Laura VicenziLaura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it

Magazine

Un pieno di cultura

L’aumento delle tasse sulla benzina dà respiro al Fus, allo spettacolo e alla cultura, il dubbio di molti è sulla qualità del “navigatore”

Pubblicato il 25 mar 2011
Visto 2.685 volte

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E’ di questi giorni la notizia che il Consiglio dei Ministri ha deciso di reperire i fondi per alimentare il Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo) destinato al Ministero dei Beni Culturali aumentando di 1 o 2 centesimi le tasse sulla benzina. Al di là degli esiti positivi dell’iniziativa, che sono indubbi - la richiesta è stata lanciata a gran voce anche in loco cultura.bassanonet.it/magazine/7884.html - in giro ci si chiede se il lavoro della politica e dei nostri rappresentanti (dei “legati”, ambasciatori degli interessi comuni per la res publica), se lo studio di tante commissioni, di un intero ministero a cui è stato chiesto di operare una ristrutturazione, inclusi anche tagli/potatura a rami morti se necessario, può davvero ridursi a questo, a una soluzione che era alla portata di un bambino delle elementari, o meglio delle primarie, ma “elementari” forse dà più l’idea. L’assessore alla Cultura Francesca Lazzari a Vicenza nel corso del dibattito aveva avanzato l’ipotesi di inserire una tassa locale per sostenere la cultura e lo spettacolo in provincia, una proposta che subito è parsa impopolare a tanta platea dell’Astra, ma che senza dubbio faceva i conti con la realtà: abbiamo pochi soldi, non riusciamo a finanziare la proposta culturale di qualità che finora abbiamo sostenuto, in nome del suo mantenimento ci autotassiamo e chiediamo anche il sostegno e l’aiuto dei privati. Impopolare ma razionale, un sentiero ostico, un po’ in salita, di quelli da percorrere con spirito di sacrificio in nome di ciò che si ritiene utile per la crescita di una collettività. La decisione di un Governo intero di aumentare in modo indifferenziato il costo della benzina per sostenere lo spettacolo e la cultura può invece essere associata a un’altra immagine: quella della scorciatoia del disimpegno, del tagliare le curve troppo facile. Chi deve utilizzare l’auto per andare al lavoro ad esempio contribuirà certo di più alla causa della promozione della cultura nazionale, che si meriti almeno qualche ingresso al cinema in omaggio?

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