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Ocio al Leon

“Manifestazione non autorizzata”: denuncia per la bandiera di San Marco sventolata davanti al Tricolore record. Ilaria Brunelli: “La provocazione è stata sfilare con 1797 metri di tessuto che ricordano morti e violenze a Bassano e in Veneto”

Pubblicato il 31 mag 2016
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Ocio al Leon! Che il gruppetto di indipendentisti serenissimi bassanesi - presenti domenica in piazza Libertà, al passaggio del Tricolore più lungo del mondo, con un’alta e vistosa bandiera di San Marco - fossero controllati a vista dalla polizia lo abbiamo già scritto nel precedente articolo. Ora arrivano anche i provvedimenti. Tra questi, una denuncia per “manifestazione non autorizzata” a carico del bassanese Luigi Pozza, che ha sorretto e sventolato per tutto il corso della manifestazione la serenissima bandiera, trattenendosi in piazza con il vessillo del Leon anche dopo il termine della sfilata.
All’attivista indipendentista agenti della Digos hanno chiesto di esibire i documenti, mentre la polizia del Commissariato lo ha invitato - inutilmente - a desistere dallo sventolio del simbolo marciano per evitare di suscitare reazioni, e quindi possibili incidenti, con i partecipanti alla sfilata tricolore.
Reazioni e incidenti che non ci sono stati: il bandierone nazionale è transitato senza problemi e la bandiera del Leon ha continuato a garrire al vento.

Foto: Alessandro Tich

Due “opposti” che non si sono incontrati.
Oggi, tuttavia, interviene sulla vicenda l’esponente autonomista e già consigliere comunale bassanese Ilaria Brunelli, che a nome del Comitato 1866 ha trasmesso in redazione un comunicato, che pubblichiamo di seguito:

COMUNICATO

Leggo dai giornali di oggi con enorme sconcerto della denuncia effettuata ai danni di un cittadino che durante la manifestazione del 29 maggio scorso a Bassano, sventolava un Gonfalone di San Marco in piazza Libertà durante il defilamento del tricolore di 1797 metri.

Il signore in questione dice di aver dichiarato di essere lì da solo, a titolo personale: non mi risulta che passeggiare o permanere in una piazza, singolarmente, con una bandiera (tra l'altro, una bandiera veneta in Veneto, assolutamente appropriata) costituisca “manifestazione non autorizzata”. Trovo quindi inopportuna e assurda la richiesta di allontanarsi per non provocare reazioni da parte dei manifestanti.

Quali reazioni può provocare una bandiera stimata e antica come quella marciana? Se il tema era la provocazione, forse si dovrebbe ritenere tale lo sfilare con 1797 metri di tessuto dichiarando di volere onorare la pace, quando quel numero ricorda morti, sangue e violenze a Bassano e in Veneto. Un atto indelicato nei confronti delle vittime bassanesi della campagna di Napoleone.

L'interesse morboso con cui la Digos ha poi seguito e richiesto i documenti, per lo stesso motivo, inoltre, mi fa domandare se lo stipendio che noi paghiamo loro sia speso per i giusti obiettivi.
Possibile che la Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali ritenga che la delinquenza da controllare e mitigare in Veneto sia costituita da una bandiera che riporta un messaggio di pace come il Leone di San Marco, piuttosto che gli innumerevoli atti di grande e piccola delinquenza o violenza che accadono ovunque, anche nella nostra città?

Azioni così spropositate e inattese mi fanno venire in mente le reazioni inconsulte di un animale.
Un animale sofferente che, nel disperato tentativo di sopravvivere, aggredisce chiunque gli si avvicini.
Anche in pace.

Ilaria Brunelli

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