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Cortina maledetta per la Regina delle nevi
Ian Yves, Anastasia e Anna. Sono i tre nomi giovani dell’Europa che incontra la città di Bassano.
Ian Yves Ancheta è un coreografo svedese con sangue filippino, attivo a Rotterdam in Olanda, dai primi di questo mese a Bassano per una residenza artistica di Operaestate.
Un bel melting pot racchiuso in un’unica persona.
Da sinistra: Anna Kushnirenko, Yan Ives Ancheta e Anastasia Grigore (foto Alessandro Tich)
Anastasia Grigore è invece rumena e studia all’Università di Bucarest, da cui è giunta in Italia grazie al programma Erasmus Plus. Sta compiendo una ricerca sui progetti artistici che coinvolgono i suoi coetanei nell’ambito dei programmi di Operaestate Festival e del CSC, Centro per la Scena Contemporanea di Bassano.
Anna Kushnirenko, infine, è ucraina ed è arrivata da appena pochi giorni a Bassano, proveniente da Odessa. È stata accolta nell’ambito delle residenze artistiche di Operaestate, studierà anche lei le attività messe in campo per le giovani generazioni e nel frattempo fa la fotografa, per immortalare classi e lezioni di danza.
Tutti e tre parlano fluentemente l’inglese, Anastasia se la cava anche con l’italiano.
Sono i tre “volti nuovi” - e Dio sa quanto abbiamo bisogno, di questi tempi, di positive novità - della conferenza stampa di presentazione di Beyond the body, (Oltre il corpo), progetto artistico rivolto dall’amministrazione comunale e da Operaestate ai ragazzi delle scuole superiori cittadine.
Siamo nella chiesa di San Giovanni, il luogo dove l’acustica è un optional, una sorta di valle dell’eco attorniata da altari e da dipinti sacri. Mentre entriamo, escono gli studenti che hanno appena concluso la “classe” a loro dedicata. È la prima delle tre iniziative del progetto, iniziata proprio oggi e in programma per tre giorni fino a venerdì.
Si intitola Molding bodies, con due repliche ogni mattina dalle 9 alle 11 nella chiesa di San Giovanni. Gli studenti arrivano e Ian Yves Ancheta li sottopone ad un “riscaldamento fisico” ispirato ad alcune “parole chiave”. Poi li fa assistere ad una performance che vede protagonisti i danzatori della comunità di Dance Well, la pratica nata per alleviare il Parkinson ed estesa alla partecipazione della cittadinanza.
Si termina con un momento di dialogo e discussione con l’artista, dopo il quale gli studenti scrivono le loro impressioni su dei foglietti che vengono presi in consegna, per la successiva analisi, da Anastasia.
“Ho un approccio molto aperto - spiega Ancheta ai cronisti - per questo lavoro che è site-specific. Con gli studenti c’è una barriera linguistica, per questo uso la comunicazione e la negoziazione non verbale. Punto tantissimo a trovare un’intesa di gruppo e a tirare fuori gli aspetti personali dei partecipanti.”
E a giudicare da quello che c’è scritto sui foglietti (“spacca!”, “interessante”, “emozionante” eccetera) il coinvolgimento dei ragazzi, alla loro prima esperienza del genere, è assicurato. Come spiega il direttore di Operaestate Rosa Scapin, l’attività che viene proposta nel programma di Beyond the body è frutto di progetti europei ed è sostenuta da partner europei. Nel caso di Ancheta, il suo incontro artistico con gli studenti delle superiori è reso possibile grazie anche alla collaborazione con Dansattelier di Rotterdam e al sostegno dell’Ambasciata dei Paesi Bassi.
Il progetto proseguirà lunedì 10 maggio alle ore 10, in occasione dell’Europe Day o Festa dell’Europa che dir si voglia. La giovane danzatrice Isabel Palladin, del Collettivo Base 9, condividerà con gli studenti la propria esperienza coreografica fatta sotto la guida di Angelin Preljocaj, coreografo di origine albanese e di base in Francia che ha creato un dance film con un performer da ogni Paese europeo, dando vita al progetto “Danse l'Europe!”.
Si tratta di un’opera coreografica partecipativa creata in occasione della Presidenza francese del Consiglio dell'Unione Europea. Innovativa, interattiva, inclusiva e aperta a tutti, questa esperienza artistica viene proposta in tutta Europa durante la prima metà del 2022.
