Ultimora
Manifestazioni
25 apr 2026
A Romano D’Ezzelino ritorna la stagione degli “angoli rustici” e del Palio
25 Apr 2026 09:48
Cgia, diesel al +20% e 1,5 miliardi di extracosti per l'autotrasporto
24 Apr 2026 17:33
Nel 2027 i 60 anni dalla strage di Cima Vallona, invitato Mattarella
24 Apr 2026 16:01
Campiello Giovani, selezionata a Verona la cinquina dei finalisti
25 Apr 2026 10:37
Sui ponti del 25 aprile e 1 maggio stangata per i carburanti, la spesa aumenta di 1,4 miliardi
25 Apr 2026 10:11
Elezioni locali in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza centrale, le prime dall'inizio della guerra
25 Apr 2026 09:46
Kiev, 18 persone ferite e 2 morti dopo gli attacchi russi nella notte
25 Apr 2026 09:37
L’impero dei sensi, scandalo vivo
“Bassano è uno di quei luoghi da cui si parte”
Professione: attore. Andrea Tich recita in Croazia nel “Kafka Project” del Dramma Italiano di Fiume. E parla della sua città: “Ho sempre avuto la sensazione che a Bassano sia necessaria una politica culturale giovanile più viva”
Pubblicato il 24 lug 2013
Visto 5.441 volte
Nessuno è profeta in patria, tantomeno nell'arte e nello spettacolo.
Anche se per Andrea Tich - di professione attore, cresciuto e residente a Bassano del Grappa - il concetto di “patria”, e cioè del luogo delle proprie radici, è più elastico del solito. Sarà forse il destino di chi ha deciso di intraprendere la difficile e girovagante carriera del teatro, dopo che una dozzina di anni fa una professoressa di lungimiranti vedute lo aveva letteralmente sbattuto, per la prima volta, sul palco di una recita scolastica al Liceo d'Arte di Nove.
Da quella esperienza è scoccata la scintilla per il palcoscenico: Andrea vive da anni stabilmente a Trieste, dove si è perfezionato all'Accademia teatrale - Teatro stabile “La Contrada”. Torna spesso e volentieri a Bassano, per rivedere la famiglia e incontrare gli amici di sempre, ma il suo mondo è ormai fatto di sipari e di riflettori che si alzano e si accendono lontani dal Grappa.
L'attore bassanese, e triestino di adozione, Andrea Tich con la direttrice del Dramma Italiano di Fiume Laura Marchig dopo la prima di "Kafka Project"
Un mondo che guarda adesso oltre confine: l'attore bassanese-triestino è stato infatti selezionato dal Dramma Italiano - storica istituzione teatrale della comunità nazionale italiana - del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” di Fiume, in Croazia, per figurare tra gli otto protagonisti dello spettacolo “Kafka Project: Frontiere/Granice/Meje/Grens/Borders...” dell'autrice e regista olandese Karina Holla. Un impegnativo progetto teatrale - ispirato alle opere di Franz Kafka, incentrato sul tema dei “confini” e allestito quale omaggio all'entrata della Croazia nell'Unione Europea - del cui gruppo di interpreti Andrea fa parte dopo aver superato un duro workshop di due settimane e un altrettanto faticoso training di due mesi diretti dalla stessa Holla.
Uno spettacolo che dà l'inequivocabile conferma che quello dell'attore è un mestiere che fa sudare: è infatti una rappresentazione di “teatro fisico” dove il gesto, il ritmo e il movimento scenico sono preponderanti rispetto alla parola.
“Kafka Project” è stato presentato in prima assoluta lo scorso 13 luglio nella suggestiva ambientazione da archeologia industriale della Cartiera di Fiume, e gli otto attori sul palco - oltre al “nostro”, in ordine alfabetico: Elena Brumini, Rosanna Bubola, Ivna Bruck, Tomas Kutinjač, Miriam Monica, Giuseppe Nicodemo e Mirko Soldano - hanno riscosso lunghi applausi dal pubblico.
La performance è stata quindi nuovamente rappresentata al Mittelfest in Friuli ed è ancora in programma nel cartellone autunnale del Dramma Italiano di Fiume.
