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Con mucho Sgarbo
Il duro attacco da Possagno di Vittorio Sgarbi contro Bassano che per il Bicentenario Canoviano va per conto suo: “Scorrettezza palese, azione irragionevole, una pugnalata alle spalle per delirio autonomistico”
Pubblicato il 20 mar 2021
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“Spero che sia collegato con noi quel giornalista così sofisticato che si chiama Tich ma a Tich voglio dire: con oggi parte la grande celebrazione di Canova per il secondo centenario, parte e ha sede a Possagno. Parte da Paolina, da questa bellissima scultura e da questo importante restauro. La scelta di Possagno è naturale, non la facciamo noi, è Canova che l'ha fatta.”
Quale onore: essere citato in conferenza stampa, e con cotante parole, dal professor Vittorio Sgarbi. E non importa se ha pronunciato “Tic” il mio cognome, come il gesto nervoso involontario. Del resto ci sono abituato. Il messaggio diretto al vostro umile cronista dal presidente della Fondazione Canova Onlus è riferito ai miei ultimi articoli, che Sgarbi ha letto, sulla decisione di Bassano del Grappa di fare una mostra per conto suo per il Bicentenario Canoviano del 2022. E la notizia, che il presidente della Fondazione sottolinea più volte nel corso dell’incontro online con i giornalisti, è che è pronto un testo di legge, da lui stesso sollecitato, che fa di Possagno la sede unica e ufficiale delle celebrazioni per l’importante anniversario culturale. La conferenza stampa in questione riguarda l’annuncio dell’inaugurazione al Museo Gypsotheca della mostra “Paolina. Storia di un capolavoro”, al momento visitabile solo online: una mostra dedicata al celebre gesso canoviano della Paolina Bonaparte, restituito alla sua integra bellezza dopo il restauro che ha ricomposto le dita del piede spezzate la scorsa estate da un maldestro turista austriaco. In realtà all’incontro stampa a distanza io non ero collegato, perché impegnato altrove per lavoro. Ma il vantaggio delle conferenze via Zoom è che possono essere registrate e quindi recuperate.
È stato lo stesso professore a chiamarmi oggi al telefono e a fare in modo che io ricevessi la registrazione delle sue dichiarazioni. Ascoltando le quali, mi è sgorgato naturale in testa un “che cosa mi ero perso”.
Foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet
Parlando di Bassano nella conference online, Vittorio Sgarbi è un fiume in piena. Una brentana di invettive, espresse peraltro con tono pacato e a tratti anche ironico, sulla scelta dell’amministrazione Pavan di intraprendere un percorso a sé stante per le celebrazioni dei 200 anni dalla morte di Antonio Canova. Come noto e come annunciato lo scorso 26 febbraio alla stampa nel chiostro del Museo Civico, nell’autunno del 2022 sarà allestita a Bassano la grande mostra su “Canova e l’Europa”, che sarà curata da Mario Guderzo e da Giuseppe Pavanello. Gli aspetti organizzativi saranno seguiti, a seguito di affidamento diretto del Comune, dalla società Villaggio Globale International del noto manager nel campo delle mostre d’arte Maurizio Cecconi. Bassano si è fatta anche un comitato scientifico ad hoc per gli eventi canoviani bassanesi, in attesa e in occasione del Bicentenario.
Peccato che, secondo quanto annunciato dallo stesso Comune di Bassano assieme a Fondazione Canova nell’ottobre dello scorso anno, sia stato predisposto un accordo di collaborazione tra i rispettivi Musei per il coordinamento delle celebrazioni del Bicentenario Canoviano “Canova 2022”, che ora per causa di Bassano diventa carta straccia.
Riferendosi a Mario Guderzo e alla mostra programmata a Bassano, Sgarbi dichiara: “L'ex direttore di Possagno, poi arrivato alla pensione, ha ritenuto con l’altro studioso di andare a Bassano e, senza nulla dire a Possagno, cosa piuttosto sgradevole e scorretta da parte dei due, ha proposto la sua mostra”. “Questa mostra - aggiunge - poteva anche essere fatta a Possagno e a Bassano, sempre in piena collaborazione. Non solo: mi hanno fatto fare una riunione a distanza per leggere uno statuto fatto da Bassano, che ho dovuto anche correggere perché aveva errori di grammatica e insensatezze, sul concordato per fare l’accordo tra i due Comuni per celebrare Canova, che abbiamo presentato alla stampa. Ovviamente noi disponibili e Bassano proponente.”
