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Luigi MarcadellaLuigi Marcadella
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Politica

Andreotti sul Ponte

L'inaugurazione, democristiana e presidenziale, che i bassanesi sognano

Pubblicato il 19 mar 2021
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Chissà se arriverà prima l’inaugurazione più attesa in città, ovvero quella del Ponte degli Alpini, tirato a nuovo dopo anni di tormentati lavori di ristrutturazione, o se invece dovremo accontentarci di celebrare qualche anniversario “immaginario” di illustri big della politica nazionale che nei decenni addietro hanno messo piede sul ponte sacro dei bassanesi.
Di sicuro il prossimo 22 agosto ricorre il cinquantacinquesimo anniversario della visita del sette volte presidente del Consiglio, Giulio Andreotti, al monumento ligneo bassanese più famoso del mondo. Il Divo giunse in città, con la moglie Livia e la figlia al seguito, non c’erano gli altri tre pargoli, nemmeno il figlio Lamberto, oggi potentissimo vicepresidente di Unicredit e presidente esecutivo di Bristol-Myers Squibb, multinazionale farmaceutica americana. E come riportano le cronache giornalistiche dell’epoca, oggi custodite nell’archivio Andreotti, si fermò a lungo a rimirare le bellezze dell’ottava città del Veneto, proprio dalla visuale incantevole del Ponte.
I quotidiani del tempo, Giornale di Vicenza e Gazzettino di Venezia, non specificano se il Divo Giulio avesse apprezzato anche il famoso “mezzo e mezzo” di Nardini, ma sul punto ci sono forti dubbi, visto che il presidente Andreotti era praticamente astemio.

Nel 1966 l’occasione della visita dell’allora Ministro dell’Industria e Commercio fu possibile, di ritorno dalla villeggiatura a Cortina, in occasione della Mostra della Ceramica a Palazzo Sturm, un tempo importante kermesse economica della terra democristiana vicentina, che dava lustro e visibilità all’arte dei maestri ceramisti bassanesi e novesi.
Per chiudere l’album dei ricordi del Divo in passeggiata sul Ponte dobbiamo fare un salto di oltre mezzo secolo e passare al “sogno democristiano 2.0”, legato alla strettissima attualità bassanese.
Il sogno è presto detto: quello di vedere il democristianissimo presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel governo Andreotti XI fu ministro della Pubblica Istruzione, ospite d’onore nella prossima inaugurazione del Ponte degli Alpini. Covid permettendo, la presenza del presidente Mattarella è legata alla cronologia dell’agenda quirinalizia, fitta di impegni celebrativi e di ricorrenze che caratterizzano le attività pubbliche del Capo dello Stato.
Ma proprio lo spirito democristiano di Bassano, sicuramente ormai evaporato nel gradimento elettorale dei bassanesi, ma ben presente nell’animo e nelle consuetudini profonde che animano la città che dava il 60% dei voti allo Scudo Crociato, potrebbe invece ancora rilasciare i suoi influssi positivi e mettere una mano “divina” sull’agenda presidenziale del 2021.

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