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Musica

Le terre oscure della musica

Serata “casalinga” in compagnia di grandi nomi della musica sperimentale

Pubblicato il 05 mar 2010
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L'appartamento del noizeman bassanese Stefano Sguario apre le porte, per la quarta volta, ad una serata inedita di musica trasversale e d'avanguardia. Terra Obscura, questo il nome del collettivo di Bassano di cui fa parte Stefano, si sta facendo promotore nel territorio di una serie di performance party (più o meno a scadenza mensile) a base di ospiti illustri della scena sperimentale, anche oltreoceano.
Stasera, in particolare, l'appuntamento è impreziosito dal passaggio di Mark Trecka, direttamente dall'Illinois. Personaggio affascinante e poliedrico, è il fondatore, percussionista e vocalist della band Pillars and Tongues, che già lo scorso anno aveva deliziato e incantato per delicatezza e sperimentazione durante il tour italiano. Negli ultimi anni, Mark ha inoltre partecipato a dischi e tour di vari musicisti americani, tra i quali Will Oldham, meglio conosciuto come Bonnie Prince Billy, per il quale ha fatto il percussionista e il vocalist. Ha da poco registrato delle sessions in Francia con l'amico Vincent Dupas aka My Name is Nobody uscite in due volumi intitolati "The Wolf Pit Sessions".
Il suo lavoro come solista è incentrato molto sulla sua splendida voce, caldissima e piena di soul e sull'uso di vari strumenti che possono essere chitarre acustiche, ukulele e percussioni, a seconda del momento. Ovviamente: nulla di programmato.

Mark Trecka

Ed è precisamente questo lo spirito, il concetto, l'idea che si muove dietro Terra Obscura. La logica del casalingo, della valorizzazione assoluta e radicale del “do it yourself”, slegata da qualsiasi meccanismo commerciale di visibilità. Passione purissima, distillata in veri e propri happening unici e irripetibili.
Non ci si potrà stupire, allora, se ci troveremo ad ascoltare musica d'avanguardia in casa di Stefano con due lampade e un bancone con qualche birra: “vogliamo recuperare quel concetto un po' americano di house party” ci spiega Sguario, “dove si ricerca l'essenza della musica nel ridurre all'osso tutto ciò che gli sta intorno. Essere minimali per valorizzare il più possibile il prodotto artistico”. Questo tipo di eventi sono tanto nascosti quanto diffusissimi in tutta Italia: “ci sono una valanga di etichette underground, un sottobosco ricchissimo che neanche riusciamo ad immaginare. Il genere è per pochi, assolutamente sperimentale, avanguardistico. Ma allo stesso tempo, proprio per la forte idea di libertà espressiva che lo accompagna, affascina e incuriosisce. Quel che ne risulta sono serate sempre piene di gente e assolutamente emozionanti”.
A completare il programma, le “rilevazioni ambientali” dei Nova sui Prati Notturni e il quartetto di improvvisazione non-jazz Little Jew Quartet.
Un party radicalmente “alternativo” al solito venerdì, a dimostrare ancora una volta la vivacità insospettabile della scena musica del territorio.

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