“Io sono andato a Bassano per parlare del comitato del Bicentenario che non io, ma il parlamento ha preparato per le celebrazioni - riferisce ancora Sgarbi -. Quindi tutti d’accordo, amicizia fraterna col sindaco, ma non si è mai parlato di una mostra da fare in comune perché era già pronta una pugnalata alle spalle, quella che poi è stata annunciata alla stampa qualche settimana dopo. Anche lì senza dirci nulla e dopo avere immaginato un accordo tra i due Musei, con testo proposto da loro, che io oggi non posso più firmare.”
“Bassano, presa da una specie di delirio autonomistico, ha commesso una scorrettezza così palese che contraddice non noi e non la nostra volontà, ma la loro - incalza il professore -. Hanno deciso all’improvviso di entrare in campo da soli. Non si capisce perché, senza dir nulla a noi. È una cosa talmente clamorosa che io mi auguro che facciano una cosa straordinaria. Questo non toglie che noi ne faremo una sicuramente più straordinaria e che il governo abbia indicato Possagno come sede per le celebrazioni.”
“Quindi - prosegue - loro sono una sede impropria, sono una terra straniera, sono un luogo dove possono fare, come chiunque può fare, una mostra su Canova, ma noi non possiamo dar loro nessun contributo perché siamo il luogo che lo Stato ha indicato come sede delle celebrazioni.” “Per cui - continua l’affondo - noi abbiamo subito un'intemperanza e un'azione assolutamente irragionevole, ma anche di grave mancanza di rispetto istituzionale non solo verso di me, ma verso il sindaco e la comunità di Possagno, verso Canova. A Bassano faranno la loro mostra sull’Europa ma noi non siamo assolutamente turbati e andiamo dritti sulla strada che è stata segnata prima da Canova e oggi dal governo. Questa cosa, con la complementarità indicata da Bassano, da loro invocata, con tutto quello che da oltre un anno e mezzo è accaduto, lascia costernati.”
Intanto a Possagno si è inaugurata “in trincea”, per le restrizioni in corso, la mostra su Paolina. “È il segnale che Possagno c’è ed è il luogo dove si celebreranno le manifestazioni per il secondo centenario della morte di Canova. Non ce n'è altro, sarà Possagno - afferma Sgarbi -. Possagno e la provincia di Treviso si apprestano a celebrare, in maniera determinata e con tutte le insegne del governo, il centenario. Tutti i gessi, tutti i marmi, tutti i dipinti resteranno a Possagno per dare il senso che qui è il luogo dove occorre andare per celebrare il secondo centenario della morte di Canova.”
A Possagno, dopo “Paolina. Storia di un capolavoro”, in primavera inoltrata si terrà un’altra mostra di confronto tra Caravaggio e Canova sul tema della “Maddalena”. “A fine anno -anticipa il presidente - faremo una grande mostra su “Canova e il contemporaneo”, con giovani artisti che si misurano con la figura umana, poi nel 2022 inaugureremo una grande, la più grande mostra di Canova.”
“Possagno è come Roma - dichiara Vittorio Sgarbi -. Tutto quello che Canova ha fatto a Roma oggi è a Possagno, Per cui è vero che è un paese piccolo, ma è vero che la grandezza di Canova la rende una capitale. È come andare al Louvre, all'Accademia di Venezia. Questa grandezza non è stata capita da Bassano che ha, a suo danno, pensato di separarsi da noi. Perché non può stare senza di noi. È come un cuore senza corpo, come una testa mozza. Perché il Museo di Bassano è meraviglioso, ci sono cose straordinarie. Però mentre loro hanno bisogno di noi, noi non abbiamo bisogno di loro. Perché Possagno è Roma, è una meraviglia del mondo come lo è Canova.”
Tanti saluti da Possagno a Bassano del Grappa. Con mucho Sgarbo.
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