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Tutti insieme appassionatamente. Di tutti e di più.
O, se preferite, ve la dico in stile “Alla fiera dell’est” di Angelo Branduardi: e venne la Confcommercio che portò il ristorante, che chiamò la trattoria, che invitò l’albergatore, che coinvolse il Masterchef, che accompagnò la pizzeria, che attirò la gastronomia, che avvertì il bistrot, che esortò il barista, che implicò il coltivatore, che rifornì l’ortofrutta che vendette l’Asparago che al mercato mio padre comprò.
Arrivo a Palazzo Sturm per la conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2023 della rassegna dell’Asparago Bianco di Bassano Dop e mi ritrovo in mezzo a tutti questi mondi paralleli del settore Food & Agro-Food.
Foto Alessandro Tich
Ci sono innanzitutto alcuni volti noti della ristorazione del territorio che si riaffacciano sul davanzale della rassegna in modalità “Toh chi si rivede”: come Gaetano Lunardon della Rosina, Roberto Astuni della Corte o Alex Lorenzon del Ca’ 7. C’è ancora l’immancabile, da due anni a questa parte, Masterchef de noialtri Antonio Lorenzon.
Tra i Signori dell’Asparago 2023 non passa inosservata una new entry del calibro di Giovanni “Doro” Scapin. Si aggiungono al supergruppo, tra gli altri, lo chef stellato Alessio Longhini di Cà Apollonio, Andrea Simioni del Nuovo Borgo e Teo Chef.
E poi Edoardo Miotti del Danieli e via via continuando, passando per i rappresentanti delle categorie alberghi, pizzerie e bar, per l’appunto.
“Una rassegna che cambia pelle e dopo tre anni di enormi difficoltà, si rinnova allargando gli orizzonti a tutto il territorio dove si produce l’asparago Bianco di Bassano Dop e non solo”, spiega un comunicato stampa a corredo dell’incontro.
Prima notizia effettiva: i nomi storici della rassegna “A tavola con l’Asparago di Bassano Dop” e “Asparagi & Vespaiolo” sono stati cassati. Ora la manifestazione gastronomica ha una denominazione più trendy: “Asparago Bianco di Bassano Dop. Un viaggio nel gusto”.
“Rassegna ideata dal nostro rinomato Gruppo Ristoratori Bassanesi ben 43 anni fa”, ricorda il comunicato di Confcommercio. Ma è l’unica citazione alla storia: la rassegna così come concepita dal Gruppo Ristoratori Bassanesi, e così come lo stesso Gruppo Ristoratori che da questa edizione non compare, vengono messi in soffitta.
La cosa bella della rassegna dell’Asparago Bianco di Bassano Dop 2023 è che non si capisce esattamente di che cosa si tratti. AsparaBoh.
Non c’è un programma e non c’è un filo conduttore, se non l’elemento comune dell’Asparago da proporre al pubblico dei consumatori che unisce il variegato universo dei fornitori di cibo, preparato in cucina oppure in vendita al dettaglio, dallo chef stellato al negozio di ortofrutta.
Non c’è ancora un elenco delle imprese della ristorazione e anche del commercio aderenti alla rassegna, che sarà via via aggiornato nella sezione dedicata all’interno del sito promozionale della Confcommercio bassanodascoprire.eu.
Se si clicca oggi sul sito satellite dell’Ascom bassanese si trovano notizie aggiornatissime come i Sapori & Profumi dello scorso novembre o il programma del Natale a Bassano 2022. Ma siccome la stagione dell’Asparago inizia ufficialmente domenica 19 marzo, San Giuseppe, è probabile che da quella data le nuove informazioni siano finalmente online.
In conferenza stampa il sindaco Elena Pavan dà la sua benedizione al nuovo corso che sembra imperare in cucina: “Si percepisce una grandissima energia, sono sicura che sarà una rassegna scoppiettante, piena di novità.”
Il presidente mandamentale di Confcommercio Bassano Paolo Lunardi s’illumina d’immenso: “Sono orgoglioso di questo straordinario periodo che portiamo avanti, unendo giovani, grandi professionisti e donne. Sarà un taglio diverso dagli anni precedenti. Ristoratori, alberghi, bar, bistrot mi hanno chiesto di cambiare format. È un segno di condividere insieme qualsiasi percorso che riguardi il food in tutto il territorio.”
Intervengono ancora il presidente del Consorzio dell’Asparago Paolo Brotto, la vicepresidente vicaria della Confcommercio mandamentale Elena Scotton, la senatrice Mara Bizzotto, Edoardo Miotti del Danieli, il giovane Mattia Rizzotto del Melograno e l’autoreferenziale Antonio Lorenzon. Bla bla bla ma io ancora non capisco il “senso” del nuovo format della manifestazione.
