Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 29-03-2014 19:32
in Attualità | Visto 2.635 volte

La “rivincita” di Gasparotto

Il Collegio dei Probiviri della Banca Popolare di Marostica annulla in via definitiva la decisione del precedente CdA: l'ex DG riacquista lo status di socio della banca. “Soddisfatto che sia stata riconosciuta la correttezza del mio operato”

La “rivincita” di Gasparotto

L'ex DG della Banca Popolare di Marostica Gianfranco Gasparotto: "Ho sempre operato nell'injteresse della banca e nel rispetto delle regole"

“Mi sono sempre attenuto alle regole della mia banca ed ora è proprio la stessa Banca Popolare di Marostica, attraverso il Collegio dei Probiviri eletto dall'Assemblea dei Soci, che, dando atto della correttezza del mio operato, conferma in via definitiva il mio status di socio”.
Questo il primo commento di Gianfranco Gasparotto, ex direttore generale della Banca Popolare di Marostica ed ex membro del Consiglio di Amministrazione, alla decisione dell'organo interno dell'istituto di credito di annullare il provvedimento che decretava la sua esclusione da socio della banca medesima.
Con delibera del 10 marzo 2014 il Collegio dei Probiviri annulla infatti in via definitiva quanto deliberato dal Cda lo scorso 14 gennaio 2014, e “conferma - si legge nel dispositivo - lo status di socio in capo al ricorrente Gasparotto Gianfranco, non sussistendo le condizioni statutarie per la sua esclusione.”
Come si ricorderà, era stato il precedente Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Marostica, su proposta dell’allora presidente Giovanni Cecchetto, a deliberare il 14 gennaio scorso l'esclusione da socio di Gasparotto, ex direttore generale ed a quel momento membro dello stesso Cda, ai sensi dell'art. 15 dello Statuto Sociale. Due le accuse mosse da Cecchetto, e fatte proprie dal CdA, nei confronti del Gasparotto: aver asportato dal magazzino alcuni scatoloni contenenti documenti; ed avere fruito, nella sua qualità di direttore generale, di rimborsi spese indebiti.
Sulla base di queste due accuse fu appunto deliberata l'esclusione da socio di Gasparotto, provvedimento che gli impedì anche di partecipare all'Assemblea dei Soci della Banca Popolare di Marostica - dove era candidato al CdA) - tenutasi il 19 gennaio scorso, solo dopo cinque giorni dalla data della delibera di esclusione, con l'elezione del Consiglio di Amministrazione attualmente in carica.
Con decisione definitiva, come previsto dall’art. 15 dello Statuto, il Collegio dei Probiviri della Banca Popolare di Marostica, presieduta dall’ex presidente del Tribunale di Bassano del Grappa dott. Antonio Maturo, è entrato nel merito delle due questioni poste dal CdA ed ha così posto fine alla vicenda.
La decisione del Collegio dei Probiviri smonta pezzo per pezzo, con dettagliati riferimenti giuridici e con puntuali riferimenti di fatto, quanto deliberato dal CdA medesimo
Riconoscendo anzitutto, come afferma il testo del provvedimento, “che Gasparotto, il quale assunse la carica di direttore generale della Banca quando operavano 15 filiali poi portandole alle attuali 61, ha favorito l'introduzione, peraltro pienamente condivisa dal Consiglio di Amministrazione, della prassi di omaggiare, alla fine di ogni anno, soci e dipendenti della Banca con la consegna di un pacco natalizio.”
Chiarendo che gli scatoloni ritirati dal magazzino contenevano omaggi natalizi, l'organo bancario afferma che “cooperare alla consegna dei tradizionali pacchi natalizi non può realizzare alcun atto dannoso per l'interesse, il prestigio e l'immagine della Banca. Al contrario, serve a dimostrare la vicinanza e la disponibilità dell'Istituto di Credito nei confronti dei propri soci, dei dipendenti e degli operatori, giacché desumibile dalla personale partecipazione degli amministratori alla tradizionale consegna dell'omaggio natalizio.”
Per quanto concerne, poi, l’episodio relativo ai rimborsi spese effettuati a favore dell’ex DG Gasparotto, il Collegio dei Probiviri sottolinea che all'interno della Banca Popolare di Marostica esiste un ben preciso iter autorizzativo per i rimborsi; iter legalizzato dalla Banca stessa, che la Banca non ha mai contestato e che è stato perfettamente seguito da Gianfranco Gasparotto in ogni richiesta di rimborso.
Infine una precisazione di merito contenuta nella decisione adottata dal Collegio dei Probiviri: “Il Collegio dei Probiviri di Banca di Marostica, che non ha poteri arbitrali, costituisce un organo interno della Banca stessa che svolge la funzione di riesame e controllo delle deliberazioni adottate dagli altri organi sociali. ... Compito del Collegio è di rendere definitive, con il proprio intervento, le decisioni adottate dagli altri organi sociali.”
In questo modo si pone, dunque, la parola fine sulla vicenda, con una decisione giuridicamente motivata, che analizza e smonta punto per punto la delibera del CdA e ne attesta l'illegittimità; e che ribadisce anche il ruolo super partes ed inappellabile del Collegio dei Probiviri, al quale lo Statuto della Banca Popolare di Marostica assegna una funzione di garante per i soci e che, non a caso, lo stesso Statuto pone al medesimo livello del CdA.
“Sono molto soddisfatto di questo riconoscimento del Collegio dei Probiviri . conclude Gianfranco Gasparotto - che conferma una certezza che in me non è mai venuta meno: ho sempre operato nell’interesse della banca e nel rispetto delle regole. Sono felice del fatto che Collegio abbia riconosciuto che lo status di socio non è mai venuto meno. Attendo fiducioso che il CdA della Banca Popolare di Marostica comunichi la notizia della decisione del Collegio dei Probiviri.”

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