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I ragazzi della via Spin
E' la prima struttura del genere nel Veneto: domani a Romano d'Ezzelino si inaugura il “Biancospin”, Comunità Terapeutica Riabilitativa Protetta, con bacino di utenza regionale, per adolescenti con problematiche psichiatriche e disordini mentali
Pubblicato il 26 ott 2012
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Il suo nome è “Biancospin”: è una CTRP (Comunità Terapeutica Riabilitativa Protetta), la sua sede è a Romano d'Ezzelino, seguirà pazienti provenienti dalle Ulss di tutto il Veneto ed è una novità assoluta per la nostra regione.
Si tratta di un nuovo e innovativo servizio mirato alla riabilitazione psico-sociale di adolescenti con problematiche psichiatriche e disordini mentali: ovvero disturbi della condotta e dell'adattamento anche gravi, disturbi della personalità, disturbi psicotici. “Ragazzi difficili” a cui viene data la possibilità di intraprendere un effettivo percorso di recupero psico-terapeutico.
Gestita dalla cooperativa sociale “La Goccia” e collocata in uno stabile di proprietà della cooperativa medesima in via Spin a Romano, “Biancospin” è una struttura residenziale protetta di tipo comunitario finalizzata ad accogliere adolescenti tra i 14 e i 18 anni di età. Potrà ospitare fino a 10 persone - con una presa in carico di 6 mesi e rinnovabile fino a un massimo di tre anni -, più altri due posti riservati alla cosiddetta “pronta accoglienza” per i casi più problematici.
Il direttore generale dell'Ulss n.3 Valerio Alberti e il sindaco di Romano d'Ezzelino Rossella Olivo alla conferenza stampa di presentazione (foto Alessandro Tich)
I giovani ospiti della struttura saranno coinvolti in un programma terapeutico e educativo “complesso”: fondato cioè sulle dinamiche di gruppo.
Il servizio della CTRP - oltre al trattamento ambulatoriale e alla psicoterapia individuale - punterà infatti sugli interventi di terapia di gruppo: attività socio-riabilitative, motorie e sportive; laboratori; atelier di arte-terapia; attività manuali e di alfabetizzazione informatica; partecipazione a iniziative e eventi.
“La riabilitazione - puntualizza alla conferenza stampa di presentazione la direttrice dei Servizi Sociali dell'Ulss n.3, Mariuccia Lorenzi - sarà fatta anche nel territorio, permettendo agli ospiti della Comunità Protetta di partecipare alla vita sociale del Comune.”
I ragazzi presi in carico saranno seguiti da una equipe di una quindicina di persone: neuropsichiatri, psicoterapeuti, educatori, operatori di assistenza, assistenti sociali e infermieri. Al termine del percorso di riabilitazione - che prevede anche il coinvolgimento delle famiglie - non saranno lasciati a sé stessi, ma sarà assicurata la continuità terapeutica nei rispettivi territori di origine.
“Il valore di questo servizio - dichiara il direttore generale dell'Ulss n.3 Valerio Alberti - è che si rivolge non solo agli utenti del nostro territorio, ma della regione Veneto. La programmazione regionale prevede l'attivazione di due strutture di questo tipo e la prima, operativa, è in questa Ulss n.3. E' un progetto di grande valenza riabilitativo-terapeutica. Prima la riabilitazione degli adolescenti con problematiche psico-sociali avveniva con progetti individuali, pianificati di volta in volta e in territori diversi, ora viene data una risposta organica e particolarmente qualificata.”
“Il connubio tra il territorio di Romano e l'Ulss, con le cooperative di carattere sociale che già svolgono un ruolo importante nella nostra comunità, dimostra la disponibilità del territorio ad accogliere queste strutture - afferma il sindaco di Romano d'Ezzelino Rossella Olivo -. Questo intervento programmato dalla Regione e rivolto al disagio degli adolescenti ci dà la possibilità di guardare alle esigenze non solo dei propri cittadini, ma dei cittadini veneti. Anche noi sindaci dobbiamo guardare oltre i confini territoriali, nell'interesse dei bisogni generali.”
“Il progetto - spiega il presidente della cooperativa sociale “La Goccia” Francesco Tosetto - è partito prima ancora della programmazione regionale, e ha visto coinvolte tutte le 4 Ulss della provincia con le rispettive Neuropsichiatrie Infantili.
E' un progetto all'avanguardia perché affronta due importanti problematiche: il passaggio dalla struttura al territorio dei giovani assistiti e la continuità terapeutica. Si chiama “Biancospin” perché la sede della CTRP è a Spin di Romano, ma anche perché il biancospino è una pianta di auspicio di buona fortuna e richiama l'“intreccio” di collaborazioni necessarie alla sua realizzazione.”
“L'iniziativa - sottolinea Tosetto - si richiama all'esigenza di spendere meno e di dare risposte più adeguate a problemi di adolescenti che sono sempre più emergenti e che nel corso della vita potrebbero virare, senza un intervento di reinserimento psico-sociale del minore nel territorio, in ambito psichiatrico.”
Domani, sabato 27 ottobre, sarà intanto il giorno del taglio del nastro: alle 10.30 la Comunità Terapeutica Riabilitativa Protetta “Biancospin” sarà inaugurata con una cerimonia che vedrà l'intervento, fra gli altri, dell'assessore regionale ai Servizi Sociali Remo Sernagiotto.
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