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Penne all’Adunata
Tutto è pronto a Bassano per accogliere gli Alpini di passaggio per l’Adunata Nazionale di Vicenza. Consegnati nella sede dell’ANA Montegrappa gli attestati alle scuole superiori partecipanti al progetto “Noi ci darem la mano”
Pubblicato il 08 mag 2024
Visto 11.230 volte
È vero, ci sono le penne all’arrabbiata.
Ma noi abbiamo un’altra specialità: le penne all’Adunata. Migliaia e migliaia di penne nere che parteciperanno alla 95° Adunata Nazionale degli Alpini di Vicenza, la grande manifestazione che è in programma da venerdì e che avrà la sua giornata clou domenica 12 maggio con lo sfilamento di tutte le sezioni Alpine italiane.
Un appuntamento al quale è attesa - tra Alpini in sfilata, accompagnatori al seguito e pubblico presente - la solita biblica invasione di circa 500mila persone.
Foto Alessandro Tich
Tra le caratteristiche “pacificatrici” degli Alpini c’è anche quella, e non è poca cosa, di far dimenticare per almeno per tre giorni lo storico antagonismo tra Bassano del Grappa e Vicenza.
Tutto è pronto infatti nella nostra città, con il Ponte Vecchio detto anche Ponte degli Alpini imbandierato a dovere, per accogliere a braccia spalancate le penne nere di passaggio o di rientro dall’evento di massa nel capoluogo berico.
La Sezione ANA Montegrappa, di cui fa parte il presidente nazionale ANA Sebastiano Favero e i cui vertici partiranno già domani per Vicenza per coordinare gli aspetti logistici di propria competenza, è ovviamente in grande fibrillazione.
Ma ciò non impedisce di fermare temporaneamente i motori del supporto all’organizzazione dell’Adunata 2024 per dedicare una doverosa ora di tempo ad un incontro aperto alla stampa, nella sede della Sezione sul Ponte, con gli studenti delle scuole superiori che hanno partecipato alla prima edizione del progetto “Noi ci darem la mano”.
L’iniziativa è nata in occasione della cerimonia di consegna del cappello Alpino agli allievi del Centro di Addestramento Alpino di Aosta, tenutasi sul Ponte di Bassano, sotto l’egida del Comando Truppe Alpine e dell’ANA, lo scorso 3 febbraio.
In quella occasione, nella giornata di domenica 4 febbraio, alcuni studenti delle superiori cittadine, opportunamente preparati dai loro professori, hanno fatto da “ciceroni” ai giovani neo Alpini e alle loro famiglie provenienti da tutta Italia, portandoli alla scoperta della nostra città in un’ottica identitaria e di legame del nostro territorio con la storia delle penne nere.
Nato dalla sinergia tra le istituzioni Alpine e l’assessorato all’Istruzione della Regione Veneto - e preceduto da un percorso di formazione predisposto al prof. Loris Giuriatti, scrittore e direttore della Scuola di formazione professionale Enaip di Bassano -, il progetto ha visto la partecipazione degli studenti della Scuola di formazione professionale Marco Polo, dell’Istituto Einaudi, del Liceo Brocchi, di Enaip Veneto, dell’IIS Remondini e dell’IIS Scotton.
A tutti gli istituti partecipanti viene consegnato oggi un attestato di partecipazione, accompagnato dalle parole di lode dei relatori presenti nei confronti dei ragazzi che non sono parole di circostanza.
Inizio dell’incontro tutti sull’attenti per il saluto al Tricolore.
I motivi del tradizionale gesto vengono poi spiegati agli studenti presenti dal presidente dell’ANA Montegrappa Giuseppe Rugolo, in quella che vuole anche essere una piccola e informale lezione di alpinità.
“L’Adunata degli Alpini - afferma il presidente - non riguarda solo Vicenza ma un territorio più grande che va da Cima Grappa al Sacrario del Leiten ad Asiago, a Tonezza, al Pasubio e all’Ortigara, con la Colonna Mozza collocata nella prima Adunata degli Alpini del 1920.”
“L’Adunata è l’epopea degli Alpini non più in armi - continua Rugolo -. È il significato di un territorio particolare, straordinario e, lo dico con orgoglio, quasi unico. I nostri sono tempi di incomprensioni profonde, alimentate anche dai social. L’ANA è silenziosa. Si dice che fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce e noi siamo una foresta silenziosa che cresce ancora forte e rigogliosa.”
“Oggi è una lezione di educazione civica - esordisce l’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan, rivolgendosi agli studenti -. Il progetto “Noi ci darem la mano”, fatto in condivisione con le scuole, è un esperimento sociale di immersione nella città.”
