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All’inaugurazione della mostra dedicata alla “vicentinità” protagonisti i Bisgatti di Joe Velluto e l’allucinazione palladiana di Marco Chiurato

Pubblicato il 16-01-2011
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Inaugurata la mostra “Vicenza città bellissima: souvenir e memorabilia”, l’allestimento è ospitato a Casa Cogollo e l’esposizione sarà visitabile fino al 6 marzo. L’iniziativa, curata da Stefania Portinari e promossa dalla Città di Vicenza ha avuto il sostegno della Regione Veneto, di Aim e Gemmo Spa. Il progetto ha navigato in acque non tranquille per qualche tempo, anche a causa degli enormi problemi creati ai vicentini dall’alluvione, ma è giunto felicemente al capolinea con risultati davvero soddisfacenti e a tratti sorprendenti: tanti gli studi grafici, di design ma anche i singoli artisti che hanno partecipato al concorso con realizzazioni e prototipi progettati per diventare souvenir della “vicentinità”. In mostra sono esposte 44 piccole opere. Nella presentazione all’Odeo del Teatro Palladio che ha preceduto l’opening, Stefania Portinari ha illustrato in sintesi le idee emerse attinenti al tema che chiedeva di pensare a "un omaggio o un richiamo alla città di Vicenza e alle sue tradizioni culturali". I prototipi dovevano essere riproducibili, multipli realizzabili in piccole tirature, o pezzi unici da destinare ad un’ipotetica collezione. Merchandising e affettività mescolati assieme hanno dato vita a souvenir simpatici: monumenti e gioielli; mappe “morbide” e diorami, lampade, scatole di fiammiferi stampate coi disegni di pavimentazioni antiche e percorse da formichine nere che ricordano i nostri passi in città, e poi architetture in miniatura, poesie incise su pietra di Vicenza, piatti, una scatola che rappresenta la Basilica Palladiana e che contiene semi d’erba, per farle crescere idealmente davanti un prato, e ancora pitture da viaggio, ex-voto, segnalibri, giochi a cubi componibili, magneti, borse realizzate con gli striscioni riciclati delle manifestazioni vicentine, t-shirt, una linea di cosmetici al baccalà (l’artista ha detto che se non fosse stata gradita avrebbe sostituito gli ingredienti con le violette dei Berici), una collana fatta con vecchie cartoline trovate in un mercatino di Parigi, e i Bisgatti di Joe Velluto, biscottini ripieni di marmellata alla fragola per rendere più realistico il messaggio lanciato alla nomea di “vicentini magnagati”. Marco Chiurato, catalizzatore e “divino” al centro della scena, ha presentato il suo progetto “Essere Palladio”, un’ambiziosa e dolce performance che consentiva a tutti in un’allucinazione spazio/temporale di sentirsi per qualche istante il grande artista scolpendo una pietra/cubo… di cioccolato. AmateVI è lo slogan più efficace visto in mostra. Sarebbe interessante proporre un’iniziativa simile a Bassano, chissà quali potrebbero essere i richiami non scontati alla “bassanesità”.

in un'allucinazione l'"Essere Palladio" di Marco Chiurato

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