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Interceptor
Dalle intercettazioni telefoniche del patron televisivo Jannacopulos con primari e dirigenti dell’Ospedale San Bassiano emerge il quadro di un presunto tentativo di destabilizzazione della politica gestionale della sanità bassanese
Pubblicato il 03 giu 2023
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Dal Velociraptor (autovelox del Comune di Romano d’Ezzelino sulla tangenziale) all’Interceptor.
Quanto mi piacciono questi titoli con riferimenti cinematografici.
Interceptor è il titolo originale in inglese del film cult del 1979 con un giovane Mel Gibson, da noi meglio conosciuto con il titolo di Mad Max. E in effetti, rispetto all’argomento di questo articolo, non vi è nulla da eccepire perché in quanto alla categoria “robe da matti” siamo perfettamente in linea.
Foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet
Dunque: il misterioso Interceptor continua a far uscire sulla stampa le intercettazioni telefoniche relative all’indagine della Guardia di Finanza di Bassano su Giovanni Jannacopulos, patron di Reteveneta e del gruppo televisivo Medianordest, su cui pende l’ipotesi di reato di minacce continuate a pubblico ufficiale e di stalking (atti persecutori) nei confronti del Direttore generale dell’Ulss 7 Pedemontana Carlo Bramezza.
Come ho già più volte scritto, il lato giudiziario di questa storia sta facendo il suo corso e porterà presto alla decisione del magistrato sul prosieguo della vicenda, a seguito degli elementi investigativi raccolti: rinvio a giudizio dell’indagato oppure archiviazione.
In altre parole: processo penale o nulla di fatto.
Sul lato della pubblica e non convenzionale diffusione dei contenuti investigativi dell’inchiesta, invece, emerge il quadro di un presunto tentativo di destabilizzazione della politica gestionale della sanità bassanese che a prescindere dai suoi suoi futuri esiti giudiziari merita l’opportuna considerazione per la sua rilevanza nei rapporti di potere e nei meccanismi della cosa pubblica del nostro territorio.
È da tre giorni di seguito che sto leggendo con rapimento, come si può leggere la trama di un romanzo giallo, gli articoli del Giornale di Vicenza che riportano le intercettazioni telefoniche dell’editore televisivo con le sue figure di riferimento nel campo monotematico della gestione della sanità locale.
L’altro ieri con i politici, vale a dire Nicola Finco e Giacomo Possamai.
Ieri con i sindaci del territorio, per un tourbillon di telefonate che hanno visto l’allora sindaco di Rossano Veneto e membro della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 7 Morena Martini tra i più assidui interlocutori dall’altro capo del telefono.
E oggi con alcuni primari e dirigenti dell’Ospedale San Bassiano, di cui non vengono fatti i nomi, con i quali l’editore televisivo ha intrattenuto una serie di conversazioni telefoniche e di incontri riservati.
Va specificato ancora una volta che nessuno, tra i contatti telefonici di Jannacopulos, si trova aggravato da qualsiasi ipotesi di reato. Siano essi politici, sindaci, assessori comunali, dirigenti sanitari o medici. Il codice di procedura penale non vieta di rispondere alle telefonate e nessuna dichiarazione intercettata è stata ritenuta dal magistrato passibile di conseguenze in tal senso.
Si tratta tuttavia di un’ulteriore conferma dell’intreccio tra potere - e in questo caso anche potere sanitario -, politica e informazione televisiva che qui a Bassano del Grappa costituisce un caso unico nel suo genere, sul piano locale, in Italia.
Come apprendo dal GdV di oggi, il telefono dell’editore televisivo è stato un punto di ritrovo dei cahiers de doléances di alcuni primari dell’ospedale di Bassano nei confronti del Direttore generale dell’Ulss Pedemontana.
Che Bramezza non sia particolarmente amato, per usare un eufemismo, da una fronda di primari del San Bassiano è una cosa che mi è stata confermata già da tempo anche dalle mie fonti di informazione personali.
Dunque all’interno del fronte bassanese dell’Ulss 7 la situazione è obiettivamente tesa e basta poco per innescare la miccia delle polemiche.
Come riferito dal quotidiano locale, varie telefonate intercorrono in particolare con uno dei primari che si lamenta col patron della Tv - utilizzando anche dei termini molto “espliciti”, riportati con i puntini nella trascrizione dell’intercettazione telefonica - di alcune scelte della direzione generale che lo avrebbero sfavorito rispetto ad altri suoi colleghi medici.
