremo a seguito del coordinamento e della riunione assieme al gruppo consiliare. Però con tutte queste premesse è difficile accettare un certo tipo di discorso.”
“Oltretutto Fratelli d'Italia è sempre stata per la sicurezza e non può essere diversamente - conclude il coordinatore -. Ma è stata anche per quello che è il giusto riconoscimento di chi opera sul territorio, avendo chiaramente delle dotazioni che ci devono essere. Ad oggi non c’è nessuna certezza, quando la Polizia Locale esce dall’Unione, se ci sono le macchine, se ci sono i giubbotti, se ci sono le armi. Non si sa niente, quindi noi da questo punto di vista abbiamo grosse perplessità.”
Che dire, in conclusione?
Con tutte queste incognite in ballo, quello di giovedì prossimo in consiglio comunale rischia di essere un salto nel voto.
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