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Rapsodia in agosto
Considerazioni balneari sulle questioni in sospeso, sull'ordinanza del giudice e sui veleni nascosti della vicenda del Ponte
Pubblicato il 29 lug 2018
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Agosto, Ponte non ti conosco. Il clima balneare allontana dal pubblico interesse i destini del nostro monumento, su cui probabilmente le cronache ritorneranno ad occuparsi da settembre in poi. Sempre che, sull'infinita vicenda del cantiere senza inizio, ci sia qualcosa da scrivere. Lo storico manufatto resta in attesa degli sviluppi e continua in questi giorni ad accogliere i turisti nelle condizioni di sempre: transennato, ricoperto in più punti sul pavimento dalla cacca dei piccioni e alla mercé di sporcizia varia. Persino uno dei due semafori pedonali (quello all'ingresso di via Angarano) è ricoperto di ragnatele. Il vero problema è che anche le questioni salienti collegate alla ripresa dei lavori, con l'andazzo attuale delle cose, rischiano a loro volta di coprirsi di ragnatele.
La settimana prossima sarà passato un mese da quando la giunta comunale, lo scorso 5 luglio, aveva comunicato di avere approvato nell'ultima seduta la delibera per il riaffidamento dell'appalto dei lavori di restauro e consolidamento del Ponte. E risale persino allo scorso 11 giugno la dichiarazione pubblica del vicesindaco Roberto Campagnolo - in risposta a una domanda dal pubblico nel primo dei tre incontri informativi sul Ponte con i cittadini, svoltosi nella sede di quartiere Rondò Brenta-Tre Ponti - secondo la quale la famosissima relazione Rizzo sulla verifica strutturale della spalla Nardini sarebbe stata disponibile “nel giro di un mese, un mese e mezzo”.
Parole al vento della Valsugana. Da una parte, la procedura di “interpello” per il riaffidamento dell'appalto non ha ancora sortito risultati di sorta benché la Inco Srl di Pergine Valsugana, arrivata seconda in graduatoria dietro alla Vardanega, si sia mossa in anticipo richiedendo e ottenendo lo scorso 9 luglio un incontro informale in Comune “per capire la situazione” in attesa della non ancora pervenuta convocazione ufficiale.
Foto Alessandro Tich
Ci si mette di mezzo, in questi giorni, anche l'“avviso di mobilità esterna” per la nomina del nuovo dirigente tecnico nell'Area Lavori Pubblici del Comune, che assumerà tra le sue incombenze anche il ruolo di dirigente dell'Area Urbanistica: procedura che, inevitabilmente, influisce sulle tempistiche e sulle dinamiche interne degli uffici fino ad oggi diretti dall'ing. Walter Stocco.
Dall'altra, sulla perizia dell'ing. Giorgio Rizzo - da cui dipende la disponibilità stessa della spalla destra del Ponte, di proprietà Nardini, nei confronti del progetto esecutivo - è calata, e non da oggi, una cortina di fumo. E più su una questione si mantiene deliberatamente il silenzio, più riguardo ad essa si diffondono voci incontrollate: come quelle secondo le quali la verifica dell'ingegnere incaricato dal Comune avrebbe espresso forti riserve (uso un eufemismo) in merito alla fattibilità dell'intervento stesso sulla spalla destra di proprietà privata e quindi, in quanto tale, sarebbe stata in qualche modo “congelata” dai referenti comunali. Solo voci dei soliti detrattori del perfetto e meraviglioso progetto di restauro oppure uno spunto informativo da tenere seriamente in considerazione? Arriverà prima o poi il momento in cui l'effettiva verità su questa storia del mistero (e per fortuna che si tratta di un appalto pubblico, dove ogni singolo passaggio richiede trasparenza) verrà finalmente a galla.
