Attualità

Cima Coppi

Con la rimozione di 40 tonnellate di coppi per alleggerire la sommità, partito il restauro del Ponte di Bassano. Giannantonio Vardanega: “Stiamo ora valutando la soluzione per entrare in alveo e per sostenere e rialzare il Ponte”

Pubblicato il 11 apr 2017
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Cima Coppi: è iniziato dal vertice, con la rimozione delle tegole del tetto, l'intervento di ripristino e consolidamento statico del Ponte di Bassano.
I lavori sulla sommità del monumento sono iniziati lunedì 3 aprile e continueranno ancora per una decina di giorni. Una vera e propria cura dimagrante, necessaria per il prosieguo delle operazioni.
“Stiamo seguendo il cronoprogramma - ci dice Giannantonio Vardanega, titolare della Nico Vardanega Costruzioni di Possagno -. Abbiamo trovato la soluzione per garantire il passaggio delle persone e sostenere il Ponte per i lavori sul tetto. È in corso da un po' di tempo l'analisi della situazione e dello stato del legno, anche come qualità, per poter definire le essenze da sostituire secondo quanto previsto dal capitolato.”

Foto Alessandro Tich

“Ora - continua Vardanega - stiamo alleggerendo il tetto. È un'operazione propedeutica prima di sollevare il Ponte, sostenerlo e portarlo in livellata. Non potevamo partire dalle fondamenta, così come è messo." E il perché è presto detto: "Meno zavorra c'è, e meno caricata è la struttura, meglio è.”
Anche perché, parlando di copertura del tetto, non si tratta di uno strato “leggero” di materiale sopra la testa del grande malato, come potrebbero pensare i non addetti ai lavori. Sono infatti da rimuovere in tutto 750 metri quadri di coppi, per un peso totale di circa 40 tonnellate. “Grosso modo - spiega l'imprenditore edile - è lo stesso peso dell'attuale impalcato, anche se distribuito in modo diverso.”
Intanto, il pensiero della ditta appaltatrice è già rivolto alle prossime fasi dell'intervento. “Stiamo valutando la soluzione per l'entrata in alveo e per sostenere e rialzare il Ponte - prosegue il titolare della ditta -. Il ponte Bailey, che doveva garantire il passaggio delle persone e andare a sostenere il Ponte, non è più praticabile.”
“Già in fase contrattuale - aggiunge - era previsto che il calcolo, il peso e il disegno di officina per il Bailey in ferro, che era previsto inizialmente, fossero a carico dell'impresa che doveva valutare l'opportunità della struttura. Un ponte Bailey con le stilate in quelle condizioni sarebbe molto difficile.”
“Il passaggio per il transito che abbiamo garantito con la soluzione che abbiamo portato avanti è eccellente - conclude Vardanega -. Una volta valutati peso e modalità per alleggerire e quindi per sostenere il Ponte, arriveremo alla soluzione più adeguata.”

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