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Canova Supernova
Oltre 81.000 visitatori alla mostra di Canova, conclusasi domenica. A Bassano dal 15 ottobre 2022 al 12 marzo 2023 è esplosa una stella
Pubblicato il 16 mar 2023
Visto 11.690 volte
La supernova, come ci insegna la professoressa Wikipedia, è una stella che esplode.
Qualcosa che per fortuna accade a distanze intergalattiche dal nostro bel pianetino, ma comunque accade. È un’esplosione cosmica di energia e di luminosità, che rappresenta anche l’ultimo atto della vita della stella.
Ne scrivo per la suggestione che mi ha colto scattando la fotografia che vedete qui sotto pubblicata e che ripubblico anche in calce all’articolo per farvela vedere meglio, cliccandoci sopra, nella sua totalità.
Foto Alessandro Tich
È una foto della Danzatrice col dito al mento, una delle varie Miss Universo della mostra “Io, Canova. Genio Europeo”, al Museo Civico di Bassano, conclusasi domenica scorsa.
L’ho fotografata dal basso, inginocchiandomi, e i sovrastanti raggi del riflettore di sala che fendono lo spazio nella parte sinistra dell’inquadratura sprigionandosi dal nucleo luminoso producono l’effetto di un sole deflagrante.
Non era mia intenzione cercare questo effetto, la foto è venuta così. Ne è risultata un’immagine emblematica di Canova Supernova: la stella che dal 15 ottobre 2022 al 12 marzo 2023 è esplosa a Bassano del Grappa.
Dunque, domenica scorsa alle ore 23 si è chiusa la mostra del Bicentenario Canoviano nella nostra città. Con oltre 81.000 biglietti staccati. 81.439 visitatori, per la precisione.
Ciò significa che negli ultimi quattro giorni di apertura, compresi i Tre Giorni del Condor da venerdì a domenica con apertura serale straordinaria fino alle 23, hanno varcato l’ingresso dell’esposizione 10.936 persone. Quasi commovente, pensando al recente periodo in cui solo un gruppetto di esseri umani a poca distanza l’uno dall’altro era considerato un assembramento. Soprattutto rinfrancante, ricordando quanto la realizzazione di questo progetto abbia rappresentato una scommessa secca, di quelle che o si vincono o si perdono, per vari motivi collegati ai tempi correnti.
Primo fra tutti il conflitto tra Russia e Ucraina che ha congelato l’arrivo a Bassano del marmo della Pace di Kiev e delle altre statue già concesse in prestito - ma poi bloccate a seguito della crisi diplomatica tra Russia e Occidente - dall’Ermitage di San Pietroburgo.
Un vulnus (ogni tanto lo scrivo perché fa figo) superato dall’organizzazione col concepimento di una mostra “reinventata”, ristrutturata nel racconto espositivo, rimodulata nella narrazione esterna, corroborata dal ricco programma delle visite guidate e dei laboratori didattici, valorizzata dagli effetti visivi di un felicissimo allestimento firmato da Ravalli Architetti.
Alla fine, che mancassero le opere di San Pietroburgo e di Kiev non se ne è accorto nessuno. E l’unico putin, ma con la p minuscola e con l’accento sulla i, è stato il San Giovannino: il marmo del santo bambino che siede su un vello di agnello, tra i massimi virtuosismi dello scalpello canoviano.
Alle 23 di domenica la direttrice Barbara Guidi - al termine di un tour de force sicuramente estenuante e alla vigilia dei giorni campali del disallestimento della mostra - ha stappato una bottiglia di spumante in sala Chilesotti, attorniata dal sindaco Elena Pavan, dall’assessore Giovannella Cabion, da Mario Guderzo che assieme a Giuseppe Pavanello ha curato l’evento espositivo e da una nutrita rappresentanza dello staff dei Musei Civici.
Ritornando alla suggestione iniziale, è stato un brindisi alle bollicine che avrebbe potuto essere idealmente accompagnato dalle note di Champagne Supernova, celebre canzone degli Oasis. Ma è stata anche una bella dimostrazione di coesione di squadra.
La mostra, fortemente voluta dall'amministrazione comunale e in primis dal sindaco, è stata realizzata grazie al fondamentale apporto di Villaggio Globale International.
Ma l’organizzazione stessa e la complessa macchina della gestione quotidiana di un evento di tale portata, quella che non compare sui giornali, hanno poggiato principalmente sulle risorse interne degli uffici museali.
Al cin-cin di fine evento in sala Chilesotti io non c’ero perché ero all’estero ma avrei voluto esserci. Con 20 articoli ad oggi dedicati a “Io, Canova. Genio Europeo”, a cominciare dall’indimenticabile conferenza stampa nazionale di Roma, quella in cui Vittorio Sgarbi mi chiamava Tic, e con tutte le volte che per lavoro e non solo mi sono trovato a girare tra le Miss e anche i Mister Universo di marmo o di gesso come l’Endimione dormiente o il Perseo trionfante, questa mostra l’ho sentita come “mia”.
A quanto pare non sono stato l’unico, visto il successo non solo di pubblico ma anche di critica e di copertura mediatica nazionale che la mostra bassanese ha saputo conquistare.
Il richiamo di stampa e tv, ma anche gli apprezzamenti degli addetti ai lavori, sono stati favoriti dal racconto inedito della figura di Antonio Canova. Per la prima volta sono stati presentati, in modo organico, i diversi volti del genio di Possagno, collegati alla sua straordinaria carriera artistica e allo stesso momento paralleli ad essa.
Lo studioso di arte antica, il collezionista, l’imprenditore, il diplomatico, l’interlocutore dei potenti del suo tempo, il suo ruolo nell’Europa dell’epoca, il suo rapporto diretto con Napoleone e coi nemici di Napoleone, il cultore e il protettore delle arti. Ovvero le varie galassie che circondano la Supernova.
È la stella che è esplosa sul cielo di Bassano, come quell’ideale sole deflagrante che sprigiona i suoi raggi sopra la Danzatrice col dito al mento.
Il problema, per la cultura a Bassano, è adesso quello di non farsi travolgere dalle radiazioni cosmiche canoviane col rischio di creare un buco nero di progetti e di proposte dopo un’esplosione di energia e di luminosità così potente.
Ma non sarà così. Già il prossimo 22 marzo è infatti in programma la conferenza stampa di presentazione della programmazione 2023-2024 dei Musei Civici di Bassano del Grappa.
Qui Astronomical Unit di Santa Barbara, a voi la linea.
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