“La cerimonia di consegna del cappello Alpino ha vissuto tre momenti particolari - ricorda Donazzan -. Il primo è stato l’alzabandiera di venerdì mattina in parco Ragazzi del ’99 che ha visto l’attenta partecipazione degli allievi della scuola secondaria di primo grado e della scuola primaria. Il secondo è stato l’incontro in classe “tra pari” tra gli studenti e i ragazzi militari. Il terzo è stata l’accoglienza diffusa lungo il percorso dei luoghi della memoria, con i giovani Alpini e le loro famiglie accompagnati da voi ragazzi che avete fatto da guide.”
“Questo legame tra di noi - conclude l’assessore regionale - è quello che fa di noi un popolo.”
Don Fabio Zanin, il cappellano militare del Centro Addestramento Alpini - Scuola Alpina di Aosta, è uno dei principali “promotori” del progetto.
Racconta che solo ieri si trovava sul ghiacciaio del Gran Paradiso, a 3200 m. di altitudine e con una bufera di neve, per la cerimonia di consegna del cappello Alpino a conclusione del nuovo corso di addestramento, di 12 settimane, che ha fatto seguito al corso precedente conclusosi il 3 febbraio sul Ponte di Bassano.
“La nostra Scuola Alpina compie 90 anni e parteciperà all’Adunata Nazionale di Vicenza, sfileremo col Reggimento - rivela don Fabio -. E ieri sul Gran Paradiso ci siamo detti: “Se andiamo a Vicenza passiamo da Bassano e dormiamo a Bassano”. Perché il risultato dell’esperienza che abbiamo vissuto a Bassano è che qui ci si sente a casa. Ci si sente parte della comunità”.
Sitting Ovation da parte di tutti i presenti.
Il discorso di don Fabio è un assist da NBA per il sindaco Elena Pavan, che deve solo appoggiare a canestro il pallone dell’entusiasmo.
“Il coinvolgimento dei giovani con le scuole alla cerimonia di consegna del cappello Alpino ha dato un ulteriore valore fondamentale - dichiara il primo cittadino -. Bassano è la città degli Alpini, è forse la “capitale Alpina”, in cui condividiamo dei valori che sono scolpiti.”
“Un anno e mezzo fa il consiglio comunale ha approvato una delibera con la quale Bassano del Grappa è stata nominata “Città degli Alpini”, come si legge nei cartelli d’ingresso della città - spiega il sindaco agli studenti -. Siamo pronti per ospitare a braccia aperte tutti gli Alpini che passano a Bassano per l’Adunata.”
Con l’occasione, la numero uno in scadenza di via Matteotti informa che a Bassano, in concomitanza con l’Adunata, ci saranno “tre appuntamenti con tre fanfare”.
Venerdì dalle 18.30 alle 20 con la fanfara Gemona, sabato dalle 17 alle 18.30 con le fanfare ANA Montegrappa e Magenta, domenica dalle 17 alle 18.30 con la fanfara Val Susa.
Conclude Elena Pavan:
“Io sarò a sfilare domenica, orgogliosamente, con la fascia tricolore.”
L’ultimo discorso è affidato al presidente nazionale ANA Sebastiano Favero.
“L’articolo 2 del nostro Statuto parla di memoria - si rivolge Favero agli studenti -. Chi non dimentica non ripete gli errori. Quello che sta succedendo oggi in Europa e nel Medio Oriente è dovuto al fatto che si dimentica.”
“Quello che per noi è importante è la condivisione, cioè saper stare insieme - continua -. È il motivo di riferimento di tutte le nostre Adunate e dei nostri incontri, oggi più che mai. La cerimonia del cappello Alpino a Bassano è stato un momento di condivisione tra quei ragazzi e voi ragazzi, rispetto al quale i giovani di oggi possono imparare a crescere con fiducia. Non col telefonino, che è neutro e non ha carica umana. È stando insieme che lo si percepisce. Capendo l’altro poi si costruisce.”
Il presidente nazionale ANA parla anche di solidarietà, valore fondante degli Alpini.
“La nuova legge del Terzo Settore va contro i nostri princìpi - dichiara -. Per me la solidarietà è quello che si fa dando agli altri gratuitamente, senza chiedere niente in cambio.”
E sull’impegno dei giovani nel mondo di oggi, conclude:
“Non è vero che i ragazzi non siano disponibili. Siamo noi, la nostra società, che non dà loro le occasioni di dimostrarlo.”
The End. Consegna degli attestati alle scuole superiori e poi riparte la modalità “conto alla rovescia per l’Adunata”.
Uscendo dalla sede dell’ANA Montegrappa sul Ponte, incrocio tre Alpini di passaggio: sono del gruppo trevigiano di Volpago del Montello.
Mi qualifico come giornalista e chiedo se posso fargli una foto di spalle, per questioni di privacy, col Ponte imbandierato sullo sfondo.
Mi rispondono: “De spalle? Nooo: de viso!”.
Clic. Accontentati.
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