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Pina, Jacopo e Canova
Straordinaria performance di Dance Well tra i capolavori del Museo Civico di Bassano, per la Giornata Nazionale del Parkinson. Eseguita la “Nelken Line” di Pina Bausch, ispirata al film di Wim Wenders dedicato alla grande coreografa tedesca
Pubblicato il 27 nov 2017
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Una successione di uomini e donne, tutti elegantissimi, procedono all'unisono e in fila indiana sulla sommità di uno spoglio colle che domina il paesaggio, lungo una fila di pali che richiamano l'immagine dei totem. Il loro incedere è accompagnato dalla musica del “West End Blues” di Louis Armstrong. Nel marciare tutti allo stesso ritmo, i partecipanti alla “camminata” eseguono quattro gesti ripetuti all'infinito.
Sono i gesti che rappresentano le quattro stagioni.
Primavera: braccia distese all'altezza dei fianchi a simboleggiare l'erba che spunta.
Foto Alessandro Tich
Estate: le braccia si alzano come l'erba che cresce e la mano destra raffigura il sole. Autunno: il braccio destro ondeggia, alla maniera delle foglie che cadono, con la delicatezza di un archetto su un violino. Inverno: le due braccia si incontrano all'altezza dei gomiti e tremano per il freddo.
Sono le immutabili movenze della celebre “Nelken Line” ovvero “Marcia delle Stagioni” di Pina Bausch: la leggendaria coreografa tedesca, nome di punta del teatro-danza del '900, che ha rivoluzionato la concezione della danza contemporanea.
E quella raccontata sopra è una delle scene più significative di “Pina”: il film che il grande regista tedesco Wim Wenders ha dedicato a Pina Bausch. Un progetto intrapreso con la coreografa, legata a Wenders da un'amicizia ventennale, poi abbandonato all'improvvisa morte di lei (2009) e infine ripreso e trasformato in un documentario-tributo all'artista e alla donna. Un viaggio emozionale e di grande impatto visivo nel quale il regista di Düsseldorf segue gli artisti della altrettanto leggendaria compagnia Tanztheater Wuppertal, sulla scena e fuori, nella città di Wuppertal, che per 35 anni è stata la casa e il cuore della creatività di Pina Bausch.
L'opera cinematografica, girata in 3D, è del 2011. Nel frattempo la “Nelken Line”, per usare un termine molto di moda oggi, è diventata un fenomeno virale.
Merito della Pina Bausch Foundation (www.pinabausch.org.) che nel 2017 ha lanciato una call mondiale invitando a mandare alla Fondazione contributi video della famosa “Marcia delle Stagioni”, in omaggio alla danza e a una delle sue più grandi interpreti.
Oggi la “Nelken Line” si esegue in tutto il pianeta: da San Francisco a Taiwan, da Colonia a Concepción, in Cile e da Dublino fino alla “linea verde” che separa le due comunità greca e turca nell'isola di Cipro. I video caricati su Vimeo sono al momento 107 e sicuramente il patrimonio filmato dei clip dedicati in giro per il mondo alla suggestiva coreografia aumenterà ancora.
Nel frattempo, la “Nelken Line” o “Nelken-Reihe”-mania ha raggiunto anche le latitudini di Bassano del Grappa. Dove la danza, grazie al CSC-Centro per la Scena Contemporanea e ad Operaestate Festival, già da anni è protagonista di progetti di livello europeo.
Uno di questi è “Dance Well - Movimento e ricerca per il Parkinson”: progetto artistico rivolto principalmente alle persone affette dal morbo di Parkinson, ma non solo, per migliorare il coordinamento motorio e la percezione dello spazio attraverso i movimenti e le gestualità della danza e l'espressione del corpo.
