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Quattro casi di pertosse nell'Ulss n.3

Colpiti dalla malattia infettiva, di origine batterica, quattro bambini non vaccinati. Lo comunica l'Azienda Sociosanitaria: “La vaccinazione, nei tempi e modi indicati dai calendari vaccinali, è l'unico mezzo di prevenzione”

Pubblicato il 03 set 2012
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Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato, trasmesso in redazione dall'Azienda Ulss n.3:

COMUNICATO

Foto Alessandro Tich - Archivio Bassanonet


4 DI PERTOSSE, IN BAMBINI NON VACCINATI, NEL TERRITORIO DELL'ULSS N.3

Dopo il morbillo, ecco riaffacciarsi un’altra delle malattie contagiose tipiche dell’età infantile: la pertosse (i meno giovani ricorderanno come, un tempo, nelle nostre zone, si parlasse di “tosse canina” o “tosse asinina” o addirittura di “tosse cattiva”).
Si tratta di una malattia infettiva di origine batterica molto contagiosa, causata dal batterio “Bordetella pertussis”. La pertosse viene annoverata fra le malattie infantili, come la rosolia, il morbillo, la varicella e la parotite, e colpisce prevalentemente bambini sotto i 5 anni.
La pertosse è diventata molto rara, grazie all’introduzione della vaccinazione generalizzata nell’infanzia, ma - se si abbassa la guardia - la malattia torna a farsi viva.
Negli Stati Uniti è attualmente in corso la più vasta epidemia degli ultimi 50 anni (oltre 18.000 casi, 9 decessi).
Nel territorio della nostra ULSS sono stati recentemente segnalati 4 casi di pertosse: 3 in bambini non vaccinati per scelta dei genitori ed 1 in neonato ancora non vaccinabile.
I casi non sembrano correlati tra loro.
Il problema principale, quando la malattia si ripresenta, riguarda i bambini più piccoli: le complicazioni più gravi sono costituite da sovrainfezioni batteriche, che possono portare a otiti, polmonite, bronchiti o addirittura affezioni neurologiche (crisi convulsive, encefaliti).
I colpi di tosse possono anche provocare delle emorragie sottocongiuntivali e nel naso.
Nel neonato e nei bambini al di sotto di 1 anno, la pertosse può persino avere esiti fatali.

Trasmissione

L’uomo è l’unico serbatoio noto del batterio e di conseguenza la trasmissione della malattia avviene solo fra esseri umani.
Il contagio avviene per via aerea, probabilmente attraverso goccioline di saliva diffuse nell’aria quando il malato tossisce.

Incubazione e terapia

Il periodo di incubazione è di circa 10 giorni.
La pertosse è altamente contagiosa, soprattutto nel periodo iniziale, prima dell’insorgenza della tosse parossistica.
Dopo tre settimane dall’inizio della fase parossistica, nei pazienti non trattati il contagio si considera trascurabile.
Invece nei pazienti trattati con antibiotici il periodo di infettività è ridotto a circa 5 giorni dall’inizio della terapia.

La vaccinazione

La vaccinazione, nei tempi e modi indicati dai calendari vaccinali, è l’unico mezzo di prevenzione.
La vaccinazione antipertosse è fortemente raccomandata, sebbene non obbligatoria, a causa della gravità dei quadri clinici e della frequenza di complicanze nella prima infanzia.
Dal momento che l’immunità non è permanente e che neppure gli anticorpi materni risultano protettivi verso il neonato, si consigliano richiami vaccinali anche per adolescenti ed adulti.
Il Servizio di Igiene Pubblica (SISP) è stato prontamente attivato e offre la massima disponibilità.
Per problemi di particolare urgenza è bene contattare le Assistenti Sanitarie del SISP.

Le informazioni inerenti gli ambulatori vaccinali in età pediatrica e adulta, si trovano anche nella home-page del sito web aziendale www.aslbassano.it, cliccando il bottone “Vaccinazioni”.

(Comunicato trasmesso dall'Ufficio Stampa dell'Ulss n.3)

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