Ultimora
Politica
15 ago 2026
Scuole Pascoli, Canova e Case Parolini: c’è più tempo per decidere il futuro degli immobili
Geopolitica
14 ago 2026
Sviluppi nelle relazioni tra Russia e Siria: Mosca ridimensiona la sua presenza militare
Attualità
12 ago 2026
Uso dell’acqua potabile, scontro tra Comune e opposizione sulla crisi del Brenta
7 Aug 2026 21:04
Gardaland, 'il parco rimane aperto al pubblico'
7 Aug 2026 19:41
Maltempo in Veneto, salgono a 110 gli interventi dei pompieri
7 Aug 2026 17:44
Cappellari, 'mi sono inventato l'attentato, mi scuso con tutti'
7 Aug 2026 17:08
Nuovo incendio a pochi metri dalle attrazioni di Gardaland
7 Aug 2026 16:18
Alle Gallerie d'Italia Ferragosto a ingresso gratuito
7 Aug 2026 15:49
Uomo trovato morto in spiaggia a Chioggia, indagini in corso
7 Aug 2026 22:24
Zelensky risponde a Trump: 'Ci faremo i missili da soli'
8 Aug 2026 00:01
Fulmine colpisce sedicenne sul Monte Livata, è grave
7 Aug 2026 20:01
Il grande caldo sull'Italia, allerta per incendi al Centro Sud
Cronache dal Medioevo
Ritorno al passato: considerazioni a ruota libera sul caso della mozione Pietrosante contro il ddl Zan a tutela delle vittime dei reati di discriminazione sessuale
Pubblicato il 13 mar 2021
Visto 11.782 volte
Cronache dal Medioevo. Mentre siamo alle prese con un violento rigurgito dell'emergenza Covid, con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista sociale ed economico, il consiglio comunale di Bassano del Grappa ha ben pensato di dedicare parte del suo tempo a discutere sul ddl Zan. Così viene chiamato il ddl (disegno di legge) n. 2005, più compiutamente indicato come ddl Zan-Scalfarotto - dal nome dei suoi due firmatari, gli onorevoli Alessandro Zan e Ivan Scalfarotto -, già approvato dalla Camera e attualmente in discussione al Senato, che prevede “misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità̀ di genere e sulla disabilità”.
Come siano andate le cose ormai lo sapete tutti e l'ho raccontato nel mio articolo “Mai dire gay”: il consigliere di maggioranza del gruppo #Pavan Sindaco Gianluca Pietrosante, con in tasca la tessera di Fratelli d'Italia, ha presentato una mozione che impegna il sindaco “a farsi portavoce, presso il Parlamento, del dissenso all’approvazione del disegno di legge”.
Mozione approvata con il voto favorevole della maggioranza, al cui interno si sono però verificate anche due astensioni. Al netto dell'“utilità pratica” di un atto consiliare del genere, la decisione del consiglio di Bassano su questa scabrosa tematica ha suscitato un vespaio di reazioni da parte politica e della società civile. Ancora oggi, parole di sostegno alla mozione Pietrosante sono giunte dal portavoce del Circolo FdI di Bassano Nicola Giangregorio, mentre una dura presa di posizione contro la mozione stessa è stata espressa dal Laboratorio Obiettivo 5 di Bassano, che raggruppa nove associazioni della città (Presidio Libera Bassano-Marostica, Gruppo 8 Marzo, Gruppo Oltrevia, Circolo Tondelli, Associazione Aura, Bassano Accessibile, Circolo Carotti, Associazione Casa sull'Albero, Circolo ACLi Pietro Roversi). “Non condividiamo - scrivono le associazioni in un comunicato - e non ci sentiamo rappresentate e rappresentati dall'impegno preso dalla Sindaca e dalla Giunta a nome di un'intera città, mai consultata in merito.”
Hieronymus Bosch, 'Il giardino delle delizie', particolare. Fonte immagine: lambiek.net
Reazioni inevitabili, dal momento che è stata imposta una decisione politica dall'alto su una questione che tocca le corde dell'intimo “io” dei singoli cittadini, del loro concetto di unione affettiva e di “famiglia” e della loro identità, non solo di genere.