Da parte sua, come dal virgolettato sul quotidiano, il patron televisivo gli risponde di “lasciar fare errori” a Bramezza perché poi “gli verrà chiesto conto”.
Un altro interlocutore dell’indagato, dirigente dell’Ulss, viene ripreso telefonicamente dall’editore per il fatto che secondo una lettera anonima non avrebbe i titoli per svolgere il ruolo che ricopre. Inevitabile la “preoccupazione” del destinatario del messaggio, che però “garantisce di essere in regola”.
In altre telefonate lo stesso dirigente dell’Ulss aggiorna il titolare di fatto dell’emittente di via Melchiorazzo sulle mosse di Bramezza, tra le quali - come riporta sempre il GdV - un “presunto tentativo di riavvicinamento” attraverso la richiesta di un preventivo per l’acquisto di spazi promozionali su Reteveneta, giunto però fuori tempo massimo rispetto alla volontà del reuccio della televisione, come è stato definito da altri articoli di stampa, di farlo defenestrare.
E nell’odierno articolo del Giornale di Vicenza c’è anche la rivelazione, scaturita dalle indagini della Guardia di Finanza, di una “cena segreta” di Jannacopulos in campo neutro, e cioè in un ristorante fuori provincia, con sei primari dell’ospedale di Bassano particolarmente a lui vicini e con un posto a tavola che sarebbe stato occupato anche dal sindaco di Cartigliano e all’epoca deputato della Lega Germano Racchella (qui il nome del politico viene invece fatto).
Niente di illecito anche in questo caso: anche riunirsi al ristorante non è un reato previsto dal codice. Si tratta solo di un significativo indicatore dell’importante rete di frequentazioni che l’editore televisivo può vantare con alcuni responsabili dei reparti ospedalieri con i quali si è mantenuto in rapporto diretto e costante, facendo leva sulle fratture multiple interne alla sanità bassanese. Roba da farsi ricoverare al San Bassiano in Ortopedia.
L’ultimo appunto di questo editoriale riguarda Luca Zaia, il governatore più televisivo del Veneto.
Dopo avercelo fatto vedere tutte le mattine di tutti i santi giorni nel triste periodo del lockdown e della pandemia - in collegamento in diretta con selva di microfoni, cartelli esplicativi e traduttrice Lis alle spalle incorporati, dalla sede della Protezione Civile di Marghera -, la direzione politica di Reteveneta ha cambiato linea.
È Zaia, colpevole di non aver rimosso Bramezza dal suo incarico, uno degli obiettivi degli strali telefonici del patron televisivo, come emerge dalle intercettazioni.
Mi aveva sempre colpito l’atteggiamento di deferenza del presidente della Regione nei confronti del potente editore di fatto del gruppo Medianordest, che avendo acquisito anche Antenna 3 si è assicurato la gestione dello storico presidio televisivo del territorio trevigiano, cuore pulsante del già ampio bacino elettorale del governatore più amato d’Italia.
Va da sé che a fronte della posizione egemonica del gruppo bassanese nel campo dell’informazione televisiva del Veneto, anche la carica più alta di Palazzo Balbi a Venezia ha dovuto inchinarsi all’evidenza.
Ma questa volta (e fino ad oggi - lo sottolineo -, perché in politica il salto della quaglia è sempre dietro l’angolo) Zaia non ha ceduto. Più si sono intensificate le pressioni telefoniche e mediatiche per la rimozione del Direttore generale dell’Ulss 7 e più Carlo Bramezza è rimasto al suo posto.
Evidentemente il presidente della giunta regionale, che ha il potere di nomina e di revoca dei vertici delle Ulss, si è reso conto che il suo enorme consenso popolare non può essere intaccato da un focolaio di diatribe localizzato a Bassano.
E per di più, cedendo alle pressioni sul licenziamento in tronco del dottor Bramezza, verrebbe meno l’autonomia decisionale di un amministratore regionale che fa dell’Autonomia, in generale, il suo mantra assoluto.
Diciamo che fino adesso il super governatore di Bibano di Godega di Sant’Urbano ha fatto il suo dovere.
E senza nemmeno richiedere l’aiuto, come farebbe lo strepitoso Crozza Zaia in onda su la Nove, di Scatoletta e Boadin.
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