Radici Future 2030
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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it

Attualità

Numeri da infarto

Ospedali: per il rapporto Agenas 2011, il San Bassiano è tra i dieci peggiori in Italia per gli esiti dell'infarto cardiaco. L'Ulss 3: "Il 2011 è stato effettivamente un anno con significativa mortalità, dal 2012 mortalità nettamente inferiore"

Pubblicato il 14-08-2013
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Radici Future 2030

Portiamo un po' di allegria ai nostri lettori in occasione del ponte di Ferragosto: parliamo infatti di infarto cardiaco.
Siamo costretti a farlo, incalzati dall'attualità: il quotidiano “Libero” ha pubblicato ieri un articolo sul rapporto sulle prestazioni degli ospedali in Italia condotto dall'Agenzia per i servizi sanitari (Agenas) e promosso dal Ministero della Salute, sulla base dei dati incrociati del Sistema informativo ospedaliero e dell'Anagrafe tributaria riferiti all'anno 2011.
“Libero” riporta le tabelle dello studio riferite ai “dieci migliori e dieci peggiori ospedali in Italia” per cinque importanti interventi o patologie: infarto, ictus, frattura del femore, colecistectomia e bypass all'aorta.

Foto: archivio Bassanonet

Ed ecco la sorpresa: secondo i rilevamenti dell'Agenas, l'Ospedale San Bassiano di Bassano del Grappa risulta tra i dieci peggiori in Italia per il trattamento dell'infarto, ovvero dell'infarto miocardico acuto. Al decimo posto, per la precisione, con una valutazione di rischio attestata al 18,85%. Una “classifica” stilata sulla base dell'analisi di vari parametri, tra cui il tasso di mortalità nei primi trenta giorni successivi al ricovero e l'efficacia della cosiddetta “angioplastica”: l'intervento che consente di riaprire l'occlusione del vaso coronarico, responsabile dell'infarto cardiaco.
A seguito della pubblicazione dei dati, l'Ulss n.3 di Bassano del Grappa ha trasmesso in redazione un comunicato di precisazione, che riportiamo di seguito:

COMUNICATO

La valutazione degli esiti e il trattamento dell’Infarto nell’Ospedale di Bassano.

In relazione all’articolo apparso su un quotidiano nazionale la Direzione strategica dell’ULSS 3 precisa che il rapporto dell’Agenas sulla valutazione degli esiti per l’anno 2011 permette di analizzare l’attività di ogni struttura ospedaliera in riferimento ad una serie di indicatori relativi a ogni specialità allo scopo di fornire strumenti di valutazione per programmi di auditing clinico e di intervento organizzativo finalizzati al miglioramento dell'efficacia e dell'equità del Sistema Sanitario e della singola Azienda Sanitaria.
Per quanto riguarda la disciplina di cardiologia, Agenas ha analizzato una serie di indicatori relativi al trattamento dell’infarto.
In questo rapporto l’ospedale di Bassano risulta nel 2011 all’8° posto in Regione subito dopo gli ospedali capoluogo di provincia come numero di casi ricoverati e trattati per infarto del miocardio.
L’Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali (Agenas) prende in esame una serie di indicatori relativi alla mortalità a 30 giorni dopo un infarto e all’uso tempestivo dell’angioplastica primaria (PTCA) per riaprire il vaso coronarico la cui occlusione è responsabile dell’infarto stesso. La base per la rilevazione di questi indicatori è la scheda di dimissione ospedaliera, strumento prettamente amministrativo. L’ULSS 3 ha fatto propria la metodologia di analisi dei dati dell’Agenas e l’ha utilizzata per una tempestiva e periodica valutazione del proprio operato provvedendo a ricalcolare gli indicatori per i soli soggetti residenti e per il triennio 2010-2012. Ci preme sottolineare che oltre il 30% dei soggetti con infarto ricoverati presso l’ospedale di Bassano è residente in altra Ulss. Questa percentuale sale a quasi il 50% se consideriamo i soggetti trattati con angioplastica primaria.
La selezione dei casi trattati con infarto avviene sia se questi riportano la diagnosi di infarto miocardico acuto (ICD9cm: 410.xx) nel campo della scheda di dimissione relativo alla diagnosi principale sia nel caso in cui questa venga invece riportata nei campi secondari di diagnosi. Vengono esclusi dall’analisi i soggetti con età inferiore ai 18 anni e superiore ai 100, con degenza inferiore ai 2 giorni e dimissioni a domicilio, i trasferiti da altra struttura e i soggetti con ricovero per infarto miocardico acuto nelle 4 settimane precedenti.
I casi di residenti ricoverati per infarto del miocardio nel Presidio di Bassano sono stati 161 nel 2010, 188 nel 2011 e 161 nel 2012. Di questi una parte sono stati ricoverati e dimessi dal reparto di Cardiologia (compresa l’Unità coronarica-UCIC) e su una parte di questi pazienti è stata effettuata la procedura di angioplastica primaria entro due giorni dal ricovero.
La mortalità a 30 giorni è stata ricercata sia nelle schede di dimissione successive a quella di infarto sia nell’Anagrafe sanitaria dei residenti dell’Ulss n.3. Peraltro nel 2011 per 40 pazienti su 188 e nel 2012 per 19 pazienti su 161 si trattava di casi di infarto verificatisi su pazienti ricoverati per altre patologie in reparti diversi dalla cardiologia e UCIC. Pur essendo stato loro riservato il trattamento adeguato previsto dalle linee guida basate sull’evidenza scientifica l’elevato tasso di mortalità va correlato in questi casi alla patologia di base che ne ha determinato il ricovero.
Le conclusioni che emergono dalla nostra analisi sui residenti dell’ULSS 3 per il triennio 2010-2012 è che, utilizzando la stessa metodologia, come risulta anche ad Agenas, il 2011 è stato effettivamente un anno con significativa mortalità, sia per infarto a 30 giorni, sia nei casi trattati tempestivamente con PTCA.
Contrariamente il 2012 presenta una mortalità a 30 giorni per infarto nettamente inferiore e la mortalità dopo l’esecuzione di PTCA entro due giorni dal ricovero è addirittura nulla. La percentuale di mortalità per infarto è ancora più bassa (con le motivazioni poco sopra esposte) se consideriamo solo i dimessi dalla Cardiologia e dall’UCIC (6,3 nel 2010 - 9,5 nel 2011 - 4,4 nel 2012), mentre l’indicatore dell’Agenas e’ complessivo comprendendo i dimessi anche da altri reparti.

(comunicato stampa trasmesso dall'Ufficio Comunicazione dell'Ulss n.3)

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