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Redazione
Bassanonet.it
La bonifica nel pantano
La lista Bordignon fa mancare di nuovo il numero legale in assemblea. Consorzio di Bonifica ancora senza presidente. “Incomprensibile come le lista Coldiretti e Mezzalira abbiano deciso di abbandonare lo studio di fattibilità del progetto Vanoi”
Pubblicato il 18-03-2025
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La bonifica nel pantano.
Sono passati più di tre mesi dalle elezioni dello scorso 15 dicembre per il rinnovo degli organi direttivi dei Consorzi di Bonifica del Veneto, ma il Consorzio di Bonifica Brenta non ha ancora il suo nuovo presidente e di conseguenza il nuovo CdA è ancora impossibilitato ad iniziare il programma delle cose da fare.
Ieri sera si è consumato il secondo atto di questo capolavoro del Teatro dell’Assurdo, ma prima dobbiamo fare un riassunto della puntata precedente.
La sede del Consorzio di Bonifica a Cittadella (archivio Bassanonet)
Nell’assemblea dello scorso 3 marzo, con un risultato di 14 voti a 13, i consiglieri hanno eletto il nuovo CdA dell’ente, composto da tre membri della lista n. 2 della Coldiretti ovvero “Coldiretti - Cia - Confagricoltura” e da un membro della lista n. 3 “Acqua Agricoltura Ambiente” di Giustino Mezzalira, grazie ad un accordo che ha lasciato fuori dai giochi la lista n. 1 “L’Acqua è Vita - Bordignon Presidente” che era stata la più votata alle elezioni di dicembre.
Quando però si è passati al voto per l’elezione del presidente e del vicepresidente del Consorzio, da prescegliere all’interno del quartetto del nuovo CdA, Paolo Bordignon e i suoi hanno abbandonato la sala, facendo mancare il numero legale e impedendo in questo modo l’elezione delle due nuove figure di vertice dell’ente.
Nel frattempo, lo scorso 13 marzo Bordignon si è dimesso da consigliere eletto nel Consorzio di Bonifica, preferendo optare per il mantenimento della carica di vicesindaco di Rosà, ma la sua lista rimane comunque all’interno dell’assemblea.
Ed ecco che ieri sera, lunedì 17 marzo, in occasione della terza convocazione dell’assemblea del Consorzio di Bonifica, si è ripetuta la stessa e identica scena.
I componenti della lista n.1 “L’Acqua è Vita”, ormai ex “Bordignon Presidente”, si sono nuovamente alzati dall’assemblea, bloccando per la seconda volta consecutiva l’elezione del presidente del Consorzio e del suo vice.
Questa mattina è pervenuto in redazione un comunicato stampa della lista “L’Acqua e Vita” che ha voluto “chiarire alcuni aspetti fondamentali riguardanti le recenti
elezioni per il Consiglio del Consorzio di Bonifica Brenta, tenutesi lo scorso 15 dicembre”.
“Dai risultati delle urne, la nostra lista ha ottenuto 10 consiglieri, mentre la lista della Coldiretti ne ha ottenuti 7 e la lista ambientalista di Mezzalira 3 - esordisce il testo -. In particolare, nella Fascia 3, composta da contribuenti che versano oltre 400 euro - prevalentemente agricoltori e aziende agricole - “L’Acqua è Vita” ha raggiunto il 53% dei voti. Questo dato testimonia la fiducia di chi vive e lavora quotidianamente sul territorio e riconosce il valore del lavoro svolto nei precedenti mandati, con investimenti significativi in opere realizzate nei comuni delle tre province del comprensorio consortile.”
“Tuttavia, esprimiamo grande delusione per l’esito delle trattative e il mancato confronto sul programma, nonostante le numerose aperture istituzionali da parte nostra - aggiunge la squadra che ha sostenuto Bordignon -. Rimane infatti incomprensibile come le liste Coldiretti e Mezzalira, ora alleate con un totale di 10 seggi, abbiano deciso di abbandonare lo studio di fattibilità del progetto Vanoi. Ricordiamo che tale progetto, finanziato con fondi pubblici per 1,5 milioni di euro, è stato per oltre quarant’anni sostenuto dalle associazioni di categoria, Coldiretti in primis, e previsto nei piani triennali del Consorzio.”
