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Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 06-10-2012 19:14
in Attualità | Visto 2.465 volte

SPV: mobilitazione contro l'“ottovolante”

Così il Comitato di Cassola e Rossano definisce la rete di complanari nel tratto Breganze-Marostica, che esclude il sedime della Nuova Gasparona. Mercoledì 10 a San Giuseppe di Cassola incontro pubblico sulle osservazioni al tratto interessato

SPV: mobilitazione contro l'“ottovolante”

Lavori in corso sul tratto Villaverla-Sarcedo della SPV. Foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet

“Perché la Nuova Gasparona non viene riutilizzata come previsto dalle legge istitutiva della SPV? Perché solo in quel tratto vengono sprecati inutilmente 1.000.000 di mq di terreno agricolo per complanari e caselli fuori dal tempo? Perché ai Comuni e al territorio non è stato dato un reale ascolto, anche a dispetto del dettato costituzionale?”.
E' il tempo delle domande a Cassola: e non solo sugli “incontri” di matrice religiosa allo stadio comunale.
Di questo ed altro, infatti, si parlerà mercoledì 10 ottobre alle 20.30 all'Auditorium Vivaldi di San Giuseppe, alla serata pubblica sul tema “SPV e Nuova Valsugana. Servizio al territorio o spreco di risorse?” che il Comitato di Cassola, Rossano e paesi limitrofi promuove in vista dell'imminente scadenza delle osservazioni alla Valutazione di Impatto Ambientale del tratto Breganze-Marostica della Superstrada Pedemontana.
“Son trascorsi 14 anni - afferma il volantino degli organizzatori - e la Pedemontana è ancora al palo. Doveva favorire e velocizzare il traffico delle aziende pedemontane: per questo nel 2001 i Sindaci a Roma e Castelfranco avevano detto “Superstrada”. La “Casta”, poi, ha deciso: Autostrada! E autostrada vogliono ad eccezione del nome. Sono stati sprecati almeno dieci anni e una valanga di soldi per progettare, cavillare, tentare di aggirare le norme incappando in ricorsi a catena fra le ditte concorrenti, inventando un commissariamento da calamità naturali, ma l'opera è ancora là, anche se i costi sono quadruplicati e toccherà ai Veneti pagarli; a tutti, anche a coloro che non si serviranno della strada."
“Per la verità - continua il testo di presentazione del Comitato - i lavori sono stati avviati per un piccolo tratto con uno squarcio indegno, nel territorio tra Villaverla, Montecchio Precalcino e Sarcedo. Ora sono in affanno; sono finiti in falda ad ovest e dentro una discarica di rifiuti tossico-nocivi ad est, con la Giustizia Amministrativa che li incalza ad ogni dove e l'Europa allibita che chiede lumi stentando a credere a quel che accade. Il Commissario ha dovuto ricordarsi che esistono anche le norme: norme nazionali ma anche europee. Manca la Valutazione di Impatto Ambientale nel tratto Breganze-Marostica! E pertanto fino a venerdì 12 c.m. è possibile presentare, per questa tratta, osservazioni ai competenti Ministeri.”
I promotori dell'incontro pubblico, in particolare, puntano il dito sul sistema di complanari alla SPV previsto nella tratta in questione - e definito dagli stessi “una specie di ottovolante” - che esclude il sedime della Nuova Gasparona e aggiunge nuove strade a ridosso delle colline di Breganze, Marostica e Bassano.
“Di questo e del nuovo progetto della Valsugana si discuterà mercoledì - afferma ancora il manifesto della serata -, perché anche quel progetto è una invenzione non per il bene comune, ma per colonizzare e gravare il territorio, a danno di uno splendido patrimonio ereditato e della gente che vive e lavora in zona.”
Alla serata, sottolineano gli organizzatori, “sono particolarmente invitati anche tutti gli amministratori del territorio e le categorie economiche”.
“Auspichiamo la presenza degli imprenditori - aggiunge il Comitato -, proprio perché da un decennio vengono presi per i fondelli (e noi ben comprendiamo il disagio), con la promessa di una strada a servizio delle loro necessità di spostamento ed ora, quando purtroppo molte aziende hanno già chiuso i battenti, avranno non una superstrada snella e facilmente accessibile, bensì una autostrada con caselli sempre problematici da raggiungere e il pedaggio da pagare. E che pedaggio viste le prospettive!”.
Dopo l'introduzione al tema da parte del presidente del Comitato Egidio Bizzotto e la “testimonianza storica” del sen. Giorgio Sarto - parlamentare del gruppo Verdi-l'Ulivo ai tempi della famosa Conferenza dei Servizi di Castelfranco Veneto del 2001 -, le osservazioni alla tratta Breganze-Marostica della SPV saranno presentate dall'ing. Giampaolo Bergamin, altra “presenza” storica dei precedenti comitati territoriali interessati alla questione Pedemontana.
“Il lavoro svolto in questo ultimo mese è stato notevole - dichiara Bergamin in una nota informale trasmessa in redazione -, ma sono certo che con l'impegno di tutti dei risultati siano ottenibili. Bisogna crederci e non rassegnarsi al ritornello di chi dà già tutto per definito. Tutto è migliorabile e in particolare in tempo di crisi non si possono tollerare inutili sprechi di risorse.”
“Nel 2001 - sostiene ancora Bergamin - riuscimmo a fermare la diga pedemontana del trevigiano, l'arteria viaggiava a 7-8 m. sopra il piano campagna per circa 30 km. Venne riprogettata totalmente con il contributo del territorio. Nel vicentino però ora vengono alla luce altre nefandezze, essendo stato ribaltato completamente quanto previsto dalla legge istitutiva, con sperperi di risorse incredibili e abbandono della Nuova Gasparona.” “Purtroppo - conclude il professionista - gran parte dell'attuale classe politica è occupata da altre cose e sembra voltare la testa su questa vicenda: aiutiamoli a ritrovare la saggezza e il bene comune, ecco perché non possiamo desistere.”
Con l'occasione dell'assemblea, chi vorrà potrà sottoscrivere le osservazioni da inviare ai competenti Ministeri.

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