Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 05-06-2014 15:42
in Politica | Visto 2.967 volte

Il ballottaggio e il Mose

Poletto, Finco e gli arresti della tangentopoli veneta. Nicola Canilli, candidato sindaco di B.d.G.-GenerAzione per il cambiamento, critica i due candidati al ballottaggio e i rispettivi schieramenti circa le loro posizioni sullo scandalo giudiziario

Il ballottaggio e il Mose

Il candidato sindaco della civica B.d.G. - GenerAzione per il cambiamento Nicola Jacopo Maria Canilli (foto: archivio Bassanonet)

Troppe “frasi fatte di circostanza”, un eccessivo “dito puntato a vicenda sugli arrestati del fronte avverso” e soprattutto alcuni aspetti delle rispettive parti politiche nazionali correlati ai rapporti fra politica e affari che necessitano, prima del voto, di opportuni chiarimenti.
Non fa sconti a nessuno il comunicato stampa trasmesso oggi in redazione da Nicola Jacopo Maria Canilli, candidato sindaco al primo turno della lista B.d.G. - GenerAzione per il cambiamento, che prende di mira i due candidati sindaci di Bassano al ballottaggio dell'8 giugno - in ordine di apparizione nel comunicato: Federica Finco e Riccardo Poletto - e i rispettivi schieramenti a seguito della clamorosa retata di ieri eseguita dalla Guardia di Finanza su ordine della Procura di Venezia in merito ai presunti illeciti collegati agli appalti del Mose, il sistema di dighe mobili contro l'acqua alta a Venezia.
Uno scandalo giudiziario rispetto al quale, secondo Canilli, le due parti politiche in corsa per l'ultimo round a Bassano non brillano per chiarezza di prese di posizione e quindi per la “trasparenza tanto sbandierata” in campagna elettorale, “abusando” entrambe “del concetto di cambiamento, espresso in molteplici slogan”.
Buona lettura:

COMUNICATO

A seguito dello scandalo di fondi neri, tangenti e false fatture negli appalti collegati al Mose ci aspettavamo dai candidati al ballottaggio a Bassano, e dai rispettivi schieramenti, meno frasi fatte di circostanza e un minor dito puntato a vicenda sugli arrestati del fronte avverso. L'abuso del concetto di cambiamento, espresso in molteplici slogan, nei fatti ci pare stia lasciando strada ad imbarazzo e infelici premesse per la nuova amministrazione.
Federica Finco. Nel simbolo della lista di Forza Italia leggiamo “BERLUSCONI PER FINCO”, cioè l'appoggio da parte di un condannato per frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione indebita.
A metà maggio l'imprenditore vicentino Enrico Maltauro, interrogato sulle tangenti dell'Expo, affermava: “Il sistema delle grandi opere è marcio e corrotto ed è il risultato di vent'anni di Berlusconi. Se vuoi entrare devi pagare”.
L'assessore Chisso rappresenta uno dei trait d'union più solidi delle ultime tre legislature, quindi Galan e Zaia, da cui ne consegue una responsabilità di entrambi nel riconfermarne la nomina. Oltre alla Lega, tutto ciò dovrebbe saperlo bene pure la collega assessore Elena Donazzan, dal 2005 in Giunta assieme.
Ma tornando alla Maltauro, va ricordato il contributo, rendicontato e secondo legge, di 6.000€ per le ultime elezioni regionali al vicentino assessore leghista Marino Finozzi, in giunta con Galan anche tra il 2000 e il 2005, che a riguardo afferma “Non so perchè Maltauro mi abbia versato quei soldi. Non lo conosco e non lo frequento, se si esclude qualche incrocio ad alcune serate mondane vicentine.
Era già accaduto con la Siram, probabilmente queste aziende hanno deciso di contribuire all'elezione di un politico molto noto nel Vicentino, non so”.
Alla luce di quanto scoperchiato, in generale sarebbe forse da capire meglio le effettive motivazioni del perché avvenisse ciò. Infine notiamo la vicentinità nella vicenda Mose pure dell'ormai ex europarlamentare Lia Sartori.
Riccardo Poletto. Nel 2009 il Congresso regionale del PD veniva vinto dalla corrente bersaniana allora capeggiata da Rosanna Filippin.
Enrico Maltauro ieri ai magistrati ha fatto pure il nome di Bersani, oltre che Fassino. Bersani che nel 2012 per la squadra di Governo pensava alla Moretti, a Zanonato e a Orsoni. Orsoni ora è implicato nella vicenda Mose, Alessandra Moretti invece venerdì sarà a Bassano a chiudere la campagna elettorale del centrosinistra. Gianfranco Simonetto, cognato di Enrico Maltauro e presidente della Maltauro S.p.A., durante le ultime elezioni europee organizzò una cena a suo sostegno.
La Moretti ha precisato che fu a titolo personale, quindi non come presidente di un gruppo ma come professionista, però sarebbe bene in questo momento, in primis per la trasparenza tanto sbandierata, che prima di venire a sponsorizzare una candidatura a sindaco di Bassano, chiarisse meglio eventuali suoi rapporti con la Maltauro S.p.A. Non lo diciamo per Poletto, ma per l'immagine del possibile prossimo sindaco di Bassano. Questa considerazione, alla luce di quanto descritto, vale ovviamente per entrambi.
Riteniamo che le prese di posizione sulle vicende appena esposte dovrebbero essere la cartina di tornasole della credibilità dei progetti che entrambi i candidati hanno per Bassano nei prossimi cinque anni in tema di infrastrutture, economia, leadership territoriale. Ma alla luce del livello della discussione tenuto durante la campagna elettorale in corso, ci rendiamo conto forse di chiedere troppo, come pure tali dinamiche probabilmente non vengono recepite appieno dai cittadini nella loro gravità, con altre questioni che purtroppo influiscono maggiormente sul voto.

Nicola Jacopo Maria Canilli
per B.d.G. - GenerAzione per il cambiamento

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