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Bonjour tristesse
Commercio sempre più in fuga da via Marinali. Dopo 26 anni chiude il Bar Cristallo. Nelle ultime settimane chiuse anche altre due attività
Pubblicato il 16 mar 2022
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“Sono andato in pensione. Basta.” Renato Artuso, storico titolare del Bar Cristallo in via Marinali, chiude baracca e burattini. Lo intercetto dopo che questa mattina ha temporaneamente riaperto la porta del suo locale per le ultime pratiche da sbrigare.
Sta raccogliendo una catasta di carte da buttare via. In un grande sacco dell’immondizia sono ammassati rotoli di vecchi scontrini. Sul bancone ormai spoglio dell’ex pubblico esercizio sono sparse buste, lettere e documenti. È tutta roba risalente a più di dieci anni fa, mi spiega l’ormai non più barista. Può quindi essere finalmente destinata all’ecocentro.
C’è quasi un senso di liberazione, più che di nostalgico addio, in queste anticipate pulizie di primavera. Nonostante il fatto che questo bar, per Artuso, abbia rappresentato un importante pezzo di vita. Lo aveva preso in gestione nel 1996. Dopo 26 anni, fine della corsa. Non ci sarà un passaggio di consegne nella conduzione del Cristallo: al momento il locale commerciale che ospitava l’attività, che ha vissuto i migliori anni ai tempi del Tribunale, è destinato a restare vuoto per un tempo indefinito.
Renato Artuso: repulisti di carte dopo la chiusura del Bar Cristallo (foto Alessandro Tich)
Vuoto, come la maggior parte dei locali con vetrina che si affacciano su via Marinali, la più emblematica delle vie figlie di un Dio minore del centro storico di Bassano.
C’è ancora chi resiste, come la pizzeria, l’osteria Al Pozzo, il negozietto del tè, la profumeria o il negozio di ortofrutta e alimentari e pochi altri eroi di questi tempi-di-guerra-post-Covid-eccetera-eccetera. Ma le defezioni, in questa via che è stata comunque sempre vocata ad ospitare negozi di nicchia e botteghe particolari, continuano a verificarsi.
Non è infatti solo il Bar Cristallo ad avere issato bandiera bianca in questo periodo.
C’è anche la “Città del Sole”, quello che è stato molto di più di un semplice negozio di giocattoli. Un punto vendita dove i balocchi, come si chiamavano una volta, erano rivolti al gioco creativo secondo un vero e proprio progetto pedagogico che, come si legge nel sito internet cittadelsole.it, “riconosce nel gioco un momento fondamentale per lo sviluppo della personalità del bambino”.
“Città del Sole” è una catena di negozi di giocattoli formativi per bambini ubicati in varie città d’Italia, ispirati dagli stessi principi educativi. Ma nell’elenco delle città del gruppo Bassano del Grappa non c’è più. E all’ingresso del negozio di via Marinali, all’altezza delle ex carceri, compare un cartello con la scritta: “Città del Sole chiude”. Segue un numero di telefono da chiamare “per informazioni riguardo all’attività”.
A pochi metri di distanza, sul lato opposto della via, c’è un altro negozio svuotatosi di recente, già sede di altre attività commerciali durate lo spazio di un mattino.
È l’ex locale di quello che è stato il negozio di abbigliamento femminile “Nina Clothing Store”, aperto da appena un anno e già fuggito via. Sulla vetrina vuota c’è solo un avviso: “Il negozio si è trasferito in Vicenza corso Fogazzaro n. 34”. Amen.
E che dire del negozio “Borse in Pelle Made in Italy” sotto il portico di fronte all’ex Tribunale? Chiuso anche quello, ma con una selezione di borse ancora esposte in vetrina. Per comprarle come si fa? Basta leggere il cartello: “Vi aspettiamo nel nostro negozio in via Angarano 69, vicino al Ponte Vecchio”. Come volevasi dimostrare.
Non se ne esce: da via Marinali chi può, e appena può, scappa. E anche quando un’attività chiude per pensionamento del gestore, come nel caso del Bar Cristallo, non ci sono candidati disposti a subentrare. Ho già scritto numerosi articoli nei vari anni sulle storiche carenze di questa via che appartiene al cuore del centro ma che soffre di cronici scompensi cardiaci, di cui la chiusura del Tribunale rappresenta solo uno dei problemi all’origine. Compresi il parcheggio selvaggio nel tratto iniziale della strada e, non ultimo, quel senso di velata insicurezza che pervade la via quando cala il buio, dopo una certa ora, assieme all’appendice di vicolo Bastion. Ma mi fermo qui, per evitare che mi legga l’assessore Mazzocco.
Esco dall’ex Bar Cristallo e mi avvio verso la redazione, in direzione della piazza, attraversando l’intero corso di via Marinali tra locali sfitti, vetrine vuote, cartelli di “affittasi” e saracinesche abbassate. Bonjour tristesse.
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