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A volte, per renderci realmente conto dell'entità delle spese nel campo dei Lavori Pubblici, bisogna fare la conversione tra il nuovo e il vecchio conio. Il linguaggio delle lire, rispetto a quello dell'euro, ci fa infatti percepire la dimensione degli esborsi in maniera più immediata. È il caso, ancora una volta, del nostro caro Ponte Vecchio. Caro non solo in termini affettivi, ma anche dal punto di vista del quadro economico complessivo di spesa riguardante il suo pluriennale restauro. Il quale ammonta ufficialmente a 6 milioni e 700.000 euro, come indicato sul cartello di cantiere, ma che in realtà - dopo l'escussione della garanzia assicurativa del precedente appaltatore - nell'agosto dello scorso anno è stato aggiornato ad oltre 8,8 milioni (www.bassanonet.it/news/27943-ponti_d_oro.html). Di adeguamento in alto dei costi abbiamo già più volte scritto in passato, tra variazioni in corso d'opera, lavori di somma urgenza e altre cose.
Adesso è il turno delle ture, vale a dire le nuove “barriere” di cantiere realizzate in destra Brenta, con accesso da via Volpato, per la messa in asciutta dell'area di lavoro in alveo sulle stilate 3 e 4 e per consentire l'accesso dei camion e delle macchine operatrici. L'appaltatore Inco Srl ne ha affidato la costruzione in subappalto alla Brenta Lavori Srl, che aveva già curato la realizzazione delle ture in sinistra Brenta. In origine la Inco era stata autorizzata dal Comune a subappaltare l'esecuzione delle ture in alveo alla Brenta Lavori per un importo di 427.385,80 euro. Tuttavia lo scorso 19 dicembre la Inco aveva richiesto al Comune di Bassano l'autorizzazione ad elevare l'importo del subappalto a 587.079,72 euro. Circa 160.000 euro in più. Autorizzazione che è stata concessa dalla “stazione appaltante” con determinazione del dirigente dell'area Lavori Pubblici.
In termini tecnici si chiama “elevazione di subappalto”. Dunque, alla fin fine, la costruzione delle ture di destra viene a costare oltre 587mila euro. Vale a dire - ed eccoci qua, al fatidico momento della conversione - oltre 1 miliardo delle vecchie lire. 1 miliardo, 132 milioni e rotti, per la precisione. Per gli addetti ai lavori forse sarà una cosa normale. Ma per me, comune cittadino, si tratta di una cifra davvero esorbitante.
Foto Alessandro Tich
Sicuramente la richiesta di autorizzazione all'aumento avrà avuto le sue ragioni, per un intervento logisticamente più difficoltoso rispetto all'esecuzione delle ture sul lato Bassano, che potevano disporre dell'ampia e comoda “area di partenza” dell'isolotto Pusterla.
Va inoltre specificato che l'incremento dei costi di subappalto non comporta per il Comune nuovi impegni di spesa, fermo restando l'importo di contratto di 4.332.914,81 euro, Iva al 10% compresa, quale corrispettivo per la ditta appaltatrice di Pergine Valsugana.
Si tratta dunque di un riassestamento dei rapporti economici tra appaltatore e subappaltatore e il quadro generale di spesa dei lavori di ristrutturazione del Ponte rimane invariato. Ma permettetemi di sottolineare, in questa sede, cotanto costo di esecuzione della striscia di terra sul Brenta che per me è assolutamente sorprendente.
Insomma: l'intervento di ripristino e consolidamento del Ponte di Bassano si sta dimostrando un'opera di grande caraTura. CaraTura mondiale.
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