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“Cristiani nella città”: il Consiglio pastorale di S. Maria in Colle elabora un documento sul tema della politica e delle prossime scadenze elettorali. Con alcune proposte da interpretare “come segno di speranza e di collaborazione”
Pubblicato il 24 mar 2014
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“Invio il testo elaborato, discusso e votato dal Consiglio pastorale parrocchiale di S. Maria in Colle, sul tema della politica e in vista delle prossime scadenze elettorali. Nel caso che interessasse dare ascolto a una voce diversa da quella dei partiti e movimenti.”
Così mons. Renato Tomasi, parroco di S. Maria in Colle e arciprete abate di Bassano del Grappa, nel testo di accompagnamento all'email trasmessa oggi in redazione, riguardante appunto il documento - pubblicato ieri anche nel foglio parrocchiale - con il quale il Consiglio pastorale esprime alcune riflessioni e indicazioni, dal punto di vista di comunità cristiana, sull'attuale momento politico generale e sull'imminente appuntamento delle elezioni europee e del voto amministrativo a Bassano, come riportato integralmente di seguito:
Foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet
Foglio parrocchiale S. Maria in Colle, 23.03.2014
CRISTIANI NELLA CITTA’
Il 24 febbraio u.s., il Consiglio pastorale parrocchiale di S. Maria in Colle ha dato attenzione alla difficile situazione politica attuale, non per orientare consensi, ma perché i cristiani, nella loro fragilità, sono chiamati a seguire Gesù di Nazaret, il quale tenne distinta la missione evangelizzatrice dal potere umano, ma non tacque di fronte a chi abusava del potere; e mise in gioco se stesso per il bene di tutti.
In questo spirito offriamo qualche motivo di riflessione alla parrocchia, e a coloro che sono interessati al dialogo.
Questa situazione infatti interroga per prima la comunità cristiana, perché la fede non può essere separata dalla vita. Di fatto dall’ispirazione cristiana possono nascere diversi progetti politici, per cui è normale la presenza di scelte diverse fra i credenti; ma non tutti i progetti politici sono coerenti con il Vangelo, e per i cristiani devono restare prioritari i criteri del bene comune e del primato dei poveri, nello spirito del buon Samaritano che si è fatto prossimo non a chi era vicino e come lui, ma a chi aveva bisogno di aiuto.
Abbiamo anzitutto condiviso il disagio provocato da un esercizio della politica che sta togliendo la speranza del futuro, e approfondisce la distanza già grande fra le istituzioni e i cittadini.
Ci colpiscono in particolare l’emergere continuo di fenomeni di corruzione, e uno stile politico che sostituisce il confronto con i gesti di forza, mentre le diverse visioni dovrebbero confrontarsi costruttivamente in vista del bene comune. Infatti la democrazia diventa fragile se appare necessario ricorrere all’“uomo forte”, e se la partecipazione si esprime nella somma aritmetica di pareri individuali espressi senza dialogo con altre idee.
Pure noi quindi ci troviamo disorientati, e tentati dall’idea di “chiamarci fuori”, anche se questo non libera dalla responsabilità verso la convivenza sociale.
Comunque continuiamo a pensare che la politica resti lo spazio nobile e necessario nel quale è possibile cercare insieme il bene comune, e quindi ci auguriamo che essa ritrovi la sua dignità, anche ascoltando la società civile quando si tratta di elaborare progetti, e di candidare persone.
Nello stesso tempo però rimane importante riflettere sui comportamenti personali, perché i piccoli gesti quotidiani hanno un esito politico, in quanto contribuiscono a rendere migliore o peggiore la convivenza e l’ambiente, e quindi esprimono l’esercizio del diritto-dovere della cittadinanza, nel privato e nella partecipazione alla vita pubblica. Così di fronte al rifiuto crescente di partecipare al voto, per il disgusto verso la politica, ciascuno deve in ogni caso farsi guidare dall’intenzione di contribuire al bene comune, e non dalla protesta sterile o dal disinteresse.
Occorre maturare una coscienza politica non legata a interessi personali e di gruppo, e non dipendente da opinioni di parte, anche creando spazi di ricerca e discussione nei quartieri, nei gruppi ecc..
Di fronte poi alle elezioni europee, sappiamo che l’Europa deve cambiare, perché appare oggi lontana e attenta agli interessi economici, più che allo sviluppo dei popoli; ma crediamo al progetto di Dio, che vuole fare di tutta l’umanità una sola famiglia riconciliata e solidale, e quindi condividiamo tutto quello che favorisce l’unità, e non quello che produce divisioni, magari in nome di interessi locali, sempre più indifendibili in un mondo diventato interdipendente.
Per quanto riguarda le elezioni comunali, riconosciamo i passi che sono stati fatti, ma anche i grandi problemi che restano aperti. Proponiamo quindi al futuro governo della città qualche punto che ci sembra prioritario, convinti che, nell’attuale scarsità di risorse, la prima attenzione vada data ai bisogni essenziali, affinché cresca una città solidale e accogliente verso tutte le fragilità sociali (con uno sguardo privilegiato ai bambini), che punti sulle relazioni, e sappia integrare le differenze e garantire i diritti.
Sottolineiamo anzitutto la questione della casa (con un migliore utilizzo del patrimonio esistente, senza consumi di suolo), e quella del lavoro, per il quale l’Amministrazione comunale può rappresentare un importante punto di incontro per il dialogo e l’interazione fra gli enti e le iniziative attente a questo problema.
Dal momento poi che la crisi attuale genera tensioni e smarrimento nella vita personale, famigliare e sociale, vediamo urgente un’opera di prevenzione delle realtà (gioco, alcool, sostanze…) che provocano dipendenza in persone rese ancora più fragili dalla situazione economica e sociale, particolarmente nei giovani.
In vista di questi impegni, riteniamo che l’ente pubblico possa sostenere e favorire occasioni di confronto e di collaborazione fra le diverse espressioni della società civile e del volontariato, per maturare una progettualità partecipata ed efficace, e per far crescere una nuova responsabilità e sobrietà negli stili di vita e nelle richieste dei cittadini.
Augurandoci che queste nostre proposte vengano interpretate come segno di speranza e di collaborazione, esprimiamo riconoscenza e incoraggiamento agli uomini e alle donne che, con onestà e competenza, si sono impegnati e si impegneranno nella vita politica e amministrativa per il bene comune, mettendo le diversità dei punti di vista al servizio della crescita della città.
I membri del Consiglio pastorale di S. Maria in Colle
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