Nel frattempo godiamoci questa pausa estiva dove la città sembra veramente pensare ad altre cose, governanti compresi. Anche perché l'Amministrazione comunale può comunque trascorrere l'estate sull'entusiastica scia del “punto a favore” conquistato nei giorni scorsi: l'ordinanza del Tribunale di Vicenza con la quale il giudice ha rigettato il ricorso della Vardanega contro la richiesta del Comune di Bassano di incassare la polizza fideiussoria emessa dalla Reale Mutua Assicurazioni per l’intero massimale garantito di 453.592,32 euro a fronte del “grave inadempimento” del contratto di appalto di restauro del Ponte Vecchio. La società assicuratrice pagherà pertanto la polizza e si rivarrà per la somma escussa sul contraente Vardanega, che dovrà anche rifondere al Comune le spese legali, quantificate in 8.537,00 euro oltre il 15% di spese generali, contributo previdenziale e Iva. La decisione del giudice, riportata nel nostro articolo “Con tutto il rigetto”, è stata commentata dall'Amministrazione come “un ottimo risultato, anche tenuto conto dell’ampia motivazione che lo sorregge”. Motivazione che, come riportato sempre dal Comune, è incentrata sulla constatazione che “i lavori sembrano trovarsi ad uno stato talmente arretrato che la fondatezza della pretesa creditoria dell’Amministrazione (...) appare francamente più che plausibile”.
Che la giunta Poletto commenti con grande soddisfazione l'ordinanza del Tribunale, in questo che è comunque un momento di difficoltà per la vicenda Ponte, è una cosa naturale e pacifica. Colpisce piuttosto il comunicato stampa con il quale, lo stesso giorno, ad elogiare con trasporto la decisione del giudice è stato anche il Circolo di Bassano del Grappa del Partito Democratico, il cui segretario Luigi Tasca plaude a “questa prima sentenza” e rileva che i soldi che saranno incassati “non ci faranno recuperare il tempo perso, ma sono un primo tassello atto a dimostrare che il progetto è buono e che Amministrazione e tecnici comunali hanno lavorato bene”.
Non c'è che dire: da un'ordinanza (e non sentenza) di natura tecnica - nella quale il giudice non è entrato nel merito dei ritardi nei lavori perché non inerenti alla natura dell'azione legale - il governo cittadino e il partito che lo sostiene hanno fatto scattare una controffensiva politica. A riguardo di quello che al momento è tutto, fuorché un “primo round” come è stato scritto da qualche parte: da parte dell'ex ditta appaltatrice Nico Vardanega Costruzioni Srl in liquidazione non è stata infatti ancora intentata alcuna causa contro la risoluzione in danno del contratto d'appalto, avendo peraltro cinque anni di tempo per farlo. Va anche detto, a norma di legge e col senno di poi, che in caso di rescissione in danno del contratto l'escussione della polizza di garanzia a copertura dell'anticipazione da parte della “stazione appaltante” è automatica e il tentativo di Vardanega di bloccare la procedura aveva obiettivamente poche speranze di successo.
Ma intanto il sindaco Poletto, in questi giorni in trasferta a Nova Bassano nel Rio Grande do Sul in Brasile, prima di partire ha annunciato nientemeno che sta valutando di promuovere un'azione legale contro la ditta inadempiente “per il danno d'immagine riportato dalla città”. Il vicesindaco Campagnolo si è invece sfogato su Facebook affermando di aver letto “soprattutto in rete, ricostruzioni fantascientifiche sul percorso di restauro del Ponte Vecchio di Bassano”. “Vardanega - ha scritto ancora il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici - ha chiesto al giudice di non accogliere la risoluzione disposta dai nostri funzionari evidenziando tutte le critiche portate al progetto da pseudo “amici” del Ponte, passando dalla non disponibilità delle aree teorizzata da alcuni consiglieri comunali di opposizione, alla cattiveria dei tecnici comunali e a tutto quello che ci è stato vomitato addosso in questi mesi...”.
Parole insolitamente forti per un clima apparentemente balneare come questo.
Veleni e risentimenti che covano sotto la cenere. E che non rendono onore a uno dei principali requisiti richiesti ad un pubblico amministratore nello svolgimento delle proprie funzioni, in vista anche dello sviluppo degli eventi: la serenità.
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