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Sul Ponte sventola bandiera bianca
Il Comitato Ponte Vecchio di Bassano Monumento Nazionale chiede “rispetto” per il Ponte. Nel mirino la maleducazione delle persone, ma è un riferimento nascosto anche alla recente esposizione di bandiere di partito per la campagna elettorale
Pubblicato il 14 apr 2024
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Oggi, egregi lettori, devo darvi una importante notizia archeologica.
Dopo impegnativi scavi in riva al Brenta, è stato ritrovato un reperto che dimostra che il Comitato Ponte Vecchio di Bassano Monumento Nazionale esiste ancora.
Non ne avevamo più notizie già da tempo, dopo la nomina del Ponte di Bassano a Monumento Nazionale avvenuta nel 2019 con apposita legge parlamentare promossa dall’allora deputato bassanese della Lega Germano Racchella.
Foto Alessandro Tich
Il reperto in questione è un comunicato stampa pervenuto in redazione nella soleggiata domenica di oggi.
Il mittente, generico, del comunicato è per l’appunto il Comitato Ponte Vecchio di Bassano Monumento Nazionale.
Ma siccome io sono un funzionario giornalistico dell’anagrafe e mi piace fare i nomi e cognomi, ricordo chi ne fa ancora operativamente parte, in ordine alfabetico di cognome: Roberto Astuni, Luca Maria Chenet, Giandomenico Cortese, Germano Racchella, Giorgio Tassotti. Faceva parte del gruppo anche Vladimiro Riva, storico fondatore del consorzio di promozione turistica “Vicenza è”, scomparso nei giorni scorsi.
Ebbene: per la gioia degli amanti delle scatole cinesi, il comunicato stampa del Comitato contiene al suo interno un secondo comunicato stampa nel quale, dando voce al Ponte Vecchio di Bassano del Grappa, detto anche degli Alpini, si lamenta la “mancanza di rispetto” per il manufatto palladiano ad opera di comportamenti non consoni a un Monumento Nazionale o degli “usi impropri” messi in atto da “deiezioni di animali, fumatori, bevitori, ciclisti maleducati, cene, concerti, addii ai celibati e nubilati”.
E si parla anche - attenzione attenzione - di “strumentalizzazioni”.
Già: ma dov’è la notizia?
I comportamenti maleducati nei confronti del Ponte non si scoprono certamente oggi.
Perché tirarli fuori proprio adesso, in questo momento?
La risposta sta proprio nella parola “strumentalizzazioni”.
Nel “comunicato nel comunicato” trasmesso dal Comitato Ponte Vecchio eccetera eccetera non si fa alcun accenno alla politica.
Del resto, tra i suoi componenti c’è un sindaco leghista in scadenza (di Cartigliano) che è già in campagna elettorale come il già deputato della Repubblica Germano Racchella e c’è un membro del direttivo della lista Impegno per Bassano, che sostiene il candidato sindaco Roberto Marin, come Luca Maria Chenet.
Ma ecco che, proprio adesso che siamo in pre-campagna elettorale per il voto amministrativo a Bassano, viene chiesto all’improvviso “rispetto” per il Ponte.
E allora questo intervento, sotto le mentite spoglie di una critica onnicomprensiva agli “usi impropri” nel confronti del Monumento Nazionale, non può che essere interpretato, leggendolo tra le righe, come una critica subliminale all’esibizione delle bandiere di partito alla recente presentazione della coalizione a sostegno del candidato sindaco Elena Pavan, avvenuta proprio sul Ponte Vecchio.
In quella occasione vennero esibite, proprio nel centro del Monumento Nazionale, le bandiere con i simboli di Fratelli d’Italia e di Coraggio Italia, i due partiti che assieme alla civica PavanSindaco appoggiano la ricandidatura della sindaca uscente.
Ma il comunicato del Comitato, che si limita a stigmatizzare le “strumentalizzazioni”, è privo di alcun riferimento diretto al riguardo.
Diciamo dunque, genericamente, che sul Ponte sventola bandiera bianca.
Questa è la mia chiave di lettura e sfido chiunque a smentirla.
COMUNICATO
Gentili amici giornalisti, capi redattori, direttori delle redazioni, riceviamo dal Ponte Vecchio di Bassano Monumento Nazionale detto anche degli Alpini, la comunicazione che segue. Come Comitato sentiamo il dovere di dare voce a chi chiede una sola cosa: RISPETTO.
