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Energia idroelettrica: piccolo è bello
Le nuove sfide dell'autosufficienza energetica: a Piazzola sul Brenta un convegno su “I Consorzi di bonifica e le produzione di energia idroelettrica nella rete idraulica minore”. Prodotti dal Consozio Brenta oltre 12 milioni di kWh all'anno
Pubblicato il 18 mar 2013
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Sorella acqua, sorella energia. Scomodiamo nientemeno che San Francesco (visto che in questi giorni è tornato di moda) per inquadrare l'argomento che ci porta ad affrontare un grigio e freddo lunedì di pioggia per raggiungere Villa Contarini a Piazzola sul Brenta.
E' in questa sede che, nell'ambito della Settimana Regionale dell'Ambiente, il Consorzio di bonifica Brenta propone un convegno sul tema “I Consorzi di bonifica e la produzione di energia idroelettrica nella rete idraulica minore”.
Ovvero: come evidenziare e incentivare le attività svolte dai Consorzi di bonifica per la produzione di energia elettrica da una fonte pulita e rinnovabile come l'acqua, consentendo un introito che viene reinvestito in opere idrauliche e irrigue a favore del territorio.
I lavori del convegno a Piazzola sul Brenta
E' proprio la giornata dell'acqua: fuori piove che Dio la manda, ma l'inclemenza del tempo non impedisce a un numeroso pubblico di partecipare all'incontro assiepando in ogni ordine di posti la Galleria delle Conchiglie della Villa. Segno che la questione non interessa i soli addetti ai lavori. E significativa, in tal senso, è la presenza di alcuni studenti dell'Istituto superiore Rolando da Piazzola, che hanno svolto un'interessante ricerca sul possibile recupero della storica centrale idroelettrica “Fabbrica dei concimi”, collocata sulla Roggia Contarina a Piazzola sul Brenta.
L'argomento all'ordine del giorno non è stato scelto a caso: dopo alcuni anni di parziale oblio, il tema della produzione idroelettrica - considerato per lungo tempo un settore saturo - vede infatti oggi nuovi margini di sviluppo, grazie anche alle nuove tecnologie disponibili, applicate ai piccoli corsi d'acqua.
Un recente incontro organizzato a Roma dal Ministero delle Politiche Agricole, come riferito dai relatori, ha dato nuovo impulso alle iniziative idroelettriche dei Consorzi, che hanno ottenuto delle norme di favore in termini di procedure ambientali.
“Lo ritengo un tema molto importante per i suoi riflessi positivi - afferma il presidente del Consorzio Brenta, Danilo Cuman -. In termini ambientali, per l'utilizzo di fonti pulite e rinnovabili e in termini economici, per le maggiori entrate che possono aiutare i bilanci dei Consorzi di bonifica, nonché quelli dello Stato, visto che sulla produzione di pagano tasse di una certa percentuale. Ciò è particolarmente utile in questi momenti di crisi, visto che si offrirebbero oltretutto opportunità di lavoro; vorrei dire anche in termini politici, perché si contribuisce all'autonomia energetica del Paese. Si sa cosa vuole dire dipendere dall'estero su aspetti strategici come l'energia, e si sa quale sia l'effetto inflattivo legato agli aumenti dei costi dei prodotti energetici.”
Il Consorzio di bonifica Brenta, come illustrato dal direttore dell'ente ing. Umberto Niceforo, gestisce attualmente quattro impianti idroelettrici: sul primo salto del canale Medoaco, a San Lazzaro di Bassano del Grappa (per una produzione media energetica di circa 8 milioni di kWh-kilowattora all'anno); alla centrale di secondo salto sempre a San Lazzaro (4 milioni kWh all'anno); sulla roggià Rosà ancora a San Lazzaro (150mila kWh all'anno) e sul fiume Ceresone ad Arlesega di Mestrino in provincia di Padova (500mila kWh all'anno).
Le quattro centrali idroelettriche rientrano nel programma di potenziamento dell'autoproduzione dell'energia attuato dal Consorzio per far fronte agli elevati consumi dei propri impianti di sollevamento, sia per l'irrigazione (pluvirrigui) che per la bonifica idraulica (idrovore). Sono inoltre in progetto una decina di nuovi impianti, in attesa di autorizzazione da parte della Regione, con possibilità di ulteriore produzione di circa 16 milioni di kWh all'anno: si tratta di progetti di utilizzo energetico su salti d'acqua già esistenti presso i nodi idraulici che comunque il Consorzio deve gestire.
I Consorzi di bonifica del Veneto, del resto, si stanno muovendo sempre più su tale filone innovativo, cercando di realizzare impianti di questo tipo.
“Il punto più significativo - rileva ancora il direttore, ing. Niceforo - è che si dovrebbe trovare un modo di valorizzare l'attività dei Consorzi, che possono consentire alla collettività un vantaggio almeno duplice: garantire che la produzione energetica non alteri il regime idraulico dei corsi d'acqua, e far sì che gli introiti vadano ad essere investiti nel territorio. Il tal modo verrebbe declinato l'uso plurimo delle acque auspicato dalle normative, in particolare le direttive europee in materia.”
Una frontiera, quindi, tutta da esplorare: “Attualmente - sottolinea al convegno di Piazzola il presidente dell'Unione Regionale Bonifiche della Lombardia, Alessandro Folli - i Consorzi producono oltre 380 milioni di kilowattora all'anno di energia idroelettrica e circa 1,8 milioni di kilowattora con il fotovoltaico. Ma quali sarebbero le potenzialità del cosiddetto microelettrico, se ciò diventasse una scelta strategica del Paese? La rete idraulica, gestita dai Consorzi di bonifica, è lunga circa 181mila chilometri ed esistono ormai avanzate tecnologie per la produzione energetica anche “in pianura”, sfruttando correnti e piccoli corsi d'acqua.”
Si tratta di un tema che dovrebbe pertanto imporsi all'attenzione dell'agenda energetica nazionale. La Regione Veneto, dal canto suo, ha già puntato le antenne sulle nuove opportunità di produzione di energia da fonti rinnovabili, e in particolare idriche: come conferma l'intervento all'incontro di Villa Contarini dell'assessore regionale all'Ambiente Maurizio Conte.
“Per la Regione - ci dice l'assessore Conte a margine dell'incontro - i temi delle energie rinnovabili e dell'idroelettrico sono sempre più centrali. La tutela della risorsa acqua è compatibile con lo sfruttamento idroelettrico, che crea nuove risorse da reinvestire nell'ambito della manutenzione del sistema irriguo e dei canali di scolo. Resta il problema della lungaggine delle procedure autorizzative: stiamo cercando di trovare con gli enti preposti alle autorizzazioni, ad esempio le soprintendenze, nuovi criteri di valutazione che accelerino i tempi.”
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