Per Andrea Tich la partecipazione all'attività del Dramma Italiano, diretto da Laura Marchig, è un autentico ritorno al futuro. Fiume, infatti, era la città dei suoi nonni - esuli italiani nel dopoguerra - ed è anche la città dove è nato, 27 anni fa, prima di trasferirsi, vivere e concludere l'intero ciclo scolastico fino alle Superiori a Bassano del Grappa, dove ha tuttora la residenza anagrafica.
E una combinazione del destino ha voluto che Fiume sia anche la città che ora dà nuova linfa alle sue aspirazioni professionali. Una delle tante storie di giovani di oggi che cercano la loro strada e la trovano all'estero, senza per questo dimenticarsi del luogo da cui sono partiti.
Andrea, come è stata questa tua esperienza con il “Kafka Project”?
“E' stata un'esperienza molto positiva, sia umanamente che professionalmente. Ho dovuto fare mio un codice espressivo - quello del teatro fisico - che prima avevo toccato solo in parte, all'interno di una struttura teatrale molto seria. Abbiamo lavorato ininterrottamente per due mesi, con una media di almeno sei ore di training fisico intensivo al giorno. All'inizio è stata dura, dovendomi scrostare di dosso alcune cattive abitudini attoriali ereditate da ambienti più aridi e cinici, che tendono a soffocare gli impeti giovanili invece di usarli come traino. Sotto l'indicazione guida di “we are always more of what we think” (“siamo sempre più di quello che pensiamo”), la regista è però riuscita in breve tempo a portarci all'estremo delle nostre potenzialità espressive, permettendoci di affrontare costruttivamente i nostri “talloni d'Achille” attoriali. Non a caso, lo spettacolo parla di frontiere e confini. La sinergia col gruppo si è evoluta spontaneamente, nutrita dalla positività trainante di una squadra tutta giovane.”
Cosa rappresenta questa esperienza per la tua attività di attore?
“Per me è stata come una rinascita morale, che mi ha permesso di infrangere molte barriere mentali che spesso costituivano un rifugio, ma che non mi permettevano di mettermi in gioco integralmente e di crescere professionalmente. Questa esperienza è un passo decisivo verso un approccio attoriale più responsabile ed autonomo, in grado di creare impresa e combattere la crisi dall'interno e mi ha aperto gli occhi su molte dinamiche politico-culturali di e oltre confine. Mi sono riallacciato alla mia città natale, chiudendo un cerchio cominciato più di 60 anni fa con la partenza dei miei nonni da Fiume.”
La tua attività ti ha portato via da Bassano, che è comunque una città vivace dal punto di vista della cultura e degli spettacoli, grazie ad esempio ad Operaestate Festival...
“Bassano è sicuramente un centro culturale di alto livello e non nego che gran parte delle iniziative che fioriscono nel suo tessuto siano lodevoli. Tuttavia ho sempre avuto la sensazione che fosse necessaria una politica culturale giovanile più viva. Basti considerare che spesso la migliore prospettiva per una serata fuori consiste nell'ubriacarsi nei soliti locali. Per quanto riguarda l'offerta degli spettacoli, mi limito a dire: comprate meno da fuori e producete di più, sfruttando le forze di casa.”
Come stai percorrendo la tua strada professionale lontano da Bassano?
“Per quelli che sono i miei interessi e le mie aspirazioni, Bassano purtroppo non ha molto da offrire. A differenza di quanto dicono i più, di arte si vive, e nonostante la crisi e i tagli finanziari pesantissimi, il lavoro non manca. Semplicemente bisogna attivarsi e cercare o creare le opportunità che possano soddisfarci, anche se alle volte vuol dire abbandonare le comodità e le sicurezze di un nido accogliente. Per quanto vivace e ormai multiculturale, l'aria che respiro ancora adesso a Bassano è quella di una cittadina di provincia, poco nutriente per chi non abbia aspirazioni localistiche.”
E con Bassano quindi che rapporto hai?
“Personalmente, penso che Bassano sia uno di quei luoghi da cui si parte.