COMUNICATO STAMPA
UN PO’ DI RISPETTO, PER CORTESIA!
Amici del Comitato,
mi rivolgo a voi perché ho l’impressione siate gli unici a darmi ascolto visto il grande impegno che avete messo per riuscire a farmi riconoscere come Monumento Nazionale.
Conosco quante energie ci avete messo, soprattutto l’indimenticabile Vladimiro Riva, recentemente scomparso; so che per voi è stato un punto di riferimento importante, come del resto lo è stato anche per tante altre attività che ha ideato e realizzato.
Mi trovo in imbarazzo a dover toccare questo argomento, ma chiedo una sola cosa: UN PO’ DI RISPETTO, PER CORTESIA!
Sono stato pensato, ideato e costruito per unire, e vedo che dal 1569 ci sto riuscendo abbastanza bene, in questi 455 anni, ho visto un sacco di cose, belle e purtroppo anche brutte.
Il primo vero “amico”, e lo è da sempre, è il Brenta o meglio la Brenta, con lui ho un legame ad alti e bassi, e proprio per questo motivo tutto sommato ho anche un bel rapporto. Lui mi rispetta ed io rispetto lui.
Qui sopra sono passati praticamente con qualsiasi mezzo, a piedi, con carri, carriole, biciclette, autocarri, furgoni e carri armati; probabilmente ne dimentico qualcuno, ma la mia memoria vacilla.
C’è chi è transitato, chi ha sostato o chi ha chiacchierato, però ha sempre usato il massimo rispetto, forse erano altri tempi, però tutto sommato sapevano che nel mio intimo è un aspetto che ho sempre apprezzato.
Questo, per i miei primi 350 anni circa, non è mai stato un problema, in questi ultimi 150 anni però le cose sono cambiate.
Oltre alle solite “brentane” sono stato bersaglio di bombe, assalti e aimè sono stato disgraziatamente anche luogo di esecuzioni, per non parlare poi dell’ultimo periodo dove con usi impropri, maleducazione, strumentalizzazioni, deiezioni di animali, fumatori, bevitori, ciclisti maleducati, cene, concerti, addii ai celibati e nubilati, mi hanno trasformato in un luogo qualsiasi.
Ma io non lo sono!
Mi sono sentito anche con un collega, forse il più famoso, l’”Altare alla Patria” a Roma, mi ha confermato che con lui non si sono mai permessi nessun tipo di eccesso, mi ha detto: “Sai, io essendo presidiato ho qualcuno che vigila perché ci sia sempre il massimo rispetto”.
Ecco lui è più fortunato, io devo affidarmi al buonsenso e alla buona educazione delle persone.
Purtroppo, sono comportamenti che vanno scomparendo, io non dico che non si debba più fare niente, chiedo solo maggiore rispetto.
I miei Amici Alpini, ai quali devo molto soprattutto per la mia notorietà, ci stanno mettendo del loro meglio, per ricordare che sono un “luogo speciale”.
Ad esempio, la cerimonia di consegna del Cappello Alpino, mi è piaciuta molto, hanno dato quel segnale di sobrietà e vi assicuro che ce ne un gran bisogno.
Quando mi applicano i tricolori per qualche commemorazione o manifestazione, mi metto di buon umore, così come mi è piaciuto vedermi illuminato di rosa per il prossimo Giro d’Italia, oppure quando mi trasformano in un “gigante tricolore” con le luci.
Passerò per vanitoso, ma vi garantisco che poi vedermi sui telefonini, sui social e sul web mi piace un sacco.
Quel gran genio di Andrea Palladio, mi ha pensato come fossi una piazza dove la gente si incontra, è stato geniale.
Quel vociare della gente che parla con toni pacati è un’ottima compagnia, ma sono gli eccessi che non mi piacciono e va a finire che se insistono e mi fanno arrabbiare, un giorno o l’altro mi do una bella scrollata e poi vediamo come va a finire.
Cari amici del Comitato, grazie ancora per tutto quello che avete fatto e che fate, vi chiedo di inoltrare ai media questo mio messaggio, sono sicuro fin d’ora che ci metterete il massimo impegno perché il messaggio arrivi, un caro saluto
Il Vostro Ponte Vecchio di Bassano del Grappa, detto anche degli Alpini
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