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Luna in punto

Proprio nel giorno di San Bassiano, il ricevitore satellitare LuGRE della bassanese Qascom, in viaggio verso la Luna, acquisisce segnali GNSS a 331.000 km dalla Terra. È il nuovo record assoluto di distanza per la navigazione satellitare nello spazio

Pubblicato il 24-01-2025
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Squillino le stelle, rullino i satelliti: Bassano del Grappa può vantare un nuovo record mondiale.
Ma che dico mondiale: è un nuovo record spaziale.
Mi riferisco al Lunar GNSS Receiver Experiment (LuGRE), il ricevitore satellitare progettato e realizzato dalla Qascom, l’azienda bassanese di ingegneria aerospaziale con sede operativa a Cassola, per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e della NASA e con la collaborazione scientifica del Politecnico di Torino.

Fonte immagine: LinkedIn / Qascom

Come ormai ben sappiamo, lo scorso 15 gennaio è partita dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral in Florida, con un vettore spaziale Falcon 9 di SpaceX, la missione Blue Ghost 1 della NASA in direzione della Luna.
A bordo del lander lunare commerciale Blue Ghost della texana Firefly Aerospace sono contenuti dieci “payloads” (carichi utili) per altrettanti esperimenti scientifici da compiere sul nostro satellite e uno di questi è appunto il LuGRE Made in Bassano.
Il suo scopo è quello di testare sulla Luna la fattibilità della ricezione e dell’utilizzo combinato dei segnali GNSS delle costellazioni satellitari GPS e Galileo per il posizionamento e la navigazione fino all’orbita lunare.
Ebbene: dopo aver captato segnali a oltre 200.000 km dalla Terra il 15 gennaio, poche ore dopo il lancio, LuGRE ha ora registrato con successo segnali da 5 satelliti (3 GPS e 2 Galileo) a una distanza di 331.000 km dalla Terra.
È il nuovo record assoluto (il precedente era stato stabilito dalla NASA nel 2019) che ha permesso di fissare quello che al momento è il nuovo limite di distanza Terra-Luna da cui ottenere il posizionamento satellitare.
Come attesta l’immagine di Qascom, la nuova frontiera di ricezione satellitare nello spazio è stata raggiunta lo scorso 19 gennaio.
Ma guarda un po’: proprio nel giorno della festa di San Bassiano.
È stata la prova che la tecnologia GNSS può funzionare anche a distanze prossime a quelle lunari, aprendo la strada ad una navigazione satellitare affidabile nelle future missioni sulla Luna, riducendo la dipendenza da sistemi di navigazione autonomi molto più complessi e costosi.
Le operazioni di controllo sul ricevitore satellitare lunare LuGRE sono coordinate tra il Goddard Space Flight Center della NASA, il Mission Control Center di Qascom a Cassola e il Politecnico di Torino che continuano ad operare con ritmi serrati per ottimizzare al meglio i dati in vista dell’allunaggio previso per il prossimo 2 marzo.

Sulla notizia del record infranto nello spazio Terra-Luna, resa nota da Qascom ufficialmente ieri, è arrivato oggi in redazione il commento del nostro Megagovernatore Galattico Luca Zaia.
“Con la tecnologia veneta di Qascom l’Italia alla conquista della Luna - è la dichiarazione di Zaia riportata nel titolo della nota -. Nella missione LuGRE testati i sistemi satellitari terrestri, un successo senza precedenti.”
“La missione italiana LuGRE verso la Luna rappresenta un traguardo storico per il nostro Paese e per l’esplorazione spaziale internazionale - prosegue il presidente della Regione Veneto -. Durante la missione, il ricevitore sviluppato da Qascom, azienda di Bassano del Grappa, ha stabilito un record mondiale per l’uso del GPS e Galileo, tracciando cin successo cinque satelliti a una distanza di ben 331.000 km dalla Terra.”
“Questo significa - aggiunge - che i sistemi di navigazione satellitare terrestri, come il GPS e Galileo, progettati per funzionare solo sul pianeta terrestre, possono essere utilizzati con successo nello spazio profondo, a una distanza mai raggiunta prima.”
“Questo primato consolida il ruolo dell’Italia e del Veneto come leader globale nello sviluppo e utilizzo delle tecnologie spaziali - si inorgoglisce Zaia -. Ora, attendiamo l’allunaggio previsto per il 2 marzo: un evento che rafforzerà ulteriormente il nostro impegno e il ruolo strategico delle missioni spaziali, confermando la visione e la capacità dei veneti di mettere a terra progetti di straordinaria portata planetaria.”
Ma il nostro governatore si spinge ancora più avanti, verso l’infinito e oltre, come Buzz Lightyear:
“Questo primato apre a nuove prospettive per future missioni spaziali e consolida il ruolo della space economy veneta nell’innovazione spaziale a livello internazionale. L’azienda vicentina è di fatto un punto di riferimento nel campo dell’esplorazione lunare, grazie alla sua capacità di integrare innovazione tecnologica e sicurezza e contribuendo a progetti pionieristici di portata internazionale.”
“Siamo veramente orgogliosi - conclude Luca Zaia - di questo primo passo verso la Luna firmato Qascom, che garantirà la sua esplorazione e lo sviluppo di una nuova economia lunare: temi che affronteremo e successi che celebreremo anche in occasione dello Space Meetings Veneto, l’evento che si terrà a Venezia dal 20 al 22 maggio.”
Caspita: non mi ero ancora accorto di vivere in una Regione “leader globale nello sviluppo e utilizzo delle tecnologie spaziali”.
Ma a quanto pare la “space economy veneta” ci farà volare alto, oltre l’atmosfera terrestre, e forse anche per questo il nostro simbolo è un Leone con le ali.
E in fin dei conti Elon, che è il nome di Musk, altro non è che l’anagramma di Leon.

Devo confessarvi in conclusione che tutte queste notizie spaziali titillano la mia fantasia da incrollabile boomer, appartenente a una generazione cresciuta nell’epoca della conquista dello spazio, in piena guerra fredda.
Era il tempo degli astronauti americani contro i cosmonauti sovietici, altro che Donald Trump.
Quando eravamo bambini il 2000 era ancora molto lontano e ci immaginavamo che il Terzo Millennio sarebbe stata l’era dei viaggi spaziali (ma oggi con Musk sta diventando realtà), della vita terrestre trasferita su altri pianeti, di incontri ravvicinati con gli UFO, di razzi e macchine volanti di ogni tipo e chi più ne ha più ne inventi.
C’era persino una canzone, intitolata “Nel duemila”, che cantava Bruno Martino e che a un certo punto faceva così:
“Razzi di qua, razzi di là,
Andremo sulla Luna con il razzo delle tre,
Vola di qua, vola di là,
Andremo poi su Venere per prendere il caffè”.
E allora oggi ritorno a quel livello di fantasia da anni ’60 e mi immagino di imbarcarmi sul razzo delle tre per la Luna e di cercare le indicazioni con il ricevitore satellitare LuGRE per il Mare della Tranquillità.
Ma sul navigatore satellitare Made in Bassano potrebbe anche comparire l’inesorabile scritta:
“Mare della Tranquillità potrebbe essere chiuso al momento del tuo arrivo.”

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