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Redazione
Bassanonet.it
Sua Emergenza
Intervista al sindaco Finco dopo la decisione di trasferire le classi della primaria Pascoli nel Tribunale. “Quella per il Tribunale è una battaglia che io voglio continuare finché potrò, ma in momenti di emergenza si utilizza quello che si ha”
Pubblicato il 07-02-2025
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Nicola Finco, The Day After.
Ieri la notizia della decisione del sindaco di Bassano di aprire le porte della Cittadella della Giustizia di via Marinali, stabile di proprietà comunale, per ospitare fino al termine dell’anno scolastico i 150 bambini della primaria Pascoli, rimasti privi di sede scolastica per i noti problemi di sicurezza sopravvenuti nell’edificio di viale Diaz.
Questa mattina in città non si parlava ovviamente d’altro, mentre sul piazzale d’ingresso del cosiddetto “Nuovo Tribunale” il cancello aperto e il furgone di una ditta di elettricisti (che vedete nella foto pubblicata in calce) facevano capire che gli ultimi lavori di rifinitura sugli impianti del fabbricato giudiziario, per consentire l’avvio delle lezioni, sono già partiti.
Foto Alessandro Tich
Nel frattempo, è stata già fissata anche la tempistica per la partenza dell’attività scolastica in quello che fino a giugno si trasformerà in un “Tribunale montessoriano”.
Il primo giorno di scuola nelle aule provvisorie della Cittadella giudiziaria sarà giovedì prossimo 13 febbraio. Con l’aggiunta della parola “speriamo”, scritta tra parentesi.
Così è stato comunicato ai genitori dei bambini della scuola primaria Pascoli in una circolare trasmessa oggi dalla dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Statale n. 3, Anna Rita Marchetti.
Da lunedì 10 a mercoledì 12, nell’attesa di “entrare in Tribunale”, gli alunni svolgeranno regolare attività didattica solamente al mattino presso i locali della scuola media Bellavitis, della parrocchia della Ss. Trinità e della biblioteca comunale.
La scelta dell’amministrazione comunale è solo una soluzione contingente per risolvere un’emergenza scolastica o è anche una prova tecnica, nonostante i proclami, di abbandono della battaglia per il Tribunale della Pedemontana?
Cerchiamo di capirlo dalle parole del sindaco di Bassano del Grappa.
Sindaco Finco: che reazioni ha ricevuto, lei personalmente, alla notizia della sua decisione di collocare le classi della scuola primaria Pascoli nella Cittadella della Giustizia?
Diciamo che i genitori sono tutti tranquilli. E questa è la cosa più importante, perché comunque abbiamo uno stabile sicuro, nuovo per queste 150 famiglie e per i bambini. Quindi possiamo stare tranquilli che continuerà la formazione e la crescita dei nostri ragazzi. Da parte degli avvocati bassanesi, ovviamente, c’è qualche perplessità. “Dobbiamo stare attenti”, dicono, “perché quando porti delle realtà diverse all’interno del Tribunale vuol dire che il Comune ha abbandonato la battaglia per il Tribunale” o che comunque abbiamo già trovato la soluzione per quell’edificio. Non è assolutamente così. Questa è una soluzione tampone. D’altra parte non avevo altre alternative, se non o mettere i ragazzini all’interno dei container o utilizzare questo stabile. E posso dire, dalle prime reazioni di questa mattina, che la città ha colto favorevolmente la scelta. Una scelta che in molti hanno definito “coraggiosa”, però è una scelta anche doverosa nei confronti di questi ragazzi.
C’è però chi dice che lei ha preferito accontentare 150 famiglie e non qualche decina di avvocati…
No, no, assolutamente. Io ieri ho sentito l’avvocato Mauro e ne ho sentiti anche altri. La battaglia per il Tribunale continua. Infatti stiamo già programmando altre iniziative da portare avanti. Però è ovvio che abbiamo uno stabile chiuso da 13 anni, abbiamo solamente ripristinato l’impianto elettrico e quello del gas ed è perfettamente funzionante. Questo sta a significare, innanzitutto, che purtroppo sono stati investiti 12 milioni di euro che negli ultimi 13 anni non sono stati assolutamente utilizzati e, secondariamente, che in momenti di emergenza si utilizza quello che si ha. Quindi è stata la soluzione più veloce e indolore.
Riguardo al progetto del Tribunale della Pedemontana: dopo gli annunci al Senato e dopo il recente incontro qui in municipio col sottosegretario Ostellari, lei ha la reale percezione di come stiano andando le cose? Ha qualche certezza?
L’unica certezza che ho è che questa è una partita che o si risolve adesso, oppure tutto si complicherà. Consideriamo i tempi della legislatura in corso: se guardiamo bene, tirando via i tempi della campagna elettorale, a Roma c’è un altro anno di legislatura. Quindi, se da parte del ministro Nordio c’è questa volontà di portare questo testo in Consiglio dei Ministri e di iniziare l’iter parlamentare, allora bene. Nel giro di un anno possiamo anche avere una risposta. Ma se entro breve l’iter non inizierà, vuol dire che il Governo non avrà l’intenzione di andare avanti con questo progetto. Fortunatamente, ad oggi, e ho sentito anche ieri il sottosegretario Ostellari, sembra che il ministro voglia quanto prima andare in Consiglio dei Ministri. Da quello che ho capito, sembra ci sia una compattezza della maggioranza e anche a livello di Governo - a parte qualche defezione, come il senatore Zanettin per ovvie ragioni, piuttosto che altri parlamentari che la pensano diversamente - per quel che riguarda l’idea di rivedere la geografia giudiziaria e aprire questi quattro Tribunali. Quindi io sono fiducioso, però adesso siamo ad un bivio. O va o non va. Non è che possiamo raccontarla per altri 13 anni. O il Governo si decide adesso e si va avanti, oppure vedo tutto più complicato. Però, fortunatamente, mi sembra ci sia una chiara volontà politica.
Lei ha già detto più volte che sul Tribunale il Governo deve dare una risposta quanto prima, altrimenti verranno pensate altre soluzioni per quell’edificio. Al di là del problema contingente da risolvere, non è che l’arrivo degli scolari nel Tribunale lancia anche un messaggio a Roma? Cioè: “Guardate che, nel caso, in quello stabile siamo pronti a fare anche altro?”
No, perché questa è una battaglia che io voglio continuare finché potrò, che porterò avanti e non voglio lanciare nessun tipo di messaggio a Roma. Più che altro, questa occasione, pur nella sfortuna, mi permette di far capire ai bassanesi l’importanza di avere uno stabile del genere in centro storico, che fino ad ora non è stato utilizzato. Le stesse 150 famiglie che porteranno i bambini all’interno dello stabile, si renderanno conto di che patrimonio abbiamo. Già ieri, quando ho portato all’interno gli insegnanti e i rappresentanti delle famiglie, sono rimasti stupiti nel vedere uno stabile che, oltre ad essere nuovo, è rifinito nei minimi particolari, con pavimenti in parquet, vetrate, insomma strutture modernissime in uno stato di completo abbandono. Quindi si sono resi anche conto degli sprechi che ci sono all’interno di questo Paese. Serve anche per spronare il Governo ad intervenire e a dare una risposta.
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