Dopo una conversazione con la Palladin sulla sua esperienza creativa con il noto coreografo, la danzatrice condurrà un momento di riscaldamento fisico per i ragazzi, che servirà ad introdurli nell’atmosfera del lavoro. Alla fine i ragazzi, muniti di cuffiette, andranno in Piazza Libertà dove daranno vita alla coreografia di Preljocaj, seguendo in auricolare le istruzioni elaborate dal coreografo e già utilizzate in altri contesti Europei.
La pratica verrà filmata e il video sarà accolto su Numeridance.tv e sui social media utilizzando l'hashtag #DanseEurope, oltre ad essere pubblicato sul sito web della Presidenza francese.
Il terzo e ultimo atto di Beyond the body si svolgerà dal 16 al 21 maggio, sempre in piazza Libertà, quando gli studenti parteciperanno al progetto europeo Shape.it (sostenuto dal programma Creative Europe e dedicato all’integrazione tra nuove tecnologie e danza) che presenta lo spettacolo VIBES #3, un “protocollo coreografico” realizzato dalla artista del movimento Masako Matsushita e dall’artista del taiko (tamburo giapponese) e compositore Mugen Yahiro insieme alla società Orbe.
Funzionerà così: i due artisti hanno creato una partitura coreografica accessibile e che accende la creatività dei singoli partecipanti che, armati di smartphone e cuffiette, si trasformeranno in performer. “Un viaggio - affermano gli organizzatori - che porterà i partecipanti a riconnettere mente e corpo, e ad espandere i sensi e la consapevolezza dello spazio e delle persone attorno a sé in uno spazio urbano.”
In sostanza, Beyond the body presenta tre proposte diverse, dove il corpo, le relazioni con gli altri e con l’ambiente e la scoperta di nuove modalità di partecipazione sono al centro dell’esperienza, tutta da scoprire.
Ma da cosa nasce cotanta attenzione artistica nei confronti delle giovani generazioni?
È presto detto. “Durante la pandemia la fascia di età che ha sofferto di più per l’isolamento sociale è stata proprio quella dei giovani e degli adolescenti - spiega Alessia Zanchetta di Operaestate Festival -. Un target, quello degli studenti, delicato e importante che negli ultimi due anni ha sofferto le chiusure, le interruzioni, la didattica a distanza, l’isolamento, facendo emergere l’impatto della pandemia sui corpi e sulle relazioni personali di ragazzi, ragazze e docenti.” Il progetto intende dunque rompere la barriera psicologica e sociale che ha provocato la chiusura in sé stessa di un’intera generazione attraverso le proposte di attività che prevedono la partecipazione attiva, l’incontro con gli artisti e con la loro visione e nuove modalità di fruire lo spettacolo dal vivo, pensate proprio per gli under 18.
“La partecipazione dei ragazzi alle pratiche artistiche - prosegue Alessia - è quindi un’esperienza positiva non solo a livello individuale, ma anche comunitario.”
La risposta delle scuole superiori di Bassano è stata a dir poco massiccia: partecipano infatti complessivamente al progetto, le cui proposte sono offerte gratuitamente dall’amministrazione comunale, ben oltre 500 studenti.
Chiedo allora ai due assessori comunali coinvolti nell’iniziativa - che in questo periodo di campagna elettorale per le amministrative di giugno in Veneto non possono parlare, per una regola assurda, se non sollecitati da una domanda di un giornalista - che cosa pensino al riguardo.
“Proprio un mese fa - osserva l’assessore all’Istruzione Mariano Scotton - abbiamo presentato agli insegnanti il progetto “Corpi divisi, corpi condivisi” incentrato sulla mancanza di relazione tra i ragazzi. È importante anche il linguaggio del corpo e sul progetto artistico che presentiamo oggi c’è stata la risposta immediata da parte delle scuole.”
“Ci sono due punti focali - afferma l’assessore alla Cultura Giovannella Cabion -. Il primo è l’attenzione dell’amministrazione ai giovani, che fa lavorare i due assessorati in sinergia. Il secondo è l’attenzione all’internazionalizzazione del nostri ragazzi, che attraverso queste iniziative intraprendono dei percorsi internazionali.”
Per il momento, il fatto di ripartire oltre i confini ha la forma di uno stage con un coreografo arrivato dall’estero, per capire il suo linguaggio principalmente non verbale e scrivere la propria impressione su un foglietto.
Gli studenti partecipano, Ian Yves li coinvolge, Anastasia raccoglie e studia gli appunti e Anna fotografa: l’Europa, se vogliamo, è tutta qui.
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