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Redazione
Bassanonet.it
Tribunale, ultimo appello
Il ministro Orlando può decidere i destini del Tribunale di Bassano entro e non oltre il prossimo 13 settembre. Dopo l'incontro con la Serracchiani il Comitato di Bassano, riunitosi stamane, chiede un'audizione diretta con il Guardasigilli
Pubblicato il 23 giu 2014
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E' una corsa contro il tempo il tentativo, politicamente ancora fattibile, del ripristino del Tribunale di Bassano del Grappa.
Una vicenda sulla quale, dal punto di vista dei tempi tecnici a disposizione, pende già da mesi la procedura di emergenza: ma questa volta il termine ultimo cronologico è inderogabile. Scade infatti il prossimo 13 settembre 2014 - a due anni esatti dall'entrata in vigore della legge di riforma della geografia giudiziaria - la possibilità per il governo di correggere i provvedimenti della riforma medesima, in base alla legge delega del parlamento al governo sul riordino delle sedi di Giustizia, che dopo quella data non sarà più valida.
Dal 14 settembre, cioè, qualsiasi eventuale decisione correttiva rispetto al taglio e all'accorpamento dei Tribunali non rientrerà più nei poteri del governo e ritornerà ad essere di competenza esclusiva del parlamento: il che significherebbe trascinare la questione alle calende greche, col concreto rischio di non affrontarla mai più.
La riunione di questa mattina del Comitato per il Tribunale di Bassano in municipio (foto Alessandro Tich)
Il Comitato istituzionale per il Tribunale di Bassano, riunitosi nuovamente questa mattina in municipio (presenti il sindaco Riccardo Poletto, i rappresentanti della politica con la senatrice Rosanna Filippin e il consigliere regionale Nicola Finco, i presidenti delle categorie economiche e i referenti dell'Ordine degli Avvocati e degli altri ordini professionali cittadini) serra pertanto le fila per definire in tempo utile le iniziative decisive da attuare nei confronti delle stanze dei bottoni di Roma, che dopo l'incontro della scorsa settimana col vice segretario del Partito Democratico Debora Serracchiani puntano ora direttamente al ministro della Giustizia Andrea Orlando.
“Mercoledì scorso abbiamo avuto l'incontro col vice segretario Serracchiani assieme agli altri “Sei da salvare” - conferma il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Bassano Francesco Savio -. Il tempo stringe perché a settembre c'è l'ultima scadenza, passata quella la morte del Tribunale di Bassano è matematica,”
“La strategia, col PD al governo, fa leva sul discorso politico - aggiunge il presidente mandamentale di Confartigianato Sandro Venzo - per salvare il Tribunale di Bassano e per proporre la soluzione all'emergenza giustizia nel Veneto con l'istituzione del Tribunale della Pedemontana, che tornerebbe ad essere l'ottavo Tribunale della nostra regione.”
“La necessità del Tribunale è di vitale importanza per le imprese - spiega ancora Venzo -. Gli stranieri investono in Italia solo se c'è la certezza delle regole, che attualmente nel nostro territorio è pari a zero. C'è inoltre il problema delle aziende che non pagano, devi affrontare una causa che dura 6-7 anni mentre continui a pagare le tasse, l'Iva, i dipendenti e i materiali. Così abbiamo imprese che muoiono per mancanza di pagamento. L'incertezza delle regole e i contenziosi che durano anni vanno messi nel piatto, la nostra è una battaglia per la sopravvivenza.”
“Il tema dell'efficienza della macchina della giustizia è ben chiaro al governo - rimarca la senatrice Filippin -. Il vero problema è l'inefficienza del sistema della giustizia nel Veneto, e il discorso non è limitato al circondario di Bassano. La strada per riportare l'efficienza è quella del Tribunale della Pedemontana, che contemporaneamente risolve il problema di Bassano, utilizza al meglio gli immobili già esistenti e sgrava il lavoro degli altri Tribunali raggiungendo gli standard ottimali indicati originariamente dalla legge delega.”
“Il Tribunale deve essere rimesso in funzione - sintetizza Francesco Bernardi, presidente del raggruppamento di Bassano di Confindustria Vicenza - e ciò risponde a un criterio economico, di efficienza e di sgravio agli altri Tribunali in sofferenza. L'ottavo Tribunale del Veneto va ripristinato nell'ottica di sistemazione globale della giustizia nella regione.”
Tutto giusto, tutto vero e tutti d'accordo: ma come farlo capire una volta per tutte al Guardasigilli Andrea Orlando, ministro del governo Renzi in quota PD, partito che nel proprio programma, alla voce “Giustizia” (campagna elettorale per le politiche 2013), aveva richiamato la necessità di ripristinare i “Sei Tribunali da salvare”, tra cui Bassano del Grappa?
Una domanda che sorge inevitabile a seguito della nota relazione della Commissione del ministero per il monitoraggio della riforma della geografia giudiziaria, che dal punto di vista tecnico non ha ravvisato alcun motivo per fare marce indietro e azzerare l'accorpamento di Bassano con Vicenza, ritenuto “non problematico” dai commissari ministeriali.
Da qui la via “politica” all'auspicata risoluzione della questione.
Il primo tempo della (forse) decisiva partita è stato giocato mercoledì scorso con il già citato incontro a Roma con il vice segretario del Partito Democratico Serracchiani, che si è fatta in un certo senso “portavoce” dei “Sei da salvare” (tra cui il Tribunale di Tolmezzo, in Friuli Venezia Giulia, regione di cui la Serracchiani è il governatore) chiedendo ai rappresentanti del “gruppo dei sei” di presentarle le rispettive controvalutazioni alla relazione della Commissione ministeriale, impegnandosi ad inoltrarle al ministro. Controvalutazioni che, per la cronaca, il Comitato di Bassano trasmetterà al numero due del PD nella giornata di domani.
Ma Bassano - su insistenza degli avvocati, e soprattutto delle categorie economiche - guarda ormai al secondo tempo del match, che in realtà non è stato ancora definito: l'incontro diretto con il ministro Orlando.
L'attivazione di un “canale parallelo” per un'audizione con l'esponente del governo in cui “spiegare la particolarità veneta” e quindi i perché della necessità di ripristinare Bassano è l'indicazione principale che emerge dalla riunione del Comitato. Sarà predisposta allo scopo una ulteriore “controrelazione”, ovvero un documento unitario, destinato al Guardasigilli in vista dell'auspicato incontro da richiedere e ottenere in tempi brevi.
“E' un documento da sottoscrivere tutti insieme, senza distinzioni politiche e di categoria - conclude la senatrice Filippin -. Va evidenziato che il ripristino di Bassano ovvero il Tribunale della Pedemontana risponde ai criteri di efficienza della macchina giudiziaria ed è la vera applicazione della spending review.”
Sandro Venzo sollecita in particolare l'incontro con Orlando e scalpita: “La buona politica deve essere anche ascolto del territorio. Per incontrare il ministro sono pronto a partire in qualsiasi momento.”
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