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L'assessore regionale Elena Donazzan nuovamente censurata da Facebook per un post pubblicato sulla sua pagina social. “Viviamo in un clima da dittatura, non accetto che qualcuno decida per me ciò che posso dire e fare”

Pubblicato il 21 dic 2020
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Non è la prima volta che accade. Era già successo poco più di un anno fa, quando Facebook le aveva oscurato alcuni post legati alla sua partecipazione ad un convegno organizzato da Casapound. Adesso Elena Donazzan, assessore regionale del Veneto in quota Fratelli d'Italia, è finita nuovamente nel mirino del social network di mister Zuckerberg.
L'oggetto del contendere, questa volta, è un post da lei pubblicato sulla sua pagina social lo scorso 16 dicembre, a commento della notizia della convalida dell'arresto di tre studenti fiorentini legati al movimento giovanile di destra Blocco Studentesco, finiti nei guai con la giustizia per aver fatto del volantinaggio all'interno del loro liceo contro il governo Conte.
Su Fb la Donazzan ha detto la sua, affermando tra le altre cose che “la libertà è un concetto che la sinistra interpreta con la dittatura del pensiero”.

Fonte immagine: Facebook / Elena Donazzan

Immediata la reazione di Facebook che ha limitato la pagina social dell'assessore regionale e comunicato che “la pagina rischia di essere nascosta...a causa delle continue violazioni degli Standard della Community”.
Dura la replica della Elena di Pove, che sul fatto annuncia battaglia.
“Ecco l'ennesima censura promossa da Facebook, una palese violazione della mia libertà di pensiero e di espressione - dichiara la Donazzan in un comunicato stampa -. Ho solamente espresso la solidarietà a questi ragazzi, arrestati per un volantinaggio in una scuola contro l'attuale governo: una manifestazione repressa con una pesante limitazione della libertà personale a carico di studenti senza precedenti penali, e con l’apparente motivazione dell'adesione ad un orientamento politico. Il problema è che non c'è Giustizia se si arrestano dei ragazzi per le loro idee, e non c'è Libertà se si permette a qualcuno di decidere cosa è giusto pubblicare e cosa no”.
“La verità è che stiamo vivendo un clima da dittatura - aggiunge l'esponente veneta di Fratelli d'Italia -. Non accetto che un algoritmo o non meglio identificati moderatori di un ente privato, nascondendosi dietro generici ‘standard della community’ decidano cosa un esponente politico ed un cittadino possono o non possono dire e a chi possono esprimere la propria solidarietà.” “Ho dato mandato di scrivere a Facebook, perché esigo che siano eliminate le limitazioni alla pagina social ed il post sia ripristinato - conclude la Donazzan -. Se ciò non accadrà valuterò di adire le vie legali per tutelare la mia libertà di pensiero e di espressione.”
Per la serie: Sereno Natale a tutti.

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