Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 14-11-2014 23:32
in Cronaca | Visto 6.754 volte

Arancini Meccanici

Sgominata dai Carabinieri la gang giovanile che ha imperversato per mesi a Bassano e nel Bassanese terrorizzando le proprie vittime, tutte minorenni, con furti, rapine, aggressioni, estorsioni. Tre arresti e sei denunce

Arancini Meccanici
Sfrontati, violenti e senza scrupoli nei confronti dei loro coetanei fisicamente e psicologicamente più deboli. Per mesi hanno imperversato a Bassano del Grappa e nel comprensorio seminando panico e terrore tra le loro vittime, tutti ragazzi di età compresa tra i 16 e 17 anni.
Furti, rapine, pestaggi, estorsioni, intimidazioni: nel loro repertorio non si facevano mancare nulla. Pronti a menare le mani per impadronirsi di soldi, telefoni cellulari, lettori mp3 e quant'altro i malcapitati che finivano nelle loro grinfie portassero in tasca. A chi suo malgrado si imbatteva nelle loro aggressioni imponevano il silenzio minacciando, in caso di denuncia alle forze dell'ordine, e a volte mettendo anche in pratica, pesanti ritorsioni.
Sono andate ben oltre il bullismo le imprese della gang giovanile sulla quale, dopo mesi di indagini, hanno stretto il cerchio i Carabinieri di Bassano del Grappa che ieri sera hanno compiuto tre arresti, in regime di domiciliari, e notificato altre sei denunce a piede libero.
I tre destinatari della misura cautelare sono Abel David Mercado Santos, 20enne dominicano residente a Bassano; Mamadou Ly, 20enne senegalese residente a Tezze sul Brenta e il bassanese 18enne Antonio Buonocore. I primi due già noti alle forze dell'ordine, il terzo invece incensurato. Le indagini dei militari dell'Arma li hanno individuati quali presunti responsabili di tre rapine, due estorsioni e due furti di biciclette. L'operazione è scattata al termine di una lunga e complessa attività investigativa partita lo scorso mese di luglio dopo una violenta aggressione a due ragazzi nelle vicinanze del Ponte degli Alpini.
E' stato l'episodio che ha fatto scattare la prima denuncia nei confronti della banda, rompendo il muro di omertà che fino allora, per paura di vendette, ne aveva coperto le gesta.
Il branco ha agito anche in altri luoghi del Bassanese. A fine agosto a Valstagna un 16enne era stato aggredito alle spalle e preso a calci e pugni per essere derubato di pochi euro e del cellulare. Analogo episodio il 24 settembre alla stazione ferroviaria di Bassano, quando un 16enne era stato rapinato sempre del cellulare davanti a un gruppo di amici. Con ulteriore strascico di violenza: uno dei testimoni del fatto, una decina di giorni dopo, era stato raggiunto dal gruppo a Schiavon, preso per i capelli, obbligato a inginocchiarsi e picchiato sotto la minaccia di un coltello. E' solo una prima, triste fotografia del fenomeno emersa a seguito degli accertamenti compiuti dai Carabinieri del Comando Compagnia e della Stazione di Bassano del Grappa.
In giornata, a seguito operazione dei militari di via Emiliani, è intervenuto con un comunicato stampa diffuso alle redazioni il sindaco di Bassano del Grappa Riccardo Poletto.
“A conclusione di un’operazione lunga e complessa, svolta nella massima riservatezza, che ha portato all’arresto dei componenti della banda che creava estremo disagio tra i giovani della nostra città - dichiara il sindaco -, esprimo il mio plauso e mi congratulo con il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Bassano Capitano Mario Rocco, con il Luogotenente Comandante della Stazione di Bassano Antonio Bellanova e con tutti i Carabinieri per il loro impegno, la professionalità e la capacità di conseguire un obiettivo che per la nostra città era molto importante.”
“La qualità della vita dei giovani bassanesi e della collettività in genere - prosegue il primo cittadino - era stata compromessa in più episodi dai comportamenti minacciosi e pericolosi di questa banda, che intimidiva i ragazzi e li ricattava fino al punto da costringerli a non uscire più di casa per timore delle minacce subite. Se è intollerabile ogni forma di violenza e di delinquenza, lo è soprattutto quella che non si limita a privare le persone dei loro oggetti, ma della loro serenità, facendoli vivere nella preoccupazione e nell’insicurezza a casa propria o nella propria città.”
“Ritengo quindi - conclude Poletto - che l’operazione svolta e conclusa con successo sia un importante segnale per tutti i malfattori: a Bassano l’attenzione alla sicurezza è molto alta e le Forze dell’Ordine hanno tutto il nostro supporto e la nostra collaborazione.”
Avviso ai naviganti: l'inchiesta non è per nulla conclusa e le indagini proseguono. Gli investigatori ritengono infatti che ci siano stati altri episodi analoghi, al momento ancora sconosciuti per il silenzio imposto alle loro vittime dagli autori dei reati. I Carabinieri contano pertanto che gli arresti e le denunce facciano finalmente crollare il muro di gomma che fino ad oggi aveva fatto agire impunemente i nipotini bassanesi di Arancia Meccanica.

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