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A.RI.eccoci
L’associazione A.RI.A bassanese presenta istanza per intervenire nei procedimenti amministrativi sulle richieste di edificazione produttiva a San Lazzaro. “Amministrazione sottrattasi agli inderogabili dettami dello Statuto Comunale”
Pubblicato il 28 lug 2022
Visto 8.047 volte
Prendetevi un po’ di aria prima di leggere questo articolo, perché riguarda un circostanziato e impegnativo comunicato stampa trasmesso in redazione dall’A.RI.A bassanese, Associazione bassanese per il RIspetto Ambientale, in merito alla questione della variante urbanistica produttiva nell’area agricola di quartiere San Lazzaro.
Nella nota l’Associazione informa di aver presentato in Comune “le istanze per intervenire nei procedimenti amministrativi relativi alle richieste di edificazione di nuovi capannoni ad uso logistico/produttivo/commerciale nell’area agricola a Sud di Bassano del Grappa (zona Riva bianca/Rambolina/Quartiere San Lazzaro)”.
Intervenire come e perché? Se siete pronti a leggere un testo pregno di riferimenti allo Statuto del Comune di Bassano del Grappa, allora buona lettura:
Uno scorcio dell’area agricola a San Lazzaro interessata dalle richieste edificatorie (foto Alessandro Tich)
COMUNICATO
A.RI.A bassanese interviene nei procedimenti amministrativi relativi alle campagne a Sud di Bassano
L’Associazione bassanese per il RIspetto Ambientale (A.RI.A bassanese) ha presentato presso la sede municipale di Bassano del Grappa le istanze per intervenire nei procedimenti amministrativi - relativi alle richieste di edificazione di nuovi capannoni ad uso logistico/produttivo/commerciale nell’area agricola a Sud di Bassano del Grappa (zona Riva bianca/Rambolina/Quartiere San Lazzaro) - ai sensi della Legge 241/1990 in base alla quale l’Associazione ha diritto, quale interveniente,
a) di prendere conoscenza degli atti del procedimento in oggetto, di riceverne copia, di presentare memorie scritte e documenti che l’Amministrazione deve obbligatoriamente valutare dando prova documentale alla scrivente di detta valutazione;
b) di essere convocata nelle sedute eventuali della/e conferenza/e dei Servizi;
c) di formulare istanze alle quali l’Amministrazione deve rispondere motivatamente in forma scritta.
Nelle istanze presentate l’Associazione ha rappresentato all’Amministrazione Comunale bassanese che lo Statuto:
1.- stabilisce che la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi è principio fondamentale dell’ordinamento giuridico ex artt. 9 e 117, secondo comma, lettera s) della Costituzione e non può essere subordinata a qualsiasi altro interesse, come da giurisprudenza pacifica della Corte Costituzionale e della Corte Suprema di Cassazione;
2.- al suo art. 2, comma terzo, recita e prescrive: “il Comune promuove, nell’ambito delle proprie competenze, la qualità della vita di tutti i cittadini”;
3.- al suo art. 2, comma quinto, recita e prescrive: “il Comune persegue le proprie finalità anche mediante l’apporto dei cittadini, dei Consigli di Quartiere (...)”;
4.- al suo art. 3, comma secondo, recita e prescrive: “il Comune, anche al servizio delle future generazioni, valorizza l’ambiente, rispetta le condizioni di vita delle specie animali e vegetali, salvaguarda la salubrità e l’equilibro ecologico, valorizza i beni culturali e storici e le bellezze naturali”;
5.- al suo art. 4, primo comma, recita e prescrive: “il Comune garantisce la effettiva possibilità di partecipazione dei cittadini all’attività politica e amministrativa secondo i principi stabiliti dall’art. 3 della Costituzione e con le modalità previste dalla Legge, dallo Statuto e dai Regolamenti”.
