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L’estate sta finendo.
Così cantavano i grandi Righeira, con il loro successo estivo dell’anno del Signore 1985 che faceva il paio - anzi il terzetto - con gli altri due loro tormentoni di quegli anni, Vamos a la playa e No tengo dinero.
Eh già: Ferragosto è passato, le cartolerie e i supermercati abbondano di articoli per la scuola che tra poco riaprirà i battenti e il clima generale di villeggiatura è ormai agli sgoccioli. L’estate sta proprio finendo. Anche per l’amministrazione comunale di Bassano del Grappa.
Foto Alessandro Tich
Ma in molti sono ancora in ferie, compresa la politica cittadina.
E che i nostri amministratori eletti continuino ad essere in modalità Vamos a la playa, anche se magari non fisicamente in vacanza, lo conferma il fatto che per quanto riguarda l’attività del Comune, argomento principe di Bassanonet, in questo periodo non ci sono notizie rilevanti da diffondere. Zero assoluto.
Si tratta di una circostanza consueta e normale nella stagione calda, quando ogni proposito, qualunque esso sia, è automaticamente rimandato a settembre.
Ho navigato un po’, per curiosità, sull’albo pretorio online del Comune di Bassano per dare un’occhiata alle ultime delibere approvate dalla giunta comunale.
Niente di che: è quella che potremmo definire ordinaria amministrazione.
Qualche delibera in qualche modo degna di nota?
La riduzione temporanea del percorso di visita del Museo Civico con rimodulazione delle tariffe di ingresso per la necessità di indagini esplorative in seguito al manifestarsi di alcune criticità agli intonaci e stucchi presso lo scalone di accesso al piano nobile.
E ancora, ad esempio, l’approvazione della prossima edizione della manifestazione “Bassano Città dello Sport”; il via libera al restauro degli affreschi dapontiani del municipio a cura e spese del benefattore privato Fulvio Bicego; l’approvazione delle iniziative di gemellaggio per il 2024; l’accettazione del contributo della Regione Veneto per il bando “Iniziative di promozione e valorizzazione dell’identità veneta”; la concessione della chiesa di San Giovanni per due distinte mostre.
E ancora l’approvazione del progetto esecutivo - probabilmente la delibera estiva più rilevante, ma relativa a un intervento già noto e finanziato con fondi Pnrr dalla precedente amministrazione - per la creazione di nuovi alloggi per persone con disabilità e di un market sociale negli spazi dell’ex Caserma Fincato.
Benissimo: sono tutte cose che “fanno cucina”, e che in estate fanno certamente apprezzare quello che passa il convento, ma che non fanno ancora presagire una visione di città.
Nel corso della campagna elettorale, Nicola Finco ha puntato le sue carte, rivelatesi alla fine gradite all’elettorato con l’esito vincente ma non trionfante del ballottaggio, sul “cambio di passo” nell’amministrazione della città.
È un’affermazione molto impegnativa. Presuppone un governo cittadino capace di rovesciare il Comune come un calzino, straordinariamente efficace sui molteplici fronti dell’attività amministrativa, sempre all’attacco per non indietreggiare, con la Cavalcata delle Valchirie come accompagnamento musicale.
E allora ci siamo: dopo il rodaggio di luglio e la pausa di agosto, da settembre il sindaco Finco e la sua amministrazione dovranno dare prova del cambio di passo promesso, dimostrandolo innanzitutto con la gestione dell’esistente.
Al netto dei progetti nuovi e inediti che il governo cittadino da poco insediatosi avrà modo di tirare fuori dal proprio cappello a cilindro, a Bassano non mancano le questioni aperte che si trascinano da lunghi anni e da varie amministrazioni e che attendono una soluzione.
C’è un’intera porzione di città di interesse pubblico/privato - il PPE n. 4 Parolini alias Piano Mar - che aspetta ancora di conoscere i suoi certi destini, compreso il rebus correlato della Casa di Riposo, di cui dovrà essere nominato il nuovo CdA, e della riorganizzazione del sistema cittadino delle RSA che interesserebbe anche quest’area cittadina a ridosso della ferrovia.
C’è un grande cratere all’interno dell’ex Caserma Cimberle Ferrari che ancora oggi, tramontati i progetti del Polo Museale Santa Chiara prima e del Genius Center poi, non sa in che modo e con quali funzioni pubbliche potrà essere riempito.
Si aggiungono un Teatro comunale da reinventare, una ex Scuola Mazzini da ripensare e un Tribunale della Pedemontana che bisognerebbe trasformare, continuando a fare pressing sul governo, da chimera condivisa a prospettiva concreta.
Va un po’ meglio con la fattibilità dei progetti per l’ex Caserma Montegrappa, uno dei mantra dei propositi elettorali del nuovo primo cittadino, dove in futuro dovrebbe sorgere una piccola città nella città, col nuovo Commissariato di P.S., le nuove sedi delle Agenzie delle Entrate e delle Dogane e quattro palazzine di alloggi popolari.
Prima ancora che dalle nuove iniziative della Agenda Urbana del sindaco per il governo della città, è dal compimento delle “incompiute” che il cambio di passo assicurato sarà primariamente chiamato alla conferma sul campo.
La marcia in più che Nicola Finco intende ingranare nella conduzione della cosa pubblica cittadina rischia tuttavia di imbattersi su un freno a mano, che non dipende da lui ma dai massimi sistemi europei e nazionali.
Non è ancora una minaccia effettiva per gli enti locali ma un’insidia “in progress”: si tratta del nuovo Patto di Stabilità e Crescita approvato lo scorso aprile dal Parlamento Europeo dopo la sospensione triennale post pandemia.
La materia è ostica e complessa ma per quanto ci riguarda possiamo riassumerla così: i Paesi UE con un debito superiore al 90% del Pil, come l’Italia, dovranno ridurlo di un punto percentuale ogni anno. In altre parole, sarà di nuovo “Spending Review” ovvero contenimento della spesa pubblica.
Nello scorso mese di maggio, l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), in audizione presso le Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, ha lanciato l’allarme sulle possibili ripercussioni e restrizioni finanziarie sugli enti locali della riforma delle norme di bilancio dell’Unione Europea.
Secondo l’ANCI, l’introduzione di nuovi vincoli alla spesa dei Comuni costituirebbe un grave ostacolo alla ripresa degli investimenti locali attualmente in atto e alla capacità di ampie fasce di enti locali di erogare servizi fondamentali per la popolazione.
Nel documento presentato alle Commissioni parlamentari, l’Associazione che rappresenta i sindaci italiani ha illustrato l’impatto che la riforma delle procedure di programmazione economica e finanziaria e della governance dell’Unione Europea può generare sui bilanci dei Comuni.
L’ANCI ha pertanto ammonito circa la necessità “di una attenta riflessione” che “dovrebbe condurre all’esclusione degli enti locali da nuove restrizioni quantitative”.
Staremo a vedere. I piani nazionali di rientro dal debito, come i già citati propositi estivi di cui sopra, saranno presentati entro settembre.
Non vorrei mai che per i grandi progetti comunali di Bassano del Grappa del prossimo quinquennio le ristrettezze sugli investimenti correlate al nuovo Patto di Stabilità, se applicate anche agli enti locali, si traducessero in un’altra modalità alla Michael e Johnson Righeira, al secolo Stefano Rota e Stefano Righi:
No tengo dinero.
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