“Ulteriori incertezze riguardano gli impianti pluvirrigui, fondamentali per affrontare la siccità e favorire un’agricoltura più sostenibile e competitiva - continua la nota -. Sottolineiamo come alcuni esponenti della lista Mezzalira abbiano presentato ricorsi contro questi progetti, mettendo a rischio finanziamenti di milioni di euro. Inoltre, il programma della stessa lista esprime contrarietà alla manutenzione dei canali consortili, un'attività che il Consorzio porta avanti da decenni, rispondendo alle esigenze del settore agricolo.”
“Di fronte a questa situazione, respingiamo ogni tentativo di attribuire alla nostra lista la responsabilità di bloccare l’attività consortile o di ostacolare l’elezione del Presidente dell’AMBI e del Consorzio LEB. Tale affermazione è priva di fondamento, considerando che il Consorzio Brenta è fuori dal comprensorio - conclude la lista n. 1 -. Con questo comunicato intendiamo ristabilire la verità dei fatti e ribadire il nostro impegno per la tutela del territorio e delle sue risorse. Coerenti con il mandato ricevuto dagli elettori e con i nostri principi, la lista “L’Acqua è Vita” non parteciperà al voto per la nomina del Presidente e del Vicepresidente del Consorzio.”
“Francamente stavolta ci saremmo attesi una seria presa di coscienza e di responsabilità.”
È il commento di Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto.
Che prosegue: “Avevamo scelto il silenzio stampa in queste settimane per dare spazio al dialogo e a quel senso di responsabilità che ancora una volta è venuto a mancare. Ieri sera abbiamo assistito all’ennesima dimostrazione che questi Signori, parte dei quali peraltro dicono di avere un forte senso delle Istituzioni cui si sentono appartenere, quando perdono democraticamente le elezioni fanno di tutto per boicottare proprio l’istituzione della quale vorrebbero far parte, ma solo se la possono governare.”
“Per quanto un Consorzio di Bonifica sia un soggetto privato è a tutti gli effetti un Ente di utilità pubblica, constatare che questi Signori si fanno solo i loro interessi personali è inaccettabile - continua il presidente regionale della categoria agricola -. Ieri sera, nonostante il richiamo alla responsabilità arrivato anche dalla consigliera rappresentante della Regione, 8 dei 10 membri della lista ex Bordignon si sono presentati unicamente per sostituire il dimissionario Bordignon per poi lasciare l’Assemblea non consentendo il completamento della costituzione del CdA.”
“È una vergogna - dichiara Salvan -. Questi Signori si stanno prendendo una responsabilità enorme, con la loro mancanza di coerenza e senso delle istituzioni stanno tenendo bloccato un Consorzio fondamentale per il territorio. Coldiretti ha fatto ben più che la sua parte in questi mesi. Ora ognuno si prenderà le proprie responsabilità perché è giusto che i cittadini sappiano con chi hanno a che fare e quanto la sete di poltrone conduca a fare scelte scellerate che hanno impatto negativo solo sulle comunità e sui territori.”
“Sono allibito - afferma il presidente di Coldiretti Vicenza Pietro Guderzo -. Abbiamo assistito ad un comportamento scandaloso e che, di fatto, mira a tenere ostaggio dell’ex presidente del Consorzio Brenta l’intera comunità ed il mondo agricolo ed imprenditoriale. È vergognoso che interessi personali vengano anteposti al bene comune, tanto più nel caso specifico, con le condizioni climatiche e le riserve idriche inadeguate a soddisfare i bisogni delle imprese agricole nell’imminente stagione irrigua. Agricoltori e cittadini si sentono beffati da questo atteggiamento irrispettoso.”
“Ci attendiamo una presa d’atto e di maturità da parte di chi, finora, non ha saputo guardare oltre il proprio orto - prosegue -. Ci vuole serietà e lungimiranza per governare un Consorzio, così come hanno richiesto più sindaci del territorio, fortemente preoccupati del fatto che il tempo passa e viene impedito a chi ne ha le capacità e competenze di portare avanti la gestione dell’Ente.”
