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Il ruggito del cuore.
Si è conclusa con un esito più che positivo l’iniziativa natalizia dei commercianti di Borgo Leon (l’antico nome di via Beata Giovanna, dai Pilastroni a Porta Dieda), aderenti a Confesercenti.
Anche quest’anno, alla ripresa delle normali attività dopo il prolungato blocco del Covid, nel mese di dicembre hanno allestito la casetta di legno sotto la statua della Beata per la vendita di gadget e di generi di conforto a scopo benefico, destinata in questa occasione alla Fondazione Città della Speranza e a Casa Sichem.
Foto Alessandro Tich
In particolare, il ricavato della vendita dei gadget natalizi è stato devoluto alla Fondazione che da 30 anni raccoglie fondi per la cura e la ricerca scientifica sulle malattie oncologiche infantili.
L’incasso della vendita dei generi di conforto e alimentari - cioccolata calda, vin brulè e panettoni - è stato invece destinato alla struttura di via Beata Giovanna che offre un rifugio di pronta accoglienza a madri e bimbi in difficoltà e che in questo momento ospita 9 mamme e 5 bambini.
Due fonti distinte di commercio solidale per due ottimi risultati: raccolti complessivamente 2350,00 euro per la Città della Speranza e 1420,00 euro per Casa Sichem.
I due ricavati vengono consegnati dai promotori del progetto natalizio ai rispettivi destinatari, con i classici “assegnoni” a beneficio di foto e riprese Tv, in un incontro-stampa convocato in municipio.
A fare gli onori di casa è il sindaco Elena Pavan che, come il vicepresidente di Confesercenti del Veneto Centrale Flavio Convento, esprime il proprio plauso per il concreto aiuto generato dall’iniziativa che si è avvalsa anche della collaborazione di volontari, alpini e scout.
In rappresentanza dei commercianti di via Beata Giovanna ci sono i due motori propulsori del “Natale in Borgo Leon” Roberto Martini e Maurizio Ferronato - il primo orologiaio e orefice e il secondo tabaccaio, giornalaio, pubblico esercente, rivenditore di articoli fotografici e chi più ne ha più ne metta - assieme a Cinzia Casale, titolare del negozio di casalinghi e oggettistica di fianco alla Beata.
“Questo è ossigeno per i nostri bimbi”, commenta a riguardo della donazione la presidente di Casa Sichem Valeria Martinelli. “I soldi raccolti - continua - serviranno per le attività extrascolastiche che i nostri bimbi continueranno a frequentare grazie a questo aiuto.”
La presidente cita anche il caso di una bambina arrivata di recente assieme alla mamma a Casa Sichem, “strappata da una realtà dove stava bene”. “È arrivata spaesata, ma ha dimostrato subito una capacità di resilienza - aggiunge -. Penso ai suoi occhi tristi, questi fondi la aiuteranno a riprendere le attività che faceva oltre alla scuola.”
Daniele Costa, rappresentante di Fondazione Città della Speranza, racconta di quando nel 1989 sua sorella Erica si era ammalata di leucemia, dando inizio a “tre anni di calvario”.
Poi nel 1994 nasceva la Città della Speranza, su impulso dell’imprenditore di Malo Franco Masello, colpito da un analogo problema in famiglia. “Dal 1996 al 2003 - spiega Costa - sono nati il reparto di Oncoematologia Pediatrica, il Day Hospital e i primi laboratori di ricerca. Nel 2012 è stata inaugurata a Padova la Torre della Ricerca della Città della Speranza, il più grande istituto di ricerca pediatrica d’Europa.”
“La ricerca è fondamentale - aggiunge il referente della Fondazione -. Ai tempi di mia sorella le guarigioni da leucemia erano del 20%, adesso si arriva anche all’85%.”
Ecco quindi che le due cifre raccolte dai commercianti di via Beata Giovanna in occasione del Natale vengono destinate a due nobili e soprattutto importantissimi scopi.
Non serve tanto, del resto, per raggiungere l’obiettivo: basta avere un Cuor di Leon.
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