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Stato di pulizia
La CoopService, appaltatrice delle pulizie dell'Ospedale di Bassano, licenzia 77 dipendenti. Oggi personale in sciopero, con inevitabili disagi al San Bassiano. Il rappresentante della cooperativa: “Io non sono nessuno e non posso parlare”
Pubblicato il 17 ott 2012
Visto 6.496 volte
Vi ricordate il famoso episodio dell'Odissea, col ciclope Polifemo che chiede ad Ulisse “dimmi il tuo nome” e l'astuto Ulisse, che poi gli pianterà un palo nell'occhio, gli risponde “il mio nome è nessuno”?
Una cosa simile - fatte le debite proporzioni - mi è accaduta questo pomeriggio all'ingresso dell'Ospedale di Bassano del Grappa.
Teatro dell'episodio, il picchetto di protesta dell'USB (Unione Sindacale di Base) della Federazione lavoro privato del Veneto, in stato di agitazione per la decisione della cooperativa “CoopService” - aggiudicataria, assieme a “ManutenCoop”, dell'appalto di “Area Vasta” per le pulizie dell'Ospedale San Bassiano e delle altre strutture sanitarie delle 4 Ulss vicentine - di licenziare 77 dipendenti, 51 dei quali in servizio nella zona bassanese.
Il picchetto dei lavoratori di CoopService all'ingresso dell'Ospedale San Bassiano. A sinistra Federico Martelletto, rappresentante USB (foto Alessandro Tich)
Il mio arrivo sul posto, per vedere di persona la situazione, coincide infatti con un animato confronto dei lavoratori in sciopero con un rappresentante della proprietà di CoopService, che sta cercando di spiegare le ragioni del taglio di personale e di rassicurare i manifestanti dal suo punto di vista.
Ma quando mi qualifico come giornalista, e chiedo al responsabile della cooperativa di spiegare anche a me la posizione dell'azienda e le motivazioni della decisione, il gentile interlocutore - a cui chiedo anche il nome - si nega.
“Io non sono nessuno - è la sua risposta testuale -, e non sono autorizzato a parlare.”
Diritto di replica respinto: me ne farò una ragione.
I motivi della pesantissima tegola caduta in testa al personale di CoopService in realtà sono noti, e mi vengono confermati dal rappresentante USB Federico Martelletto: la spending review del governo ha decretato la riduzione di tutti i servizi affidati in esterno dalle Aziende Sanitarie.
Da qui la decisione della cooperativa di dimezzare i dipendenti, lasciando a casa 77 persone. La notizia, come afferma un volantino consegnato dall'USB ai cittadini, “è stata data ai lavoratori solo gli ultimi giorni di settembre” e inoltre CoopService “si rifiuta di chiedere la cassa integrazione in deroga ma vuole passare subito ai licenziamenti”.
Ma alla base dell'agitazione sindacale c'è anche un altro serio motivo.
“Col personale dimezzato a seguito del taglio - mi spiega Martelletto - CoopService vuole comunque mantenere gli stessi servizi di pulizia, ma riducendo l'orario dei lavoratori che rimarranno, che avranno dunque lavoro doppio da svolgere rispetto ad ora e uno stipendio più basso.”
E piove sul bagnato, perché “molte socie e lavoratrici delle coop sono a 4-5 ore al giorno, cioè già con stipendi bassissimi”.
L'odierna giornata di sciopero, indetta per manifestare contro la decisione unilaterale della cooperativa di servizio e sensibilizzare la popolazione, ha vissuto momenti alquanto concitati.
“Questa mattina e questo pomeriggio, in corrispondenza coi due turni di lavoro - mi dicono Martelletto e altre lavoratrici - abbiamo bloccato tutte le entrate degli spogliatoi e impedito a chiunque di prendere servizio per fare le pulizie dell'Ospedale. Tra i nostri lavoratori c'è stata molta solidarietà e si è creata una situazione di emergenza: l'Ospedale era pieno di immondizie. Quando hanno cominciato a segnalare il problema dai reparti, CoopService ha dovuto chiamare personale da altre città, comprese Castelfranco e Monselice.”
Nonostante il voluto disagio provocato dallo sciopero, l'Azienda Sanitaria Ulss n. 3 esprime la propria vicinanza al personale in agitazione della cooperativa di pulizie, con il quale il direttore generale Valerio Alberti si è intrattenuto personalmente a colloquio.
“Esprimendo la più profonda solidarietà con la persone colpite dalla probabile perdita del lavoro e unendosi a loro nella preoccupazione per le rispettive famiglie - dichiara una nota ufficiale diffusa nel pomeriggio dall'Azienda Sanitaria - Ulss 3 deve precisare:
1 - che nella gara di Area Vasta (capofila l'Azienda Ulss 5 di Arzignano) non è stato assolutamente diminuito lo standard igienico richiesto all'appaltatore e quindi sono stati previsti tutti gli interventi necessari a mantenere un'elevata qualità igienica degli ambienti;
2 - che l'attività appaltata viene quotidianamente vigilata e monitorata, a fronte dell'asserita capacità da parte di CoopService di garantire gli standard previsti dal contratto, ma impiegando una minore quantità di personale.”
“L'Azienda - prosegue il comunicato dell'Ulss n. 3 - comprende le difficoltà incontrate in questo periodo da molte imprese commerciali e si augura che esse possano trovare soluzione tutelando tutte le aspettative dei lavoratori.
Ai cittadini la garanzia della massima sorveglianza sul rispetto dei livelli igienici di tutti gli ambienti sanitari e ospedalieri in particolare.”
E intanto il picchetto di oggi all'esterno dell'Ospedale, come fanno chiaramente capire i rappresentanti dell'Unione Sindacale di Base, è solo l'inizio di una difficile vertenza.
“Abbiamo parlato anche col sindaco Cimatti - conclude Martelletto -. Tra la perdita dei posti di lavoro e lo sfruttamento di chi resta a lavorare, questo è un caso sociale.”
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