Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 26-03-2021 14:54
in Attualità | Visto 7.593 volte

Il Sommo svarione

L'assessore all'Istruzione Donazzan manda una lettera ai docenti e studenti del Veneto e sbaglia la data della morte di Dante. Bagarre sui social, poi la correzione. “Errore di battitura sfruttato per alimentare un'ulteriore ed inutile polemica”

Il Sommo svarione

“Ahi ahi ahi signora Donazzan, mi è caduta su Dante Alighieri”, avrebbe detto il grande Mike Bongiorno. L'argomento di cui all'oggetto riguarda uno svarione contenuto nella lettera che l'assessore regionale all'Istruzione Elena Donazzan ha trasmesso l'altro ieri ai dirigenti scolastici, al personale docente, al personale scolastico amministrativo e tecnico e gli alunni e studenti di tutto il Veneto. Oggetto: le commemorazioni in onore di Dante per il Dantedì, la giornata nazionale dedicata al Sommo Poeta, celebratasi ieri giovedì 25 marzo, in quello che è anche l'anno del 700simo anniversario della sua morte.
Nella lettera la Donazzan ha colto l'occasione per accomunare simbolicamente due anniversari confluenti, secondo la missiva, nella stessa data.
“Il 25 marzo 2021 - inizia la lettera - è una data significativa per la cultura italiana e la storia del mondo. Si celebreranno i 1600 anni dalla nascita della città di Venezia e i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta Dante.”
“Il 25 marzo 421 - continua il testo - nasce Venezia, la sua civiltà, la bellezza che stupisce il mondo, la sua fragilità ambientale ed il suo equilibrio tra natura e uomo, la forza economica e militare che l’ha resa protagonista di mille anni di storia del Mediterraneo e delle vie commerciali verso est.”
“Il 25 marzo 1321 - prosegue l'assessore regionale all'Istruzione - muore Dante, dopo aver visitato in esilio larga parte del Veneto e soprattutto Venezia che ricorderà nella sua Divina Commedia, insieme a Verona, Treviso, al ‘Sile e al Cagnan’, Padova, Cittadella e il temibile Ezzelino III, Rovigo o citando Vicenza attraverso il suo Bacchiglione.”
Nell'augurare infine ai docenti, scolari e studenti sparsi per il territorio regionale “che anche in questo difficile e lungo periodo non manchi mai il tempo della riflessione su chi siamo veramente, sulle nostre radici culturali, sul grande passato che ci ha modellati come popolo e come nazione e sul futuro che dobbiamo saper disegnare a partire dalla nostra matrice culturale”, la Donazzan ha concluso la lettera con uno squillante: “Buon Compleanno Venezia! Buon ricordo al Padre della Lingua Italiana!”.
Evocativa e patriottica, come sempre. Mancava solamente il sorvolo ideale delle Frecce Tricolori a suggello del tutto. Peccato che Dante Alighieri non morì il 25 marzo 1321 ma terminò la sua vita terrena, a Ravenna, nella notte fra il 13 e il 14 settembre dello stesso anno, come attestano non solo i biografi del Ghibellin Fuggiasco e l'Enciclopedia Treccani, ma anche la consultatissima Wikipedia. La giornata del 25 marzo, come ho già spiegato nel mio precedente articolo “Pontedì”, è stata scelta per la celebrazione del “Dantedì” solo perché gli studiosi ipotizzano che proprio in questa data Dante abbia iniziato il suo viaggio raccontato ne La Divina Commedia.
Certo a tutti può capitare di sbagliare sulle date - come certamente confermerà la memoria sulle interrogazioni scolastiche di ciascuno di noi -, ma che lo faccia su una lettera ufficiale un assessore regionale all'Istruzione rivolgendosi a professori, scolari e studenti è uno sfondone clamoroso. Tuttavia, con un comunicato stampa trasmesso questa mattina alle redazioni - intitolato “Errore di battitura sfruttato per alimentare un'ulteriore ed inutile polemica” - Elena Donazzan ha precisato che si è trattato appunto di un mero errore da tastiera. Qualcuno poi evidentemente se ne è accorto, visto che dal suo assessorato è successivamente partita una nuova lettera, trasmessa agli stessi destinatari, con il medesimo contenuto ma contenente l'errata corrige: “Nel 1321 muore Dante”.
Anche se il primo periodo della lettera (“Il 25 marzo 2021 è una data significativa per la cultura italiana e la storia del mondo. Si celebreranno i 1600 anni dalla nascita della città di Venezia e i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta Dante”) è rimasto inalterato.
Ma ormai la frittata era fatta. Perché nell'arco di tempo necessario a inviare la nuova missiva con la correzione, l'errore dell'assessore - dal momento che la lettera era stata trasmessa alle email scolastiche di tutto il Veneto con la sua firma autografa - era già finito nel tritacarne dei social, con una ridda di commenti che vi potete immaginare, per la gioia anche delle testate online che hanno immediatamente rilanciato la notizia dell'imbarazzante gaffe.
Sempre oggi, l'assessore regionale ha affidato la sua difesa di ufficio ad un post pubblicato sulla sua pagina Facebook.
“Apprendo che un errore di battitura contenuto in una mia lettera (dovuto ad un frettoloso riporto in fase di impaginazione, e non certo ad una lacuna storica) sta letteralmente facendo impazzire alcune persone che, probabilmente, non hanno molto altro da fare - scrive la Donazzan -. Un errore, peraltro, immediatamente risolto con l’invio di una errata corrige.”
“Sì, avete capito bene - prosegue il post dell'assessore -: mentre c’è chi muore a causa del covid, mentre la gente perde il proprio posto di lavoro o si trova costretta a chiudere la propria attività a causa delle restrizioni, della crisi economica e dei mancati ristori, c’è chi tenta maldestramente di sfruttare un errore di battitura per alimentare un’ulteriore ed inutile polemica. Ma in che mondo vivono queste persone?”.
“Dante, a chi semina discordia, destinò la nona bolgia dell’VIII Cerchio dell’Inferno (Canto XXVIII) - conclude la pasionaria di destra di Pove -. Io, a chi semina discordia, rispondo con un sorriso: il mio tempo preferisco utilizzarlo, come sto facendo con grande impegno e dedizione da molti mesi a questa parte, per salvaguardare posti di lavoro e accompagnare aziende venete in difficoltà fuori da questa crisi.”
A quanto pare, l'assessore ha sposato la filosofia del dantesco “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”, frase famosissima della Divina Commedia meglio nota nel suo remake popolare “Non ti curar di lor, ma guarda e passa”, fatta pronunciare a Virgilio nei confronti degli ignavi nel Canto III dell'Inferno.
I medesimi concetti del post sono ribaditi nel comunicato stampa inviato alle redazioni, corredato dei due allegati della lettera originaria e della successiva lettera corretta.
La vicenda ovviamente non finisce qui perché la pubblicazione del post sulla pagina Fb della Donazzan sta inevitabilmente provocando un'ulteriore serie di reazioni.
“Scusi se la correggo - afferma il primo commento postato sotto quello dell'assessore regionale -, quello che ha fatto “impazzire” tanti non è l'errore di battitura ma la volontà di commemorare una data sbagliata.” Ma c'è anche il supporter che ribatte: “Brava Elena!!!”.
E avanti così, chissà per quanto, fino a esaurimento scorte. Ahi ahi ahi signora Donazzan: speriamo che chi ha compiuto il “frettoloso riporto in fase di impaginazione” non finisca ad espiare le sue colpe nella bolgia dei dattilografi.

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