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Politica

Saluti da BassaNO

Costituito a Bassano del Grappa l'intercomitato delle forze di centrodestra per dire "No" al quesito referendario costituzionale voluto dal governo

Pubblicato il 07 ago 2016
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Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa, trasmesso in redazione dal neo costituito intercomitato di centrodestra "BassaNO", sorto in citta' in vista del referendum costituzionale del prossimo autunno:

COMUNICATO


MATTEO BIZZOTTO (COORDINATORE INTERCOMITATO “BassaNO”):

Si è costituito in questi giorni a Bassano del Grappa l'intercomitato delle forze del centrodestra per dire NO al quesito referendario costituzionale di ottobre, ribattezzato BassaNO. L'intercomitato è composto da tre distinti comitati presenti su tutto il territorio nazionale e riconducibili a partiti e movimenti di centrodestra. Essi sono: "Il NO che serve" (Liste Civiche), "Comitato per il NO alla riforma costituzionale"(Forza italia) e "Donne e Uomini Liberi votano NO" (Lega Nord). Obiettivo ultimo dell'intercomitato è sensibilizzare la cittadinanza bassanese in vista del referendum costituzionale di ottobre 2016. Il nostro NO non è un NO nei confronti di una persona o di un governo, ma un NO ragionato e convinto nei confronti di una riforma costituzionale antidemocratica, confusionaria, che non elimina il bicameralismo, ma lo complica, che non taglia i veri costi della politica, che va a creare, insieme alla riforma elettorale, un premierato assoluto, che riporta i poteri al governo centrale, riproducendo un neocentralismo a discapito delle autonomie locali.

FEDERICA FINCO (COMITATO IL NO CHE SERVE):

L'articolo 138 non autorizza la modifica della carta ma prevede la revisione di alcune norme. L'ampiezza delle modifiche rende non omogenea e non chiara la domanda referendaria per cui è impossibile rispondere si o no a domande così diverse. La proposta inoltre modifica l'assetto costituzionale a opera di un parlamento eletto con un sistema elettorale riconosciuto incostituzionale.
Il premier ha detto che il referendum è un test per la sua permanenza al governo. Dichiarazione che conferma una dose di autoritarismo: il processo costituente è materia del parlamento non del governo. Non si possono sfidare gli elettori sul piano personale e affermare che nel caso di voto negativo ci si dimette. Il governo se non sfiduciato ha il dovere di governare. La verità è che la riforma è una costruzione attorno al premier di turno che mette in discussione gli stessi principi e valori indicati nella prima parte della costituzione considerati finora immodificabili.

ILARIA BRUNELLI (COMITATO IL NO CHE SERVE):

Un recente studio di Unioncamere dimostra come un’Italia ad autonomia differenziata (regioni virtuose con piu competenze, regioni in deficit con delega al governo) arriverebbe a risparmiare complessivamente quasi 11 miliardi l’anno. Ma Lo stato italiano non arriva a cogliere queste opportunità. Ad esempio, a fronte di un popolo che si accinge a pretendere maggiore autonomia per sopravvivere tra due regioni a statuto speciale come Friuli Venezia giulia e Trentino Alto Adige lo stato italiano fa esattamente il contrario, diminuendo la liberta' del Veneto e aumentando il divario con le Regioni autonome. Ancora una volta l'Italia si dimostra incapace di interpretare le necessita' della nostra terra.

VALERIO MAGGI (GIOVANE INDIPENDENTE):

La riforma costituzionale risulta incompatibile con la Costituzione stessa. Infatti, nella sua formulazione, non salvaguarda il principio di sovranità popolare sancito nell'art. 1, per cui l'azione legislativa può esser esercitata solo da rappresentanti eletti direttamente dal popolo. La Riforma ribalta completamente l'assetto di governo impedendo "la più larga rappresentanza possibile" all'interno del Parlamento. Sovverte i principi fondamentali ideati a seguito dello sforzo culturale,politico e scientifico scaturito dalla tragedia delle due guerre mondiali. Essa, assieme al vincolo esterno formato dall'insieme dei trattati europei (compreso l'euro), sovverte i principi che dovevano fondare la nostra Repubblica: lavoro, sovranità popolare, uguaglianza. Questo referendum dà l'opportunità di tornare a riflettere sui principi fondanti della nostra nazione e soprattutto di riaffermarli con forza.

ELENA PAVAN (COMITATO LEGA NORD):

Con la modifica di circa 50 articoli della Costituzione e la nuova legge elettorale Italicum, si realizza un premierato assolutoprivo dei necessari contrappesi che mantengano equilibrio tra i poteri e la rappresentatività dei diversi pensieri politici nel ns paese. Significa molto potere in mano a pochi individui, che potranno politicizzare istituzioni e poteri dello Stato, in primis quello indipendente della magistratura con la nomina di parte dei componenti della Corte Costituzionale, del CSM e pesare in maniera decisiva per la nomina del Presidente della Repubblica. Ricordiamoci che questa imponente riforma costituzionale è fortemente voluta da un soggetto NON eletto dal popolo. La democrazia verrebbe messa a rischio. La Costituzione è un bene di tutti, va sicuramente aggiornata e alcune istituzioni snellite, ma con l’accordo delle varie rappresentanze politiche.


ANTONIO GUGLIELMINI:

Questa riforma Produce semplificazione?
NO!
Basta confrontare l’art. 70 della Carta Costituzionale attuale con la modifica:
L’attuale è costituito da 9 parole e un solo comma “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”.
Il “nuovo” è invece composto da 439 parole in 6 commi, di cui solo il primo ha 195 parole, e contiene ben 11 rimandi ad altri articoli della riforma. Praticamente è impossibile comprenderne il pieno significato ad una semplice lettura. E’ da sfidare chiunque a spiegare questo articolo con parole proprie senza dover leggere in contemporanea 12 articoli. Se questa è una legge fondamentale a cui devono ispirarsi i legislatori viene spontaneo domandarsi perché renderne così difficile ed ingarbugliata la sua lettura? Eppure tutte le leggi si scrivono così oggi, proprio per non essere capite. I nostri Padri Costituenti avevano scritto la Carta Costituzionale perché fosse letta e capita dai cittadini, oggi per chi diavolo è scritta la nuova Costituzione?

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