Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 06-06-2019 00:01
in Attualità | Visto 2.194 volte
 

La scommessa

A proposito dell'assessorato alla Cultura, che il sindaco Pavan ha assegnato a se stessa

La scommessa

Foto: Danilo Omodei

La vera notizia del giorno è nascosta tra le righe della presentazione della nuova giunta comunale di Bassano del Grappa, avvenuta oggi: il nuovo assessore alla Cultura (e ai Musei) è il sindaco Elena Pavan.
Non dispongo ancora ovviamente - e ne disporrò solamente strada facendo nel seguire l'attività dell'Amministrazione - degli elementi di riscontro per poter dire se si tratti di una “promozione” del referato in questione, che il più importante rappresentante politico della città ha affidato alle sue stesse mani. Oppure di una “retrocessione”, nella misura in cui alla Cultura è stato tolto l'assessorato specifico, inserito tra le mille altre cose a cui il sindaco dovrà pensare.
Si tratta comunque di una mossa insolita, e a suo modo di una scommessa.
A dire il vero, una città come la nostra - per la ricchezza del patrimonio culturale e le sue ricadute sul progresso sociale innanzitutto e poi sullo sviluppo turistico e quindi economico - avrebbe bisogno, come ha sempre avuto, di un assessore alla Cultura a tempo pieno. Ma il rapporto tra il compito svolto e il tempo dedicato dipende dall'impostazione che alla promozione e alla gestione delle attività culturali si vuole dare.
O ci si limita, cioè, al ruolo di sostenitore amministrativo dei programmi e dei progetti promossi, avviati e realizzati dalle strutture culturali pubbliche che già abbiamo la fortuna di avere (Musei Civici e Operaestate in primis), oppure si va ben oltre l'ordinaria amministrazione per applicare a vantaggio della comunità la propria formazione specifica nel campo e lasciare indelebilmente nelle politiche per la Cultura la propria impronta.
Nel secondo caso, tuttavia, bisogna avere i requisiti per farlo e l'ultimo assessore alla Cultura di Bassano che ha validamente dimostrato di saperlo fare, come ho già scritto a suo tempo, è stato il compianto professor Giorgio Pegoraro.
Ma un Giorgio Pegoraro non nasce tutti i giorni e non è certamente facile trovare in giro figure di questo livello, capaci di armonizzare la sapienza accademica con la sapienza politica e in grado di regalare a Bassano, grazie al loro curriculum rivolto al pubblico bene, il profilo culturale che si merita. Tempo addietro avevo anche scritto un articolo di fantapolitica in cui commentavo e soprattutto auspicavo, tra il serio e il faceto, l'ipotesi di un assessorato alla Cultura affidato al dottor Mario Guderzo. Ben sapendo, oltre tutto, che questo era allora ed è anche oggi l'ultimo dei suoi pensieri, tanta è la soddisfazione e il prestigio internazionale che il suo recentemente rinnovato incarico a Possagno, come direttore della Gypsotheca e Museo Antonio Canova, gli rende quotidianamente.
Ma quell'articolo aveva solo lo scopo di stimolare una riflessione sull'importanza che a Bassano si vuole dare o meno alla Cultura nella scala dei valori di comunità e sulla reale volontà politica di affidarne le redini a persone veramente degne del ruolo.
Con questo - a scanso di equivoci - non voglio assolutamente dire che il sindaco Pavan non sia “all'altezza” del referato auto-assegnatosi: certamente vorrà e saprà fare del suo meglio e già dall'esito della campagna elettorale ha dimostrato che una sua peculiarità è quella di sorprenderci. Dico solo, come ho già scritto, che si tratta di una scommessa.
Di una grande scommessa, per l'esattezza: quella di riuscire a seguire la Cultura (e assieme ad essa anche i Musei, l'Archivio e la Biblioteca) con lo stesso impegno con cui dovrà seguire gli Affari istituzionali, la Comunicazione istituzionale e i Quartieri, tra l'uno e l'altro degli infiniti atti, progetti, documenti e delibere che arriveranno sulla sua scrivania in questi cinque anni. Ha dichiarato ai cronisti Elena Pavan subito dopo la sua elezione, sul fatto di essere il primo sindaco donna di Bassano: “Io ho avuto molti riscontri anche da parte degli uomini, nel senso che noi donne abbiamo delle caratteristiche di determinazione, di capacità di far quadrare il cerchio”.
Ebbene: questo è il primo grande cerchio da far quadrare.