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Trasferimento degli uffici dell’Ulss 7 da Bassano a Marostica: la conferma del direttore generale. “Col trasferimento del personale amministrativo potremmo ampliare gli spazi e creare fino a 4 sale operatorie in più”

Pubblicato il 09 giu 2021
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Dunque, dov’eravamo rimasti? Ah, sì: alle “notizie di stampa” secondo le quali l’Ulss 7 Pedemontana è intenzionata a trasferire i propri uffici amministrativi dall’Ospedale San Bassiano, e dalle altre sedi aziendali collocate a Bassano del Grappa, a Marostica.
Un fulmine a ciel sereno, a giudicare dalla reazione del sindaco di Bassano e presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 7 Elena Pavan che ha appreso la notizia dal giornale e che ha espresso ieri la propria “perplessità” per la mancata condivisione delle nuove strategie organizzative dell’Azienda Socio Sanitaria con i sindaci del territorio di riferimento.
Un progetto di trasferimento che è quindi avvenuto “all’insaputa” del presidente della Conferenza dei Sindaci, oggetto in queste ore, proprio per questo motivo, di pesanti attacchi da parte delle opposizioni bassanesi.

Il direttore generale dell'Ulss 7 Pedemontana Carlo Bramezza (foto Alessandro Tich)

Nel frattempo, questo pomeriggio, è finalmente pervenuta in redazione una nota ufficiale dell’Ulss 7 Pedemontana nella quale il direttore generale Carlo Bramezza conferma l’ipotesi del trasferimento degli uffici da Bassano a Marostica e ne chiarisce anche le motivazioni, come dal comunicato stampa che segue:

COMUNICATO

Riorganizzazione degli spazi dell’Ospedale di Bassano:
un progetto nell’interesse dei cittadini


In relazione all’ipotesi di accorpamento degli uffici amministrativi nella sede di Marostica, il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza conferma le ragioni già espresse alla base del trasferimento:
«Il progetto risponde a due ordini di ragioni: la prima è consentire la creazione di nuove sale operatorie all’ospedale di Bassano, dove abbiamo eccellenti specialisti e dotazioni all’avanguardia, ma spazi non più sufficienti per rispondere a volumi di attività che sono cresciuti nel corso degli anni. Il trasferimento del personale amministrativo ci consentirebbe di innescare una serie di spostamenti interni grazie ai quali potremmo creare fino a 4 sale operatorie in più. Voglio ricordare che ogni sala operatoria può ospitare in media 700 interventi l’anno: potenzialmente significherebbe 2.800 operazioni in più ogni anno, con una riduzione importante dei tempi di attesa e altrettanti pazienti operati prima. Si capisce facilmente che questo progetto è assolutamente nell’interesse dei cittadini.
Così come è nell’interesse di tutta la comunità poter disporre di un Dipartimento di Prevenzione meglio organizzato. Ora è sacrificato in spazi ridotti e dispersivi, eppure questo Dipartimento svolge un’attività estremamente importante e articolata su tanti fronti: dall’organizzazione delle campagne di vaccinazione all’organizzazione degli screening oncologici, dalla sorveglianza epidemiologica ai vari programmi di prevenzione, senza dimenticare naturalmente lo Spisal, i controlli sulle attività di vendita e somministrazione di prodotti alimentari, oltre all’enorme lavoro che si sta facendo in questa fase per la gestione della pandemia e della campagna di vaccinazione anti-Covid.
Vi è poi la necessità di rivedere tutta l’organizzazione e logistica della medicina del territorio, per la necessaria evoluzione che questa avrà nei prossimi anni: penso quindi alle pessime condizioni dell’attuale Distretto di Bassano e a come recuperare al meglio le ex sedi ospedaliere di Schio, Thiene e Marostica, sempre in un’ottica di implementazione dei servizi socio-sanitari per i cittadini.
Infine, anche per quanto concerne il lavoro degli uffici amministrativi, il fatto che essi siano divisi a metà su sedi diverse e lontane comporta inevitabili inefficienze, dispersioni di tempo e sprechi che non ci possiamo più permettere. Consigli, ipotesi di soluzioni di questi problemi ben vengano dai sindaci: mi auguro però che non si apra l’ennesimo dibattito che non porta a nessuna soluzione ma solo a non decidere mai nulla. I cittadini della nostra azienda non ce lo permetterebbero più».

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