Io personalmente sono per la libertà assoluta in materia di orientamento sessuale e quindi anche del tipo di famiglia che una persona vuole costruire: cristianamente unita oppure di fatto, convivente, monoparentale, allargata, omoparentale, stepfamily eccetera.
Non è una concezione “di sinistra”, è la presa d'atto di una società globale che ha rivoluzionato i modelli di unione affettiva, per quanto la cosiddetta “famiglia nucleare” (tradizionale) rappresenti ancora e sempre, perlomeno in Italia, il nucleo sociale prevalente. Mi dispiace quindi per l'amministrazione Pavan, ma è già da tempo che nel mondo e quindi anche nella piccola Bassano, dal punto di vista dell'identità di genere e della formazione delle strutture familiari, #Si Cambia.
Si può essere, ovviamente, d'accordo oppure no circa questa evoluzione della composizione sociale delle famiglie del terzo millennio. Anche perché, fortunatamente, nel nostro Paese vige costituzionalmente la libertà di pensiero. Ma proprio questo è il punto.
Chi approva idealmente la mozione Pietrosante contro il ddl Zan - come si evince dai commenti apparsi sui social - sostiene il fatto che l'approvazione del disegno di legge nazionale “rischierebbe di aprire a derive liberticide” e “finirebbe col colpire l'espressione di una legittima opinione” mentre la scelta di opporsi al ddl ribadisce “un principio sacro a chi ama la libertà di espressione”. In altre parole, il provvedimento legislativo verrebbe a minare la libertà di pensiero su questa ampia e delicata tematica.
Lo stesso Pietrosante, nel testo della sua mozione, afferma che il disegno di legge n. 2005 “è suscettibile di violare i principi democratici che modellano il moderno sistema politico occidentale, rendendolo così ad uno stato di perenne principio di contraddizione in quanto verranno violati capisaldi morali e politici come la libertà di pensiero, la libertà di parola, la libertà di opinione, la libertà di associazione, la libertà di stampa, la libertà di educazione, la libertà di insegnamento e la libertà religiosa”. Nientepopodimeno.
Si tratta di un'interpretazione distorta della realtà, giacchè gli atti illeciti presi di mira dal ddl non comprendono i puri reati di opinione, per i quali esiste già lo strumento della querela per diffamazione, bensì riguardano i fenomeni dell'omofobia e dell'omotransfobia per i quali si intende aumentare la tutela legislativa inasprendo le pene per chi commette crimini motivati dall’orientamento sessuale altrui. Il ddl non riguarda cioè le “parole”, ma i “comportamenti”: tutti gli atti di odio, di violenza o di discriminazione nei confronti di persone colpite o perseguitate per le loro scelte sessuali.
Il concetto di “discriminazione” era già stato introdotto nel nostro ordinamento penale con la legge Mancino del 1993, che comprende i reati d'odio commessi “per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”. L'attuale ddl ne amplia la sfera di applicazione, allargandola agli atti di violenza e di incitamento alla violenza per motivi fondati sul sesso, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere o sulla disabilità. Col ddl Zan non vengono pertanto puniti soltanto coloro che commettono il fatto ma anche coloro che istigano a farlo.
Ditemi voi cosa c'entra tutto ciò con la libertà di pensiero, libertà di parola, libertà di stampa, libertà di educazione, libertà religiosa. L'unica libertà che viene stroncata dal provvedimento legislativo è quella di commettere soprusi su questa categoria di soggetti resi deboli dalle derive dell'odio sociale.
Ritornando alla mozione votata favorevolmente dal consiglio comunale, vorrei ricordare ad Elena Pavan, anche se si tratta di una cosa trita e ritrita, che lei è il sindaco di tutti i bassanesi. Anche di quelli che non condividono i canoni della “maggioranza sociale” composta dalle famiglie tradizionali, fondate sull'unione eterosessuale religiosamente e/o civilmente celebrata. Approvando la mozione contro il ddl n. 2005, la sua maggioranza ha lanciato un messaggio di esclusione dalla città di questi concittadini. Complimenti: davvero un capolavoro. Un gesto politico che costruisce un muro tra chi governa attualmente la città e una componente “sommersa” di cittadinanza eppure presente nel tessuto sociale bassanese, se è vero che il primo matrimonio gay è stato celebrato dal Comune di Bassano ancora alcuni anni fa.