Una buona pratica innovativa di welfare culturale che negli anni, oltre ai pazienti di Parkinson, ha visto partecipare alle sue regolari classi di danza (due alla settimana, al Museo Civico) persone di tutte le età. Ormai Dance Well è una presenza immancabile in tutte le manifestazioni promosse o partecipate dal CSC di Bassano e il suo gruppo di danzatori dilettanti (nel senso etimologico della parola) è diventato il simbolo dell'arte come strumento di inclusione sociale.
Il curriculum delle esibizioni di Dance Well è dunque molto ricco di eventi e di successi. Ma quella che è stata rappresentata al Museo Civico di Bassano sabato scorso, in occasione della Giornata Nazionale Malattia di Parkinson, è stata un'esperienza senza precedenti. Le danzatrici e i danzatori che frequentano le classi del progetto, a cui si sono unite le danzatrici di altri progetti del CSC per un totale di un centinaio di persone, si sono infatti dati appuntamento nella sala dapontiana, tra i capolavori di Jacopo Bassano, per una “classe speciale” dedicata proprio alla “Nelken Line” di Pina Bausch. Tre classi diverse, con altrettante istruttrici, nelle quali la performance è stata ripetuta per tre volte. Con un preciso dress code imposto per l'occasione: tutti vestiti eleganti, ispirandosi alla scena del film di Wenders, come per un ballo di gala.
Nella prima parte della lezione-spettacolo, gli artisti hanno ripetuto da fermi i quattro movimenti della coreografia: prima seduti e quindi tutti insieme in gruppo, in piedi.
Poi è arrivato il momento fatidico: è partito il coinvolgente ed orecchiabile swing del “West End Blues” di Louis Armstrong, diffuso dall'impianto audio, ed è iniziata la magia.
A gruppi distinti, e in immancabile fila indiana, i fantastici cento di Dance Well si sono sparsi in marcia e con perfetta sincronizzazione nelle tre grandi sale (dapontiana, canoviana e del '700) e nel corridoio della Pinacoteca.
Primavera, Estate, Autunno e Inverno hanno continuato a prendere forma, a cadenze ripetute, tra i dipinti esposti di Jacopo e degli altri pittori e tra i gessi e i monocromi di Antonio Canova. Un mix di suggestioni artistiche davvero unico nel suo genere.
Ogni gruppo ha proceduto lungo un percorso definito, incrociandosi ma senza mai intasarsi con gli altri. E l'intensità della rappresentazione ha raggiunto il suo acme quando la musica che accompagnava la danza è terminata.
Nel completo silenzio, e col ritmo già instillato nelle vene, i protagonisti della classe delle 15.30 (quella seguita dal vostro cronista) hanno continuato ad eseguire la loro “Marcia delle Stagioni” in apparente stato di trance, fino a ricongiungersi tutti nella sala del Da Ponte per lo scrosciante e meritato applauso conclusivo.
Concedendosi poi al gran finale con le libere e liberatorie movenze del travolgente “Secondo Valzer dalla Jazz Suite n. 2” di Dmitri Shostakovich, brano principale della colonna sonora di “Eyes Wide Shut”, l'ultimo capolavoro di Stanley Kubrick.
Il “big day” di Dance Well si è concluso per tutti i partecipanti alle 18.45, con la proiezione in anteprima nella sala Chilesotti del Museo del docufilm che racconta il progetto per la serie “Noi siamo cultura” e che andrà in onda lunedì 4 dicembre alle 20.45 su LaF, canale 139 della piattaforma Sky.
Ma il rapporto del progetto per il Parkinson con la comunicazione per immagini non si esaurisce qui. È infatti in programma, entro l'anno, una nuova interpretazione della “Nelken Line” di Pina Bausch tra le sale della Pinacoteca. In quella occasione sarà realizzato un filmato che sarà mandato alla Pina Bausch Foundation e si aggiungerà alla già nutrita collezione video online dei “camminatori” di tutto il mondo.
Intanto resta il ricordo di un pomeriggio speciale al Museo, in cui Bassano, come le accade ogni tanto, ha proposto un'emozione di respiro internazionale.
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