C'è come una cappa invisibile sopra la città che non ti permette mai di decollare veramente. Posso dirlo anche di Trieste, città che mi ha formato professionalmente. Spesso invidio gli amici bassanesi, che lì sono nati e si sentono molto più legati al territorio, per la relativa serenità con cui decidono di rafforzare le loro radici ed edificare il loro futuro nel luogo che li ha nutriti. Tuttavia, ho sempre ritenuto che restare nello stesso luogo, se vogliamo usare una metafora in tema, sia come leggere la stessa pagina del copione, senza permettersi di vivere il resto, cosa che non posso permettermi per il lavoro che faccio. Penso che Bassano, come tutte le cose che si amano, si impari ad apprezzare veramente quando non ce l'hai più sotto gli occhi; ed è lì, tra la bora che soffia e i palazzi austroungarici che ti schiacciano, che senti la mancanza dei parenti e degli amici lontani, del Grappa e dei suoi sentieri, dello scorrere del Brenta, del Ponte Vecchio e delle sue osterie, dell'aria fresca della Valsugana. Da Bassano si parte, ma per tornarci volentieri e (perché no?) ravvivarla con quanto appreso lontano da casa.”
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Il 25 aprile
- 25 apr 2025ANPI orizzonti
- 25 apr 2024Belli Ciao
- 25 apr 2023Canova for Jacopo
- 25 apr 2021Con sincero affitto
- 25 apr 2019Show Bizz
- 25 apr 2019Formato famiglia
- 25 apr 2018La finestra sul Comune
- 25 apr 2017Errare Asparagum Est
- 25 apr 2017Si infortuna col fucile, arrestato
- 25 apr 2017Tenetevi lo SPRAR
- 25 apr 2016Territori del Boh
- 25 apr 2015Triangolo mortale
- 25 apr 2014B.d.G., generazione in Comune
- 25 apr 2014Futuro, Plurale
- 25 apr 2014Riccardo Poletto sulla “Grande Bassano”
- 25 apr 2014Il Comune che verrà: le richieste dei quartieri
- 25 apr 2012Cimatti: “Abbiamo bisogno di una nuova Resistenza”
- 25 apr 2012Mobilità sostenibile: Bassano attacca la spina
- 25 apr 2009Solo provincia?
- 25 apr 2009Gli italiani la sanno lunga…o no?
Più visti
Cronaca
23 apr 2026
Alpini, scontro sul simbolo: dai social minacce di boicottaggio all'Adunata
Visto 11.405 volte
Politica
18 apr 2026
Nove, Alessandro Pigatto corre per la poltrona di sindaco: nasce la lista "Nove Concreta"
Visto 10.999 volte
Geopolitica
20 apr 2026
Cosa sta succedendo in Camerun, il Paese visitato recentemente dal Papa
Visto 9.011 volte
Attualità
21 apr 2026
Nasce “Cantiere 35”, uno spazio in centro gestito dagli under 35
Visto 8.556 volte
Attualità
22 apr 2026
Da Venezia il via a Operaestate 2026: Bassano torna palcoscenico internazionale
Visto 6.320 volte
Politica
30 mar 2026
Oltre il voto: l’analisi dell'On. Giovine (FdI) su giustizia e tenuta del Governo
Visto 16.244 volte
Attualità
11 apr 2026
Tribunale della Pedemontana, Martini: «Non chiediamo privilegi, ma rispetto per il territorio»
Visto 13.287 volte
Politica
01 apr 2026
Rossano Veneto, cade la Giunta Zonta: dimissioni in blocco e arrivo del Commissario
Visto 12.881 volte
Politica
17 apr 2026
Rossano Veneto: commissario nominato dal Prefetto. Martini e Bianchin: «Scelta di rispetto verso i cittadini»
Visto 12.810 volte
Politica
06 apr 2026
Campo Largo, la sfida dei “silenti”: come costruire l’alternativa al governo Meloni
Visto 12.055 volte
Cronaca
23 apr 2026
Alpini, scontro sul simbolo: dai social minacce di boicottaggio all'Adunata
Visto 11.405 volte
Attualità
26 mar 2026
Bassano sboccia al Giardino Parolini: torna "Di Rara Pianta", il salotto verde più esclusivo d’Italia
Visto 11.213 volte













