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Il Ponte allo specchio
“Aiutiamo il Ponte di Bassano”: l'operazione-restauro del monumento simbolo della città passa obbligatoriamente per la Tv. E l'Amministrazione comunale di Bassano, molto sensibile al canto delle sirene del telecomando, ci va a nozze
Pubblicato il 06 dic 2014
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Mi racconta un mio amico e collega cameraman e montaggista - che produce a Bassano delle seguite trasmissioni televisive che vanno in onda su canali digitali visti in tutto il Nord Italia - che recentemente ha voluto realizzare un programma dedicato al Ponte degli Alpini, con una serie di interviste ai protagonisti della mobilitazione di solidarietà scattata in città per la raccolta fondi pro restauro del monumento.
Il produttore della trasmissione, in particolare, ha chiesto a un esponente di spicco del movimento “Aiutiamo il Ponte di Bassano” di fare l'intervista direttamente sul Ponte. Risposta dell'intervistando: “Non si può. Il Ponte è di Tva Vicenza.”
Caspita: pensavo che il Ponte di Bassano, oltre che degli Alpini che se ne sono accaparrati nome e immagine, fosse di tutti. E invece no. Per alcuni promotori delle iniziative pro monumento, realizzare interviste televisive sul Ponte a riguardo del Ponte potrebbe disturbare la suscettibilità di Videomedia Spa, la società editrice dell'emittente televisiva vicentina. E questo perché Tva ha “l'esclusiva” della comunicazione video sulle iniziative di raccolta dei fondi a supporto dell'atteso intervento di ristrutturazione conservativa del manufatto palladiano.
Foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet
Una prerogativa conquistata dall'emittente berica non per grazia divina, ma per il semplice fatto che Tva Vicenza, assieme alla testata sorella “Il Giornale di Vicenza”, dell'operazione “Aiutiamo il Ponte di Bassano” è nientemeno che l'ente promotore.
Dal punto di vista del marketing televisivo - questo è fuor di dubbio - è stata un'idea vincente. Che ha permesso alla televisione del capoluogo di provincia di salire sul carro dei futuri vincitori dell'operazione-restauro del simbolo della nostra città e di tentare di scrollarsi di dosso quell'alone di “vicentinità” che per Tva - pur avendo costituito da anni una redazione e un telegiornale bassanese autonomo con sede a Cassola - a Bassano del Grappa ha sempre costituito un handicap.
Costringendo Rete Veneta - la cui posizione di dominio televisivo locale, in termini di gradimento del pubblico e come da vox populi, negli ultimi tempi sta perdendo molti colpi - a ripiegare, spiazzata dalla Tv rivale, su una martellante campagna targata Tg Bassano per la riapertura del Tempio Ossario.
Non c'è che dire: in mancanza di altri temi strategici da cavalcare agli occhi del pubblico, ecco che per miracolo il recupero del “grande malato” sospeso sul Brenta esce dall'arido e noioso alveo dei Lavori Pubblici in quanto tali, per fare il suo ingresso trionfale nel piccolo grande circo mediatico dell'emittenza locale.
E' già accaduto in altre occasioni e accadrà di nuovo anche domani, domenica 7 dicembre, con una diretta televisiva di due ore di Tva dal Ponte che farà il punto sulla raccolta dei fondi e sulle iniziative a sostegno della mobilitazione solidale per la ristrutturazione del monumento sul fiume. Si preannuncia, nell'occasione, una nutrita adunata: come apprendo dal “Giornale di Vicenza”, sarà una nuova puntata “della “telethon” in chiave bassanese” alla quale è annunciato l'intervento di “amministratori, personalità, alpini e cittadini per chiudere un anno all'insegna della generosità”.
Et voilà, era qui che volevo arrivare. Le campagne televisive di questo tipo e di questo tenore hanno sempre un percorso binario: da una parte danno visibilità nel territorio all'emittente che le promuove e, dall'altra, danno altrettanta visibilità agli amministratori locali del territorio interessato. E' il gioco delle parti, da che Tv locale è Tv locale.
E non fa eccezione l'attuale Amministrazione comunale di Bassano del Grappa, che soprattutto in alcuni suoi esponenti appare molto sensibile al canto delle sirene del telecomando locale. La televisione, del resto, è un mezzo di comunicazione sociale molto comodo: entri nelle case dei tuoi concittadini, e potenziali elettori, e questi - pubblicamente - non hanno la possibilità di commentare e di replicare.
Una straordinaria opportunità di presenza pubblica a senso unico che si sposa con il fatto che l'attuale governo di Bassano, sin dai primi giorni dal suo insediamento, ha abilmente individuato nel restauro del Ponte Vecchio - reso necessario e improcrastinabile dallo sviluppo degli eventi e dei cedimenti - un'operazione immagine da cogliere al volo.
Conferenze stampa a cadenza periodica (l'ultima convocata ieri), dossier informativi, aggiornamenti resi ai quotidiani, interviste: in questi mesi la comunicazione del Comune di Bassano sulle fasi preliminari dell'intervento sul monumento - della serie “Tutto il Ponte minuto per minuto” - non ci ha fatto mancare nulla, risultando indubbiamente preponderante rispetto ad altri argomenti o interventi, oggetto di delibere comunali, rimasti più sottotraccia.
E siccome in questi casi uno più uno fa due, ecco che l'opportunità offerta dalla campagna televisiva di Tva Vicenza equivale, per alcuni esponenti della giunta comunale, ad andare a nozze.
Così è, se vi pare. E il connubio Tv-Salviamo il Ponte, al di là della indiscutibilmente e astutamente valida iniziativa di marketing territoriale televisivo, è anche un segno dei nostri tempi. E' la conferma di una cultura dell'immagine ancora dura a morire che offre al Ponte di Bassano, seppur malandato e acciaccato, l'occasione mediatica di guardarsi allo specchio.
E, oltre ad esso, anche agli amministratori locali che sul buon esito dell'intervento sul monumento, a cominciare dalle sue fasi preliminari, ritengono di giocarsi una consistente quota del consenso tra la gente.
Approfittando delle telecamere accese, in diretta televisiva locale, per trasformare il Ponte in una passerella.
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