Ritorna di pregnante attualità quanto reso noto nell'ormai lontano 2012 dai referenti del Circolo Tondelli Lgbt di Bassano del Grappa, a margine della manifestazione “Bassano Pride”. E cioè che “nelle piccole città le comunità omosessuali ci sono, e ci sono anche a Bassano” e che a Bassano “ci sono anche i transessuali e gli intersessuali”.
Già allora nella nostra città si erano verificate diverse aggressioni, anche all'esterno della sede del Circolo al termine di qualche serata, contro esponenti della comunità Lgbt. “Vengono aggredite di solito persone sole, da parte di più individui - aveva riferito in conferenza stampa il coordinatore del Circolo Tondelli Giuseppe Sartori -. Ma questi fatti non vengono denunciati, perché denunciare vuol dire esporsi.”
Ecco: sono proprio queste “aggressioni” uno dei reati di violenza generata dall'odio di genere che il ddl Zan è inteso ad arginare. Opporsi alla tutela legislativa delle persone sessualmente discriminate significa favorire un ritorno al passato di cui sinceramente, con tutte le priorità socio-economiche di questo momento di pandemia senza fine, non abbiamo bisogno. Ciò che è stato richiesto ieri dai sindacati - e cioè la revoca immediata della mozione Pietrosante - non è una proposta campata per aria. Sarebbe un segno tangibile, da parte dell'amministrazione comunale, della volontà di ricompattare la comunità bassanese, che come tutte le comunità è un insieme sociale composto da tante differenze.
È assai difficile tuttavia, visti i precedenti, che l'amministrazione Pavan ritorni sui suoi passi. E se la mozione non verrà stralciata, dovremmo prevederne le conseguenze.
Quelle di un sindaco di una città di poco più di 40mila abitanti che nel “farsi portavoce in Parlamento del dissenso all'approvazione del disegno di legge” certamente non cambierà le sorti della discussione sul ddl in Senato e quelle di una città che per mancanza di condivisione, per questa come per altre vicende come la scuola Mazzini, si allontanerà sempre di più dal Palazzo.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Attualità
10 ago 2026
Parcheggi, solo un posto riservato ogni due permessi nel centro storico
Visto 3.691 volte
Politica
15 ago 2026
Scuole Pascoli, Canova e Case Parolini: c’è più tempo per decidere il futuro degli immobili
Visto 1.080 volte
Politica
15 ago 2026
Ristorazione e turismo senza futuro: la lenta agonia dell'Istituto Maffioli
Visto 886 volte
Attualità
12 ago 2026
Uso dell’acqua potabile, scontro tra Comune e opposizione sulla crisi del Brenta
Visto 808 volte
Musica
11 ago 2026
Asiago Live attende Cristiano De André, Nigiotti, Panariello e The Kolors
Visto 779 volte
Imprese
11 ago 2026
Aumenti da record per gas ed elettricità: il terziario rischia il collasso
Visto 524 volte
Geopolitica
10 ago 2026
Usa-Israele, dagli aiuti militari a una partnership strategica permanente?
Visto 486 volte
Attualità
02 ago 2026
Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»
Visto 23.531 volte
Politica
26 lug 2026
Futuro Nazionale nomina il primo direttivo cittadino di “destra pura”
Visto 22.143 volte
Politica
18 lug 2026
Elezioni provinciali di Vicenza: l'appello dei nove grandi Comuni per un listone unitario
Visto 21.898 volte
Politica
24 lug 2026
Il progetto del Tribunale della Pedemontana approda alla Camera
Visto 21.573 volte
Politica
22 lug 2026
Tribunale della Pedemontana: «Alcuni sindaci non possono riscrivere la storia»
Visto 21.110 volte
Politica
22 lug 2026
I comuni fanno squadra sul digitale: investimenti per non lasciare indietro nessuno
Visto 20.921 volte
Politica
28 lug 2026
Bilancio e spiaggetta di Via Pusterla: due passaggi che interrogano la maggioranza
Visto 20.832 volte
Politica
26 lug 2026
Tensioni sul futuro di San Lazzaro, la maggioranza boccia il blocco dei cantieri
Visto 20.831 volte
Politica
20 lug 2026
Mail dei Quartieri: Pietrosante presenta un'interrogazione in vista del Consiglio
Visto 20.507 volte