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Politica

Marina & Marin

La capogruppo di Impegno per Bassano Marina Bizzotto sulla sua uscita dal consiglio comunale che ha fatto mancare alla maggioranza il numero legale: “Lanciato un messaggio. Non c’è rispetto, non mi piego a garantirgli il numero”

Pubblicato il 02-11-2023
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Elena Pavan

“Stasera esco.”
E Marina Bizzotto, capogruppo consigliare, lo ha fatto per davvero.
Martedì scorso è uscita dalla sala del consiglio comunale, facendo mancare il numero legale alla maggioranza. È stata seguita dai consiglieri di minoranza e il consiglio è stato sospeso per l’impossibilità di essere proseguito e rinviato in seconda convocazione per questa sera.

Marina Bizzotto (foto Alessandro Tich)

L’episodio ha suscitato uno sconquasso politico e in occasione della conferenza stampa odierna di Impegno per Bassano, di cui ho riferito nell’articolo precedente, è inevitabile chiedere alla Bizzotto di spiegare pubblicamente i motivi del suo gesto.
“Faccio una premessa - è la prima risposta della capogruppo -. Sono consapevole che è andata in scena un’espressione di bassa politica. Chiedo scusa. Ma posso dire che non era stata una mossa concordata o già preventivata.”
“Semplicemente, deriva anche da una settimana in cui ci si è ritrovati in varie commissioni a garantire da parte della minoranza lo svolgimento perché mancavano i consiglieri di maggioranza - continua -. Al netto del fatto che ognuno possa avere i suoi problemi - non è che ognuno possa esserci e non dobbiamo “martirizzare” chi non è venuto -, credo che però il problema di fondo resta sempre il dialogo che la maggioranza non intesse con gli altri esponenti del consiglio comunale. Bastava anche avere più rispetto e forse certe scene non sarebbero andate in atto.”
“Era necessario lanciare un segnale forte - dichiara Marina Bizzotto -. Ed è venuta l’occasione di dire: “bene, non è corretto che io garantisca numeri alla maggioranza”. Una maggioranza che tra l’altro parla di responsabilità e di rispetto, quando comunque, almeno nei miei confronti, non è mai stata perpetrata questa cosa. La mia premessa l’ho detta e la confermo, ma è vero anche che era necessario lanciare un messaggio e cioè che io non mi piego a garantire il numero alla maggioranza perché debba svolgere il consiglio comunale o svolgere le commissioni. Perché non è un compito mio.”
“Tanto più - aggiunge - quando alcuni esponenti di maggioranza si permettono di definire i loro colleghi “infami” oppure si permettono di non invitarli alle riunioni dei capigruppo, dimenticandoli. Allora dico: perché io devo garantire questo a voi?”
“Purtroppo, ripeto, è bassa politica però era doveroso lanciare un messaggio - ribadisce la consigliera di Impegno -. È stato fatto anche in un consiglio comunale dove tutto sommato non c’erano scadenze tassative. Era un segnale politico, più che altro. Si è data l’attenzione, giustamente, sui punti che riguardavano i cittadini che erano venuti a seguire i lavori consiliari.”
“C’entrava poco anche con l’elezione del presidente del consiglio comunale, non era affine a quella - precisa -. Però anche quello è il segno di chi parla di responsabilità mentre da tre mesi manca il presidente del consiglio e non certo per causa della minoranza.”

Ma quando Marina Bizzotto parla di “maggioranza”, ne parla ancora come consigliere di maggioranza? È quello che le chiedo direttamente.
“Io sono stata esclusa dalla maggioranza almeno a livello decisionale - mi risponde -. Poi io comunque figuro nel numero legale di maggioranza, che tenevo su io. Però di fatto io dagli altri esponenti della maggioranza non vengo più coinvolta. Non posso dire di essere in maggioranza, almeno su questo profilo.”
A questo punto l’ex vicesindaco Roberto Marin, seduto in prima fila all’incontro con la stampa, si alza ed aggiunge le sue dichiarazioni.
“Secondo me quanto è successo martedì sera parte da una serie di considerazioni. Parto dalla prima che secondo me non è mai stata abbastanza evidenziata: il rispetto del consiglio comunale come luogo rappresentativo della città - afferma Marin riferendosi al noto voto del consiglio comunale sulla questione Baxi/Pengo -. Noi abbiamo permesso di far giudicare i consiglieri comunali che hanno espresso liberamente la volontà di voto in un senso e in un altro, facendone gogna sui social. Chi ha votato “sì” e chi ha votato “no”.”
“Quindi - continua -, se noi permettiamo questo vuol dire far perdere di valore il consiglio comunale dell’ottava città del Veneto, Medaglia d’Oro al Valor Militare e non aggiungo altro. Partendo da questo si capisce che stiamo smontando il valore assoluto istituzionale del consiglio comunale, luogo decisorio.”
“Ci permettiamo che la figura che regge il consiglio comunale dà le dimissioni, passa quasi in secondo grado il fatto che dia le dimissioni la terza carica dell’amministrazione e per tre mesi non si parla di questa cosa - aggiunge l’ex vicesindaco -. Ancora una volta vuol dire che forse il consiglio comunale viene considerato alla stregua di una partita di calcetto.”
“Terza cosa: bisogna anche avere rispetto delle persone che compongono il consiglio comunale - incalza Marin -. È capitato personalmente durante l’epoca Poletto, e lo può testimoniare chi era in consiglio comunale con me come Federica Finco, che per cause di forza maggiore uno o due consiglieri fossero assenti e che potesse teoricamente mancare la maggioranza. È stato annunciato il problema, non erano questioni strategiche e noi come opposizione abbiamo garantito il numero legale e abbiamo fatto il consiglio comunale. Bastava avvisare e dire “abbiamo questo problema” e il consiglio comunale si svolgeva regolarmente. È una questione di metodo, come al solito di dialogo e di rispetto.”
E a proposito di rispetto.
“Marina Bizzotto - conclude Roberto Marin - è stata tirata via dal gruppo WhatsApp della maggioranza, le hanno detto che non è più di maggioranza, si dimenticano ripetute volte di chiamarla alle riunioni dei capigruppo. E allora dico: c’è una questione anche di metodo e di rispetto.”
La conferenza stampa volge al termine, ma la capogruppo di sé stessa Bizzotto non ha esaurito le munizioni. E dichiara:
“Facciamoci una domanda, con tre mesi per eleggere il presidente del consiglio comunale, se la maggioranza esista ancora, a prescindere dalla Marina Bizzotto.”

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