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La resurrezione di San Lazzaro
Maxi variante produttiva di zona Riva Bianca: ai gazebo dell’A.RI.A. bassanese la raccolta firme per chiedere all’amministrazione comunale di opporsi al progetto. “Ottima risposta sia dei cittadini bassanesi che da fuori Comune”
Pubblicato il 18 giu 2022
Visto 9.672 volte
La resurrezione di San Lazzaro.
Il quartiere-frazione di Bassano, interessato dal maxi progetto della variante produttiva nell’area agricola di 160.000 metri quadrati in zona Riva Bianca - via Rambolina a ridosso della SPV, si alza in piedi e dopo la lettera aperta del 10 giugno scorso all’amministrazione comunale, rimasta ancora senza risposta, coinvolge sulla scottante questione il resto della città.
Giovedì scorso al mercato settimanale di Bassano il coordinamento A.RI.A., Associazione Bassanese per il RIspetto Ambientale, con un gazebo in via Verci ha iniziato una raccolta firme per far sottoscrivere ai cittadini la richiesta avanzata nella lettera aperta medesima.
Il gazebo in piazzotto Montevecchio per la raccolta firme dell’A.RI.A. bassanese (foto Alessandro Tich)
E cioè una petizione con la quale si chiede “all’amministrazione comunale di Bassano del Grappa di esprimere per conto dei cittadini che rappresenta un netto parere negativo nei confronti delle richieste di urbanizzazione a carattere produttivo di tipo industriale/artigianale/logistico delle aree agricole a sud di Bassano”.
Oggi, al mercato settimanale del sabato, la scena si ripete in piazzotto Montevecchio.
Al gazebo dell’A.RI.A., dove mi presento senza avere preannunciato il mio arrivo, il viavai di persone che firmano è notevole. La agente parla, chiede e gli associati presenti alla postazione rispondono, spiegano.
Come ogni raccolta firme che si rispetti, c’è anche un volantino che presenta la questione su cui si chiede di esprimere la propria adesione nero su bianco.
“C’è in progetto di costruire 4 ENORMI CAPANNONI o forse più di 4 su un’area pari a circa 45 campi da calcio - si legge nel foglio, maiuscole comprese - probabilmente con ripercussioni devastanti sulla viabilità locale.” “È una delle più grandi aree verdi di Bassano - prosegue il manifestino -, un patrimonio paesaggistico unico, ricco di biodiversità. NON FACCIAMOLA SPARIRE!!”.
Continua il testo: “L’Italia ha bisogno di campi e cereali: avremo sempre più bisogno di autonomia alimentare. Il suolo fertile non è un affare: è cibo, è vita! Non sprechiamolo!”.
Conclude il volantino, che contiene anche i riferimenti per i contatti con l’associazione:
“La Regione del Veneto e l’amministrazione comunale di Bassano del Grappa ascoltino la cittadinanza.”
Come noto, la variante urbanistica Riva Bianca - via Rambolina riguarda l’istanza di urbanizzazione produttiva presentata dalle tre aziende MEB, AGB e Brunello Salumi.
Ma il volantino parla di “4 capannoni o forse più di 4” considerando anche l’istanza di variante produttiva, rimasta in sospeso da 25 anni ma “in odore” di possibile recupero, per l’area agricola confinante di proprietà Pengo, di estensione quasi analoga all’area agricola ex Campagnolo Commercio in liquidazione, quest’ultima al centro della querelle di queste settimane.
“Stiamo raccogliendo le firme - mi spiega Eva Gatto, associata A.RI.A. - perché la lettera aperta che abbiamo trasmesso all’amministrazione comunale e a tutta la cittadinanza è anche il pretesto per questa petizione per chiedere una posizione di dissenso rispetto al progetto che si paventa debba andare avanti da parte dell’amministrazione comunale.”
“Quindi - prosegue - abbiamo bisogno di informare e sensibilizzare la comunità bassanese ma non solo perché ci spaventa questa possibile variazione di destinazione d’uso di 300mila metri quadri di zona agricola.”
“La raccolta firme sta andando bene, vediamo una risposta interessata e molto partecipe sia da parte dei cittadini bassanesi che dei cittadini da fuori Comune - conferma la residente e volontaria dell’associazione -. Sono tutti interessati, si fermano a parlare, c’è anche un bello scambio con la gente e siamo tutti della stessa opinione che il verde è da tutelare perché ce ne abbiamo sempre meno e perché è una delle grandi zone verdi rimaste di Bassano. Guardando dall’alto i suoi confini, la città è praticamente grigia di cemento se non questo polmone verde che rimane.”
“Il quartiere di San Lazzaro - conclude Eva Gatto - ha già dato tanto perché passa la Pedemontana, siamo vicini al depuratore, abbiamo la zona artigianale e vogliamo tutelare quella che è anche un’identità del quartiere stesso, perché la nostra cultura è proprio incentrata anche sul lato agricolo e vogliamo cercare di difenderlo, possibilmente, per darlo alle future generazioni.”
La petizione per sottoscrivere la lettera aperta e dire “No” alla variante urbanistica produttiva proseguirà per altri tre appuntamenti ai gazebo nei giorni di mercato a Bassano: giovedì 23 giugno dalle 8 alle 14 all’intersezione viale delle Fosse-via Jacopo Da Ponte; sabato 25 giugno, prolungato anche al pomeriggio, dalle 8 alle 19 in piazzotto Montevecchio e infine giovedì 30 giugno dalle 8 alle 14 in via Verci.
Le firme saranno raccolte anche nella sede di A.RI.A. bassanese, in via Riva Bianca 52 a Bassano del Grappa, domenica 19 giugno dalle 8 alle 22 e da lunedì 20 a giovedì 23 giugno dalle 17 alle 21.
Si può infine sottoscrivere la petizione anche presso Verdevivo agricoltura biologica in via Capitelvecchio 104 a Bassano del Grappa, dalle 9 alle 14 e dalle 16 alle 19.30, chiuso giovedì e festivi.
San Lazzaro, dunque, si alza in piedi e cammina pure, dritto alla meta.
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