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Le luci di Bassawood

È il momento del primo ciak del film “Villetta con ospiti”, girato per gli esterni a Bassano. Il regista Ivano De Matteo parla delle “alchimie” con la città: “Bassano ha parzialmente scritto la sceneggiatura”

Pubblicato il 08 nov 2018
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Benvenuti a Bassawood: la città del cinema, delle mirabolanti location e del casting territoriale. Dopo l'eccitante solfa della fiction “Di Padre in Figlia”, che tra una cosa e l'altra ha riempito le cronache locali per oltre un anno e mezzo, ora approda in riva al Brenta il cinema vero. Stanno infatti per incominciare le riprese del film “Villetta con ospiti” del regista Ivano De Matteo. Una coproduzione italo-francese di Rodeo Drive con Rai Cinema e Les Films d'Ici, su soggetto e sceneggiatura di Ivano De Matteo e Valentina Ferlan e con un nutrito cast (Marco Giallini, Michela Cescon, Massimiliano Gallo, Erica Blanc, Cristina Flutur, Monica Billiani, Tiberiu Dobrica e con Bebo Storti e la partecipazione di Vinicio Marchioni) per un'opera realizzata con il sostegno della Regione...Lazio.
Le prime scene - con divieto di circolazione e di sosta dalle 7 alle 14 - saranno girate domani, giovedì 8 novembre, tra l'ingresso della casa di riposo Villa Serena e la residenza-casa di riposo delle suore Casa Betania, in zona Contrà San Giorgio, trasformata per l'occasione nell'azienda vinicola della famiglia Tamarin, protagonista della trama, con tanto di uva e viti “applicate” per esigenze cinematografiche. Insomma, a Bassano se non è grappa è vino. Ma diversamente dalla fiction televisiva della Franza family, produttrice di distillati, la città non sarà esplicitamente riconoscibile dal pubblico nazionale, fatta eccezione ovviamente per i bassanesi. Un po' come il dimenticabile film “Cose dell'altro mondo”, girato a Bassano sette anni fa.
“Villetta con ospiti” - come da sinossi consegnata ai cronisti alla conferenza stampa di presentazione nella Sala Dapontiana del Museo Civico - si sviluppa in “ventiquattr'ore per raccontare una splendida famiglia borghese e una ricca cittadina del nord Italia”.

Giovanni Cunico, Roberto Astuni e il regista Ivano De Matteo (foto Alessandro Tich)

“Di giorno - spiega ancora la presentazione di sintesi dell'opera - le nostre signore e i loro mariti ostentano pubblica virtù ai tavolini dei caffè. Poi, di notte, la commedia scivola nel noir ed esplode il lato oscuro della provincia in un susseguirsi di meschinità e violenze.”
“I sette vizi capitali incarnati dai sette protagonisti - conclude il testo - si palesano ai nostri occhi quasi con innocenza. Nessuno è accusabile di nulla anche se, tutti insieme, si macchieranno del peggiore dei peccati.”
Insomma: la “provincia oscura” ancora una volta proiettata sul grande schermo.
Informa un comunicato stampa trasmesso ieri dal Comune: “Il progetto di questo film arriva a Bassano grazie alla collaborazione tra Vicenza Film Commission e la Città di Bassano del Grappa, che negli scorsi mesi hanno coordinato i sopralluoghi con il regista ed i suoi collaboratori, sopralluoghi che si erano concentrati inizialmente a Bassano del Grappa e a Vittorio Veneto, come spiegano dalla Vicenza Film Commission”.
“Grazie all'indispensabile collaborazione tra istituzioni, operatori e professionisti del settore - aggiunge la nota stampa -, la scelta è alla fine ricaduta su Bassano. Intorno a questo mondo registriamo un sempre maggior interesse, al punto che al casting hanno risposto migliaia di persone da tutta Italia nonostante si cercassero per i piccoli ruoli e le comparse solo residenti in Veneto.”
I toni bassawoodiani del comunicato si riflettono nel clima cordial-cameratesco della conferenza stampa, che più che un incontro con i giornalisti sembra una rimpatriata tra amici. “Il contatto con Vicenza Film Commission, con la richiesta di un sopralluogo nel territorio, è avvenuto un mese e mezzo fa - afferma Roberto Astuni -. Ho chiamato l'assessore Cunico per i sopralluoghi che si sono svolti assieme al location manager Pierpaolo Cortesi, una persona speciale e molto professionale.”
Ora la troupe resterà a Bassano in tutto nove giorni, per i ciak esterni. Tra le location prescelte, con relativi divieti di transito e sosta nei giorni e orari delle riprese: Prato Santa Caterina nord (lato via S. Stefano), piazza Castello degli Ezzelini, via Matteotti, piazza Libertà, piazza Garibaldi, via Ca' Rezzonico e viale dei Martiri. Le scene interne saranno invece riprese a Roma.
Tutto dipenderà comunque dalla clemenza del tempo. “Speriamo nell'estate di San Martino” - afferma il regista Ivano De Matteo che aggiunge: “Bassano ci ha aperto tante porte. Con Valentina Ferlan, che è la mia compagna, abbiamo scritto una storia ambientata nel Nordest ma senza ancora sapere dove avremmo girato. Scriviamo film con luoghi “inventati” e abbiamo valutato tre-quattro ipotesi tra cui Bassano, Vittorio Veneto e Vicenza.” Poi...il miracolo: “Cercavamo una chiesa con un organo a canne e con un sagrato di determinate caratteristiche, e l'abbiamo trovata qui. Avevamo messo in sceneggiatura dei lampadari di cristallo e li ho trovati al Caffè Danieli. Sono alchimie. Bassano ha parzialmente scritto la sceneggiatura, è co-sceneggiatrice del film.”
Diventando anche “irriconoscibile”.
Ad esempio lo spiazzo antistante villa Ca' Rezzonico, sulla statale, sarà trasformato grazie anche alle tecnologie digitali nell'area esterna di un cantiere edile, dove i muratori si ritrovano per pranzare presso un furgone da street food. Ci sarà anche la betoniera, procurata grazie ai buoni uffici della Film Commission. E via dicendo.
E il regista chiarisce: “Il film è ambientato non a Bassano, è Italia. C'è un poliziotto che è di Napoli, un prete che è veneto e un medico che è milanese. Non è uno spot turistico, non è lo spot di niente. Questo è il racconto delle nostre debolezze. Indago nelle pieghe dell'essere umano. L'obiettivo è che quando esci dal cinema, ne parli.”
L'assessore alla promozione di Bassawood Giovanni Cunico sottolinea che la città ha messo a disposizione “risorse umane e monetarie” per garantire il buon funzionamento della logistica con l'utilizzo di personale comunale e della Polizia locale.
“La città si espone - dichiara - a fronte di una previsione di indotto economico di circa 10mila euro al giorno per tutti i giorni di permanenza della troupe.” Poi l'intervento dell'assessore si fa più artistico-celebrativo: “Il regista gira solamente in pellicola, questo è un film d'autore, quando vedi un film di Ivano la sala si spacca, questa è cultura.”
E conclude annunciando di avere nientemeno che “l'ambizione di una città che accoglie continuamente produzioni cinematografiche”.
E così, ciakolando del più e del meno, siamo tutti pronti per il primo ciak.

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