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Giulia Fitzgerald Kennedy

Dopo l’editoriale sui negozi sfitti di Bassano, a seguito del blitz di Freak of Nature, lettera al direttore della commerciante del centro storico Giulia Bindella. “La società è radicalmente cambiata. Nonostante tutto, io resto ancora positiva”

Pubblicato il 01-05-2024
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“Non chiedete cosa può fare il vostro Paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro Paese.”
È la citazione più famosa, assieme a quel “Ich bin ein Berliner” (“Io sono un berlinese”) pronunciato durante la sua visita ufficiale a Berlino Ovest, di John Fitzgerald Kennedy.
Quella frase l’aveva detta del suo discorso di insediamento come 35° presidente degli Stati Uniti. Perché sono partito con cotanto esempio di citazione storica? Perché, riducendo al massimo il campo e fatte le debite proporzioni, è il senso di una lettera al direttore di Bassanonet trasmessa dalla commerciante del centro storico Giulia Bindella.

Giulia Bindella (foto Alessandro Tich)

La lettera prende spunto dal mio editoriale di ieri “Nebbia sfitta” relativo alla questione dei numerosi negozi sfitti nel centro di Bassano a seguito del nuovo blitz notturno della street artist Freak of Nature , che ha tracciato le sue canne verdi di bambù sulle vetrine dei locali vuoti per “censirne” il numero e far riflettere la cittadinanza al riguardo.
La commerciante bassanese, che gestisce il negozio di famiglia in via Menarola, interviene sul fenomeno dell’abbandono del centro, evidenziandone le problematiche ma dando un’impronta positiva al suo pensiero.
I nostri lettori più fedeli sapranno già che la Bindella svolge in città anche un ruolo politico, nella sua veste di coordinatrice della lista civica Impegno per Bassano.
Ma in questa occasione la politica in quanto tale viene lasciata fuori dalla porta del negozio: le sue parole sono quelle di una operatrice del commercio che passa la maggior parte della giornata dietro al suo bancone.
In sostanza, nonostante i “tempi difficili” l’autrice della comunicazione invita a non arrendersi per il bene della città, poiché “ancora molte cose si possono fare”.
“Ora - è un passo della lettera che leggerete di seguito -, ci si aspetta sempre che siano gli altri a fare per noi, ma io credo che dobbiamo tutti cambiare mentalità e interrogarci: “Noi cosa possiamo fare per gli altri, per la nostra città?”.
Giulia Fitzgerald Kennedy.

LETTERA AL DIRETTORE

Gentile Direttore,

Apprezzo il suo articolo che ho letto con interesse. Non mi soffermo sul tecnicismo dell'opera artistica di Freak of Nature, che comunque evidenzia un problema, una denuncia su una “questione sociale” sempre più ampia e purtroppo “testimone del proprio tempo”.

Da commerciante del centro storico di Bassano, trovo che le componenti che portano a tale spopolamento siano molteplici: canoni di locazione, propensione all'imprenditoria giovanile ad emigrare, spirito di sacrificio, dedizione e infine l'amore per la propria attività.

Scrissi già alcuni anni fa (credo fosse il 2018) un mio pensiero al riguardo. (poco è mutato da allora)
Da “giovane” commerciante che porta avanti l'attività di famiglia le posso garantire che spesso mi chiedo, ancora adesso: “Ma chi me lo fa fare?”

La società è radicalmente cambiata; la mentalità è cambiata. Ora si guarda al minimo sforzo proiettato verso il massimo rendimento. Bassano è così bella, una città meravigliosa, accogliente, una perla!

Eppure ancora molte cose si possono fare, dall'attrazione turistica, alla cultura, ai servizi, alla quotidiana cura degli spazi comuni.

La prima cosa che mi ha insegnato mio padre, oggi 82enne, ma che cominciò a lavorare in Piazzotto Montevecchio all'età di 13 anni (è sulla piazza da quasi 70 anni), è pulisci le vetrine e spazza la strada di fronte al tuo negozio TUTTI I GIORNI !!!
Sorridi e saluta sempre, perché chi entra in negozio si senta il benvenuto.

Ora, ci si aspetta sempre che siano gli altri a fare per noi, ma io credo che dobbiamo tutti cambiare mentalità e interrogarci: “Noi cosa possiamo fare per gli altri, per la nostra città?”

Sicuramente sono tempi difficili, la capacità di spesa delle famiglie è ridotta, il click per farti arrivare la merce direttamente davanti alla porta di casa è là, non occorre nemmeno pensarci troppo, digiti, invii ed il gioco è fatto!
Qui invece ci sono le spese, l'affitto, i dipendenti, le tasse....

Nonostante tutto, io resto ancora positiva, credo che il lavoro in sinergia possa portare a risultati concreti. Non è “ognuno il suo” ma “ognuno per il nostro.”

Perché Bassano è prima di tutto dei bassanesi.
Io, nel mio piccolo, continuerò a esserci e a promuovere politiche che vadano nella giusta direzione, per quella rivalutazione che la mia città merita.
Evviva Bassano, evviva i bassanesi!

Cordialmente,
Giulia Bindella

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