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Pax et Bonus
L'Art Bonus a sostegno della cultura: grazie alla nuova legge sullo spettacolo, tra i beneficiari indicati dal Ministero dello strumento a disposizione di cittadini e imprese c'è anche Operaestate Festival
Pubblicato il 17 mag 2018
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Anche le aziende hanno un cuore. Anzi, come afferma Alberto Luca di Confindustria Vicenza, hanno una “componente soft” che consente alle imprese “di trasmettere la conoscenza del territorio e la cultura che lo accompagna”.
Sono le imprese, in particolare, che decidono di investire risorse a sostegno dei progetti culturali e di questa categoria fanno parte gli “Amici di Operaestate Festival Veneto”, grazie alla cui sponsorizzazione - che si aggiunge ai fondi pubblici di Ministero, Regione e quant'altro - il cosiddetto “Festival delle Città Palcoscenico” può proporre ogni anno il suo ricco cartellone di spettacoli e di eventi collegati.
Ora, però, si aggiunge una novità. Oltre alle aziende, il Festival può essere anche sostenuto dai privati cittadini. Lo consente lo strumento dell'Art Bonus: l'incentivo governativo che permette ai privati (cittadini e imprese) di sostenere progetti di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico, beneficiando di una rilevante detrazione fiscale pari al 65% dell'importo versato.
La conferenza stampa in sala Chilesotti
Con l'approvazione della nuova legge sullo spettacolo, infatti, l'istituto dell'Art Bonus è stato esteso anche agli “istituti e luoghi della cultura pubblici, fondazioni lirico sinfoniche, teatri di tradizione, festival ed altri Enti dello Spettacolo”. E tra i beneficiari dello strumento di “finanziamento diffuso” selezionati dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali c'è anche Operaestate Festival, forte della sua rinomanza a livello nazionale e del riconoscimento dello stesso Ministero che nel triennio 2015/2017 lo ha classificato come terzo festival multidisciplinare in Italia.
Per annunciare quella che viene definita come una “alleanza territoriale tra pubblico e privato, cultura e cittadini” è convocata una conferenza stampa in sala Chilesotti al Museo Civico alla quale intervengono l'assessore alla Cultura Giovanni Cunico, il direttore generale di Operaestate Festival Rosa Scapin e tre imprenditori in rappresentanza degli “Amici del Festival”: Alessandra Alban della AGB di Romano d'Ezzelino, Andrea Visentin della Mevis di Rosà e Alberto Luca nella doppia veste di rappresentante di Confindustria e della Fondazione Luca, che collabora stabilmente col Festival per l'allestimento di spettacoli nello splendido scenario di Villa Ca' Erizzo Luca a Bassano.
L'assessore Cunico presenta l'iniziativa come una “campagna di alleanza” tra pubblico e privato fondata su un credito di imposta del 65% di cui possono usufruire non solo i singoli cittadini ma anche gli sponsor fidelizzati. Sono tuttavia proprio i singoli cittadini, che fino ad oggi hanno potuto ambire al solo ruolo di spettatori del Festival, il vero target a cui la novità viene comunicata.
“Una maggiore capacità di investimento, derivante dal sostegno di privati e imprese - spiega un comunicato di Operaestate -, consente a Operaestate Festival Veneto di consolidare il suo ruolo di propositore e attrattore culturale capace di offrire, da quasi quarant'anni, una vivacità culturale nota a livello internazionale e in tutta Italia, e di generare un impatto economico stimato tra i 2,7 e i 3,5 milioni (effetti diretti, indiretti, indotti) come dai dati emersi nella ricerca condotta pochi anni fa dalla Fondazione Fitzcarraldo.” “Questo sostegno - prosegue la nota - mette in moto così un circolo virtuoso per cui la cultura raggiunge nuovi territori attraverso il pubblico stesso, che si fa promotore e attore, e mette in relazione, nel caso delle imprese, le realtà aziendali riunite tra gli “Amici di Operaestate Festival Veneto”, creando un'inedita e produttiva sinergia che ha ulteriori ricadute positive anche sul territorio.”
Il direttore di Operaestate Rosa Scapin - oltre a rimarcare i riconoscimenti nazionali del Festival, i suoi rapporti internazionali “senza eguali in Italia” e la rilevanza sociale dei suoi progetti di welfare culturale - sottolinea la semplicità della procedura dell'Art Bonus, eseguibile con pochi clic sul sito internet ministeriale dedicato artbonus.gov.it.
Chiunque, in questo modo, può così diventare un “mecenate 2.0”, indipendentemente dalla cifra erogata che può essere anche minima, e averne un ritorno del 65% nella dichiarazione dei redditi. Un mecenatismo che, nel caso di Operaestate, va oltre alla singola manifestazione estiva perché va a sostenere anche il lavoro di ricerca e sostegno agli artisti che continua tutto l'anno e che dà vita alle successive edizioni e a un network di rapporti artistici sempre più internazionale.
Dal punto di vista degli imprenditori - come confermato dagli interventi di Alessandra Alban, Andrea Visentin e Alberto Luca - l'Art Bonus a sostegno del Festival è uno strumento importante, che sarà promosso alle aziende del territorio (come farà Confindustria Vicenza), ma che comunque si aggiunge alla sensibilità già da anni dimostrata dagli “Amici” nei confronti del Festival medesimo. Un'attenzione che non si limita alla sponsorizzazione ma va ben oltre al puro e semplice sostegno economico nel favorire la partecipazione dei propri dipendenti e collaboratori agli spettacoli nelle Città Palcoscenico, che diventano in questo modo occasioni di “crescita culturale”. Un'opportunità di sostegno alla cultura, sotto forma di erogazione liberale alla più importante e storica manifestazione di spettacolo ovvero di arti performative del nostro territorio, che si apre adesso anche ai singoli cittadini.
Anche la signora Maria, dunque, può destinare una cifra a favore di Operaestate Festival Veneto e ricavarne il relativo beneficio fiscale. È vero che è già impegnata a controllare l'avanzo di amministrazione del bilancio del Comune di Bassano e che chi vi scrive l'ha già proposta come Commissario al Ponte, ma è altrettanto vero che l'Art Bonus è un'occasione interessante per far emergere la sua componente soft.
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