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Amministrazioni comunali in visita guidata, giovedì 25 settembre, al Polo rifiuti di quartiere Pré a Bassano, per comprendere meglio il processo di raccolta, selezione, trattamento e avvio al riciclo, che Etra gestisce per conto dei soci. Presenti i rappresentanti dei Comuni di Campolongo sul Brenta, Cassola, Mussolente Pove del Grappa, Pozzoleone, Romano d'Ezzelino, San Nazario, Tezze sul Brenta e Valstagna. Durante la visita gli amministratori hanno potuto visionare i vari settori operativi dell’impianto, accompagnati dai tecnici di Etra.
«Riteniamo importante condividere e diffondere le conoscenze tra i soci» – spiega il presidente del Consiglio di gestione di Etra, Stefano Svegliado – «affinché ci sia una sempre maggiore consapevolezza nella definizione di politiche, strategie e soluzioni tecniche nella gestione dei rifiuti. Se funzionari e amministratori comunali sono ben informati sui processi che avvengono dopo la raccolta, possono prendere decisioni più efficaci ed efficienti a vantaggio della collettività».
Come rappresentanti dei cittadini, gli amministratori locali hanno potuto toccare con mano anche le criticità legate alla raccolta sul territorio. È ben visibile, ad esempio, l’elevata quantità di materiale di scarto che viene conferita erroneamente con l’umido, come scatolette in latta del tonno o le sempre più diffuse cialde in plastica per il caffè. Tutto questo materiale viene rimosso durante il processo, grazie alla capacità di selezione dell’impianto.
Gli impianti gestiti da Etra sono vere e proprie risorse, che appartengono ai Comuni soci. Il digestore di quartiere Pré consente una gestione “a km zero” dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata dell’umido e del verde nel comprensorio bassanese, restituendo nuova materia (il compost) ed energia (generata dal biogas). Considerato un modello di innovazione tecnologica a livello europeo, l’impianto di Bassano è stato più volte visitato da delegazioni di tecnici e studiosi da diverse parti del mondo. Con iniziative di divulgazione come quella di oggi, anche i Comuni possono rendersi conto dei “tesori” presenti nel proprio territorio.
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