Al che, in fine di conferenza stampa, la collega del Giornale di Vicenza Caterina Zarpellon chiede a Lunardi: “Ma la rassegna in che cosa consiste?”. Le avrei eretto un monumento.
Il presidente Lunardi risponde in modo vago come è vago, al momento attuale, tutto l’impianto di questa “innovativa” manifestazione dedicata al bianco turione.
Ma - chiedendo soccorso a quanto spiegato nel comunicato stampa - possiamo scrivere quanto segue.
Dimenticatevi la rassegna dell’Asparago di un tempo: quella dei tot ristoranti (del Gruppo Ristoratori Bassanesi) che proponevano tutti i giorni i menù degustazione del prelibato ortaggio, organizzavano alcune serate di gala e proponevano anche eventi collaterali come il concorso delle Giovani Ricette rivolto agli istituti alberghieri.
Da quest’anno vige la deregulation: la rassegna diventa un “evento territoriale” che “coinvolgerà tutta la filiera produttiva, dal raccolto fino al nostro palato”.
Quindi “bar, bistrot, gastronomie, alberghi, negozi di frutta e verdura, aziende agricole e naturalmente i ristoranti con l’obiettivo di promuovere una comunicazione condivisa e coordinata per arrivare al cliente in modo chiaro ed accattivante”.
Tutti i partecipanti della rassegna saranno quindi inseriti nella sezione dedicata di bassanodascoprire.eu e nella pagina Facebook collegata dove “verranno messe in evidenza, di volta in volta, le iniziative dei singoli partecipanti”.
“L’obiettivo a lungo termine - continua il comunicato - è di creare una rete ben organizzata rivolta non solo ai consumatori locali, ma anche e soprattutto al turista.”
E questo perché il nostro territorio, assieme alle altre eccellenze, è in grado di proporre “un’offerta enogastronomica capace di accompagnare chiunque in “Un viaggio nel gusto”.”
Ma adesso, Signore e Signori, il gran finale.
Non c’è infatti presentazione della rassegna dell’Asparago senza il tradizionale buffet coi primi Asparagi di stagione nella terrazza panoramica di Palazzo Sturm.
Per dare il “via” ufficiale alla stagione gastronomica, Roberto Astuni recupera da qualche parte una piccola sciabola e la cede al Masterchef Antonio Lorenzon affinché con una “sciabolata” tagli la testa di un mazzo di Asparagi. È il colpo di teatro pensato per l’occasione. Io sono pronto col mio telefonino a immortalare le teste di turione che, tranciate di netto in un colpo solo, schizzano in aria arrivando fino al corno di King Kong Rhino. Ma Lorenzon non è uno sciabolatore dei Cosacchi e l’operazione fallisce tristemente.
Il buffet sul belvedere dello Sturm è stato predisposto da alcuni dei ristoranti presenti alla rassegna: Doro, La Corte, Ca’ 7, Nuovo Borgo, Alpino, Rosina e da Antonio Lorenzon. “Beverages” a cura di Nardini e Danieli e vini di Zonta Due Santi e Cà da Roman.
Sono tutti bocconcini da piattino o ciotolina e cucchiaino o forchettina usa-e-getta monodose. Ad esempio, il Baccalà quasi mantecato con asparagi marinati in base di miglio alla rapa rossa (Doro), l’Uovo di quaglia dorato con cremoso di asparagi e mandorle (Ca’ 7) o gli Asparagi e scampi alla pizzaiola con maionese all’acqua di polpo (Alpino).
Niente più Asparagi fritti o marinati o gli Asparagi e Uova in bicchiere e soprattutto niente più risotto con gli Asparagi, classici delle presentazioni passate. Roba antiquata.
E per finire, la battuta del giorno.
“Quanto ti manca il Collina Veneta?”, mi chiede sarcasticamente un notissimo chef bassanese riferendosi al formaggio del Caseificio San Rocco, uno degli ingredienti immancabili nei menù delle ultime rassegne dell’Asparago del Gruppo Ristoratori Bassanesi, sotto la presidenza del poi dimissionario Sergio Dussin.
Non è l’unica frecciata al veleno che costui mi riserva nei confronti dell’Ancien Régime della ristorazione bassanese e di chi l’ha presieduto per più di vent’anni.
Il clima della presentazione della rassegna e del conseguente buffet è quello della parata di stelle con lustrini e cotillons, ma c’è astio tra i fornelli ed è duro da digerire.
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