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We can be Heroes
A proposito dello strepitoso terzo posto conquistato ieri dal bassanese Eyob Faniel alla Maratona di New York
Pubblicato il 08 nov 2021
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“We can be Heroes, just for one day”, cantava il sommo David Bowie.
E noi bassanesi il nostro eroe del giorno ce l’abbiamo eccome: Eyob Ghebrehiwet Faniel, bassanese delle Fiamme Oro di Padova, 29 anni da compiere questo mese, che ieri ha conquistato uno strepitoso terzo posto alla Maratona di New York.
La notizia l’abbiamo già data ieri - con grande gioia, orgoglio e soddisfazione - nella pagina Facebook di Bassanonet. Oggi è invece il giorno per alcune considerazioni a freddo sulla portata di questa impresa sportiva. Perché in questo periodo di pandemia ancora immanente, nella quale l’aggettivo “positivo” ha assunto un significato negativo, abbiamo quanto mai bisogno di eroi positivi, nel senso letterale e nobile del termine.
Eyob Faniel, a destra, sul podio della Maratona di New York (fonte immagine: lapresse.it)
Di supereroi dello sport (quelli del calcio, intendo) ne abbiamo fin troppi, c’è invece carenza di eroi veri e propri, che sono tali perché sono persone normali come noi.
Eyob Faniel è uno di questi, con quel suo fare e quel suo esprimersi da bravo ragazzo con i piedi per terra. Salvo poi farli volare sui percorsi delle maratone in giro per il mondo.
E ieri il maratoneta originario di Asmara, in Eritrea, e cittadino italiano dal 2015 ha dimostrato a tutti di che pasta è fatto. Nell’edizione della “ripartenza” della Maratona più famosa del mondo, che nel 2020 non si era svolta a causa del Covid, Eyob è rimasto al comando della gara fino al 29° chilometro. Poi è stato ripreso e superato dal keniano Albert Korir, che avrebbe poi vinto con un tempo di 2h, 08’ 06” e dal marocchino Reda El Aaraby, che sarebbe giunto secondo in 2h, 09’ 06”. Fayeb non ha mollato e nella Grande Mela ha tagliato per terzo il traguardo, con il tempo di 2h, 09’ 56”.
Una grande “ripartenza” anche per lui, dopo il deludente risultato della Maratona delle Olimpiadi di Tokyo, per la quale tutti i nostri occhi - felicemente “annebbiati” dalle tante medaglie conquistate dagli atleti italiani - erano puntati su di lui e che invece, a causa di un problema fisico al quadricipite femorale sopravvenuto dopo il 25° chilometro, lo avrebbe visto tagliare il traguardo solamente al 20simo posto. “Oggi ho perso la sfida ma non il sogno - scriveva in quell’occasione Eyob Faniel sulla sua pagina Facebook -. So il mio valore e lavorerò sodo affinché il sogno diventi realtà!”.
Per i prossimi Giochi Olimpici c’è ancora tempo, ma intanto il maratoneta arrivato da Bassano i suoi pezzetti di sogno se li sta riconquistando passo dopo passo. Basti pensare che un italiano non saliva sul podio della Maratona di New York nella gara maschile da ben 24 anni: l’ultimo fu Stefano Baldini, arrivato terzo nel 1997. Faniel è anche il primo maratoneta europeo a chiudere fra i primi tre a New York nell’ultimo decennio.
Per il salto da Tokyo a New York, Eyob si è preparato al meglio allenandosi in altura nella sua natia Asmara in Eritrea e a Kapsabet in Kenya col suo nuovo allenatore Claudio Berardelli. E i risultati del duro lavoro si sono visti.
Oggi i media nazionali, commentando la fantastica medaglia di bronzo del nostro eroe del giorno, ne scoprono e ne divulgano la bella storia personale: quella di un ragazzo trasferitosi nel 2004 con la famiglia dall’Eritrea a Bassano del Grappa per ricongiungersi al padre, che qui si trovava per lavoro già dal 1998. Ma anche di un ragazzo, scoperto a Bassano e avviato sulle piste di atletica da Vittorio Fasolo, che ha sempre coltivato con costanza e sacrificio il suo talento nella corsa, che lo vede oggi detentore sia del record italiano nella 10 chilometri, che del record italiano nella maratona e nella mezza maratona. Ma anche, infine, di un ragazzo molto legato alla sua famiglia e alla città di Bassano che lo ha “adottato” e in cui vive, a sua volta mettendo su famiglia con la compagna Ilaria e le due piccole figlie.
Il suo terzo posto di ieri a New York ha dato spunto a un comunicato stampa diffuso questa mattina alle redazioni dal governatore Luca Zaia, colui che nelle maratone mediatiche - e non solo sulle notizie del riconoscimento a Riserva della Biosfera UNESCO per il Monte Grappa e del progetto per la candidatura al World’s Heritage dell’UNESCO per il Ponte di Bassano - arriva sempre per primo.
“L’impegno che Eyob ha dimostrato nel conquistare questa affermazione - ha commentato Zaia - richiama il suo spessore umano. Prima ancora di una grande esperienza atletica è protagonista di una storia di riscatto e di integrazione virtuosa. È un grande personaggio oltre che un grande campione.”
Più tardi è arrivato in redazione anche un comunicato dell’amministrazione comunale di Bassano, che esprime la “grande gioia” per il terzo posto alla Maratona di New York del campione bassanese.
“La vittoria di Eyob Faniel - commenta testualmente il sindaco Elena Pavan, che evidentemente non si è accorta che Faniel è arrivato terzo e non primo - è un risultato straordinario: la sua forza, il suo impegno, le sue capacità sono un esempio non solo per gli sportivi, ma per tutti noi. Bassano del Grappa è orgogliosa di lui e mi fa davvero piacere che Eyob abbia trovato nella nostra città un luogo dove sentirsi a casa.” “Mi piace ricordare - continua il sindaco - come Eyob non perda occasione per dimostrare il suo attaccamento a Bassano, primo tra tutti rendendosi disponibile in qualità di testimonial in molti importanti iniziative in ambito sportivo. Lo aspettiamo presto per festeggiarlo!”.
“Un grandissimo risultato - sottolinea nello stesso comunicato l’assessore allo Sport Mariano Scotton - che riscatta in maniera eccezionale le difficoltà che questo campione aveva riscontrato alle ultime Olimpiadi di Tokio. Sapere ripartire senza abbattersi, con determinazione e abnegazione, è dei veri campioni, quale Eyob Faniel è.” “È stata una vera emozione vederlo correre alla testa della gara per molti chilometri e vedere, grazie a lui, il nostro Tricolore sul podio di New York - conclude Scotton -. Lo avevamo visto a Bassano in occasione della manifestazione Stelle sul Ponte, cui ha dato il via dato lo stretto legame con il nostro Ponte.”
Questa volta Eyob Faniel ha dato il via a sé stesso da un altro Ponte: quello di Verrazzano, tradizionale punto di partenza della Maratona di New York con arrivo, dopo 42 chilometri e 195 metri, nel cuore di Central Park. L'Olimpiade di Tokyo è ormai niente più di un deludente ricordo: il ragazzo bassanese di Asmara, Hero just for one day, ha scoperto l’America.
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