E inoltre aggiunge, per quanto si riferisce al “Documento del Sindaco” previsto dalla legge regionale Veneto n. 11/2004 e approvato dal Consiglio comunale con deliberazione in data 31 ottobre 2019, che il Documento “ha il compito di definire i principali indirizzi ed obiettivi in materia di pianificazione del territorio, per l’attivazione di un processo di variazione e attualizzazione dei contenuti del Piano degli Interventi aperto ai soggetti portatori di interessi mediante forme di partecipazione, consultazione e concertazione” e contestualmente riconosce che il suolo è una “risorsa limitata e non rinnovabile, è bene comune di fondamentale importanza per la qualità della vita delle generazioni attuali e future, per la salvaguardia della salute, per l’equilibrio ambientale e per la tutela degli ecosistemi naturali, nonché per la produzione agricola finalizzata non solo all’alimentazione ma anche ad una insostituibile funzione di salvaguardia del territorio”.
Agli inderogabili dettami sanciti dallo Statuto Comunale e dal Documento del Sindaco in particolare in materia di partecipazione e consultazione dei Cittadini, l’attuale Amministrazione Comunale si è sinora sottratta
1) per non avere dato alcuna risposta ufficiale alle osservazioni presentate dai Cittadini nella lettera del 10 aprile, protocollata il 16 maggio 2022, né all’Associazione A.RI.A bassanese che in data 2 giugno ha richiesto una riunione aperta con possibilità di intervento per tutti i Cittadini e l’apertura di un dibattito pubblico attorno alle progettazioni presentate e alle ‘tematiche legate alla necessità di preservare il suolo, il paesaggio agricolo e antropico, le aree verdi e i campi coltivati, già oggi presenti, come bene collettivo e patrimonio da tutelare’.
2) perché non ha risposto alla Lettera aperta del 10 giugno, diffusa in Città e su tutto il territorio, e accompagnata da una petizione le cui prime 1000 firme sono state depositate il 30 giugno presso la Sede Municipale.
3) per non aver fornito alcuna informazione precisa nemmeno sulle date delle Conferenze
dei Servizi e sugli appuntamenti amministrativi legati ai percorsi dei procedimenti in questione: si dovrebbe trattare di sedute pubbliche, convocate tramite pubblicità nei canali preposti e secondo le norme di trasparenza cui sono chiamati tutti gli enti pubblici. Nulla, invece, è dato sapere, nonostante l’interesse dimostrato e le richieste inviate.
4) per non aver dato alcun chiarimento pubblico sulla ‘trattativa’ relativa alle aree Rambolina e Trozzetti: è stato detto che ‘non si tratta di uno scambio’.
Vorremmo quindi sapere di che cosa si tratta precisamente, allora, visto che le due questioni vengono considerate in un’unica procedura dove problemi diversi e quartieri
diversi vengono considerati un’unica situazione dove si cerca di ‘trovare gli equilibri delle due aree’ che potrà prevedere ‘ricompense per i quartieri penalizzati’. Peccato che uno dei quartieri penalizzati in questione, San Lazzaro, avrebbe piuttosto necessità di un risarcimento e non di una ‘ricompensa’ già ora senza nuove aree produttive per la vessazione continua cui i cittadini sono da tempo sottoposti per la presenza nel quartiere o nei territori limitrofi di diversi impianti altamente impattanti sulla salute e sul territorio: esalazioni e immissioni di una zona industriale/artigianale diffusa mista alle abitazioni e di tre concerie, la discarica, il depuratore, la centrale idroelettrica e un traffico fortemente congestionato e pericoloso per l’incolumità di pedoni e ciclisti sommato alla totale assenza di una rete di mobilità alternativa (ciclopedonale) proprio nella zona più a Sud del quartiere (l’intervento di via Melagrani certamente collega il centro del quartiere, ma non ampie zone del suo territorio che risulta assolutamente impraticabile). Inoltre, un terreno fertile, un’area coltivata, una zona agricola hanno già un loro equilibrio, che non sarà mai compensabile adeguatamente a fronte della sua perdita. Anche se il terreno è adiacente alla Pedemontana, sempre di suolo fertile e produttivo si tratta.
Si informa che nell’ultimo rapporto ISPRA 2022, pubblicato in questi giorni, il Veneto appare come la regione con più suolo consumato in assoluto dal 2006 al 2021 (12.252 ettari), con la maggior superficie di edifici rispetto al numero di abitanti (147 m2/ab).
Bassano del Grappa, 28 giugno 2022
Associazione bassanese per il RIspetto Ambientale A.RI.A bassanese
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