“Lasciare le aziende agricole senz’acqua - conclude Guderzo - è come lasciare una fabbrica senza energia: non c’è più spazio all’inadeguatezza, anche morale, espressa da certe persone.”
Per la lista n. 3 “Acqua Agricoltura Ambiente” di Giustino Mezzalira, infine, ieri sera “è andato in scena uno spettacolo che suscita profonda indignazione”, come da comunicato stampa pervenuto questo pomeriggio in redazione.
Dopo aver ripercorso gli antefatti della vicenda, Mezzalira e la sua squadra ritornano ai fatti di ieri sera.
“La lista “ex Bordignon” si è presentata con 8 dei suoi membri (tra essi il consigliere surrogato al posto di Paolo Bordignon) ed ha pertanto permesso la regolare costituzione dell’Assemblea - riferisce la nota -. Adempiuto al mero punto formale della surroga del nuovo consigliere, Enzo Sonza, già presidente del Consorzio ed ora in carica con il mero ruolo di rappresentante legale dell’Ente, ha preso la parola a nome del suo gruppo ed ha dichiarato che avrebbero fatto mancare nuovamente il numero legale.”
“A nulla sono serviti gli appelli giunti da vari membri dell’Assemblea (tra cui dalla rappresentante della Regione) ad essere responsabil, ad accettare l’esito delle votazioni ed a permettere di dare al Consorzio i suoi nuovi organi di governo - continua il testo -. Dopo le varie dichiarazioni Enzo Sonza, assieme a tutti gli altri membri eletti nella lista di Paolo Bordignon, si sono alzati ed hanno fatto nuovamente mancare il numero legale, bloccando per la seconda volta l’elezione del Presidente del Consorzio e del suo vice.”
“Il comportamento di quanto resta della lista Bordignon è gravemente irrispettoso delle regole democratiche che governano la vita del Consorzio, non accettando il risultato di una regolarissima votazione in cui la lista che aveva avuto il maggior numero di consiglieri eletti (10 su 20) non è stata in grado di creare una maggioranza (ed è questo che conta in una elezione) in grado di dare all’Ente i suoi organi di governo”, commenta Giustino Mezzalira.
Il quale aggiunge: “Ma il comportamento della lista ora di fatto capeggiata da Enzo Sonza (chi l’ha votata però voleva Paolo Bordignon come presidente) è anche gravemente irresponsabile perché paralizza la vita del Consorzio che oggi non può svolgere nemmeno le attività di ordinaria amministrazione (siamo nella situazione paradossale di avere un nuovo CdA che non si può però riunire perché manca il suo Presidente).”
“In prospettiva, se non vi sarà un cambio di atteggiamento da parte dei componenti della ex lista Bordignon, ciò porterà al commissariamento del Consorzio da parte della Regione - ammonisce la lista “Acqua Agricoltura Ambiente” -. Le conseguenze di ciò sarebbero gravissime a danno di tutto il territorio e di tutti i consorziati: il Commissario infatti nei prossimi mesi non potrebbe fare altro che gestire l’ordinaria amministrazione, non consentendo al Consorzio di presentare nuovi progetti proprio nel momento in cui si stanno per aprire i bandi del nuovo Piano Irriguo Nazionale da cui si potrebbero derivare fondamentali risorse per far fronte alle criticità che interessano il territorio, i cittadini e le imprese.”
Conclude il comunicato di Mezzalira:
“Dopo il completo fallimento del progetto di costruzione di una nuova diga sul Vanoi (vedasi le recenti posizioni assunte anche dalla Regione del Veneto e la granitica opposizione delle Province di Trento e di Belluno, di tantissimi Comuni montani, di diecine di migliaia di cittadini) ora è arrivato il momento di cambiare decisamente pagina e strategia, permettendo a chi ha competenza ed idee chiare e fattibili di prendere nelle sue mani il governo del Consorzio nell’interesse del territorio e dei consorziati.”
Già, concludo io.
Perché finché non verrà eletto il presidente e reso operativo il nuovo CdA, il Consorzio di Bonifica non potrà neppure bonificare il pantano in cui è rimasto infognato.
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